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Verso il lockdown dello sci, sindacati trentini contro la proposta di “aprire solo per chi soggiorna”

lunedì, 30 novembre 2020

Madonna di Campiglio – Nelle prossime ore si saprà se il tentativo disperato delle regioni alpine per l’apertura degli impianti da sci solo per residenti, possessori di seconde case e turisti che alloggiano nelle strutture alberghiere andrà a buon fine. I segnali da Roma non fanