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Cles, grande partecipazione alla giornata della frutticoltura. Polo scolastico gremito

mercoledì, 24 febbraio 2016

Cles – Grande partecipazione di frutticoltori alla 19esima edizione della giornata frutticola di Cles (Trento), uno degli appuntamenti più attesi dal mondo frutticolo per aggiornarsi sulle principali problematiche del settore. Circa 600 frutticoltori presenti, presso l’auditorium del Polo scolastico e la sala Borghesi Bertolla. Qualità dei corsi d’acqua e frutticoltura in prossimità delle aree sensibili. Sono i temi principali della giornata tecnica organizzata dal Centro Trasferimento Tecnologico in collaborazione con il Consorzio Melinda.cles 10

Dallo stato qualitativo dei corsi d’acqua in valle di Non alle strategie di  difesa, dal contenimento della deriva alle esperienze di coltivazione di nuove varietà, come Lumaga Galant, una nuova varietà resistente alla ticchiolatura che permette di ridurre fino al 70% il numero di trattamenti necessari per ottenere frutta sana alla raccolta.

L’evento, moderato dal responsabile dell’ufficio frutticoltura, Tommaso Pantezzi, ha visto intervenire in apertura il direttore generale, Sergio Menapace, che ha indicato nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica il filo conduttore degli interventi.

«L’impegno della Fondazione Mach –ha evidenziato- va verso questa direzione: la sostenibilità deve essere vista come equilibrio, tra limiti e bisogni, un modello da costruire con i rappresentanti istituzionali, i produttori e gli stessi frutticoltori.»

Piano tutela delle acque
Raffaela Canepel dell’Agenzia Provinciale Protezione Ambiente ha parlato di Piano tutela delle acque. Ha parlato delle metodologie che hanno portato alla classificazione delle acque superficiali in Trentino, il 90 per cento dei quali risulta di qualità buono o elevato, e le misure che permetteranno di risanare quei corsi d’acqua che attualmente si trovano in uno stato di qualità non buono o insufficiente. Particolare attenzione è stata riservata al tema fitofarmaci che rappresenta uno degli argomenti più importanti nella Valle di Non.

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Quadro normativo, recepimento Piano Azione Nazionale
Renato Martinelli e Piergiorgio Ianes (FEM) hanno parlato della direttiva europea che pone l’obiettivo di un uso più sostenibile dei prodotti fitosanitari con particolare attenzione a ridurre i rischi ambientali e per la salute pubblica.

Numerose azioni previste all’interno del Piano sono già state attivate a livello locale con specifiche deliberazioni della Giunta provinciale: disciplina della produzione integrata, controllo funzionale e regolazione delle macchine irroratrici, formazione degli utilizzatori, distributori e consulenti tecnici e limitazioni da rispettare in prossimità di aree sensibili frequentate dalla popolazione.

Rimangono da definire entro breve ulteriori misure, fra quali anche le modalità di segnalazione dei trattamenti in prossimità di determinati siti sensibili e le misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico e delle aree naturali protette.

Difesa
Michele Berti, Andrea Branz, Matteo de Concini, Mario Springhetti (FEM) hanno trattato il tema della difesa fitosanitaria nei frutteti posti in prossimità delle aree sensibili che dovrà essere effettuata impiegando solo alcuni dei prodotti fitosanitari ammessi dal Protocollo di Produzione Integrata.

Questo comporterà un impegno particolare da parte dei tecnici per fornire indicazioni chiare e dettagliate, ma soprattutto i frutticoltori dovranno mantenersi continuamente aggiornati in quanto le limitazioni non riguardano il principio attivo ma spesso i singoli prodotti commerciali per cui è indispensabile leggere con attenzione quanto riportato in etichetta.

Diversi fungicidi normalmente impiegati per combattere la ticchiolatura non potranno essere utilizzati (es. Delan, Captano, ecc.), e alcuni insetticidi non saranno impiegabili. La varietà che presenta i maggiori problemi è la Golden Delicious in quanto è molto sensibile alla ticchiolatura e alcuni fungicidi impiegabili, specie in alcuni momenti, possono provocare fitotossicità.

Deriva
Daniel Bondesan, Claudio Rizzi, Maurizio Chini (FEM) hanno suggerito quali caratteristiche devono avere siepi e barriere artificiali per garantire un adeguato grado di mitigazione della deriva su colture arboree: altezza almeno pari a 3 metri e copertura fitta e uniforme su tutta la lunghezza.

Si è discusso inoltre dei vantaggi funzionali degli atomizzatori a getto mirato e degli aspetti tecnico-funzionali che permettono di ridurre la deriva, quali l’uso dei dispositivi di esclusione del flusso d’aria, dei deflettori orientabili, degli ugelli antideriva ad inclusione d’aria.
Hanno anche illustrato alcune specifiche esperienze sui mezzi ed i metodi di riduzione della deriva, fra cui i sistemi per l’esclusione laterale del flusso d’aria accoppiati ad ugelli antideriva, lance per trattamenti manuali, impiego di reti plastiche ed effetto della siepe a bordo campo, oltre ai risultati di prove d’efficacia conseguibile impiegando dispositivi antideriva.

Pratiche agronomiche
Fabrizio Dolzani, Stefano Bott, Massimo Prantil (FEM) hanno parlato di  scelte colturali e pratiche agronomiche per migliorare la gestione complessiva del frutteto e ridurre l’impatto degli interventi fitosanitari sia nel numero (varietà resistenti) che nei volumi impiegati (piante a taglia ridotta).

Sono state illustrate le caratteristiche di alcune varietà resistenti alla ticchiolatura quali Lumaga Galant, Fujion, Isaaq, Renoir, Crimson Crisp, Inored, Opal, Topaz. I tecnici hanno ricordato che nella realizzazione dei nuovi frutteti in prossimità di aree sensibili il frutticoltura è utile che impegni ad ottenere piante a taglia ridotta, con un’altezza massima di 2,5 m, adottando una forma di allevamento a parete stretta e continua: questo obiettivo si realizza facilmente mettendo a dimora o allevando piante con due o più assi.

Melinda
Sono state messe in luce le iniziative di Melinda. Massimiliano Gremes (Melinda) ha parlato del percorso qualità intrapreso, sul quale di volta in volta vengono ad agganciarsi le esigenze proposte dai clienti, i maggiori standard qualitativi volontari o la normativa vigente.

Per far questo Melinda da sempre collabora con APOT e Fondazione Mach per gestire i disciplinari di produzione integrata volontaria, formazione ai soci, la taratura degli atomizzatori.

E’ stato fatto riferimento al Consorzio innovazione frutta che oggi è in grado di fornire diversi risultati sulle nuove varietà in sperimentazione, alcune delle quali hanno una o più resistenze alle patologie del melo, ma anche a Galant/Lumaga, varietà con caratteristiche molto promettenti. Melinda ha pianificato l’impianto di questa varietà Club resistente alla ticchiolatura.

Lumaga Galant
Roberto Torresani e Gianluca Giuliani (FEM) hanno illustrato le prime esperienze di coltivazione di Lumaga Galant®, una nuova varietà per il panorama frutticolo del Trentino (OP Melinda e La Trentina).

Sviluppata in un centro di ricerca Svizzero, è una varietà resistente alla ticchiolatura: questa caratteristica potrà permette, secondo le esperienze di FEM, di ridurre fino al 70% il numero di trattamenti necessari per ottenere frutta sana alla raccolta.

Lumaga Galant® è quindi particolarmente interessante da mettere a dimora nei frutteti in prossimità di «aree sensibili» ed abitazioni private. I Tecnici FEM, in stretto contatto con CIF (Consorzio Innovazione Frutta), hanno caratterizzato la varietà anche dal punto di vista agronomico.

Si presta ad essere piantumata piuttosto stretta (2,8 – 3 m tra le file per 0,60m lungo la fila) per ottenere impianti facilmente meccanizzabili e gestibili con tecniche alternative all’impiego dei prodotti chimici. Va stimolata nella crescita con diradamenti precoci ed intensi, con concimazioni adeguate ed una potatura piuttosto corta che ne migliori l’accrescimento vegetativo. Dai primi dati produttivi sembra possa dare buone soddisfazioni ai frutticoltori.


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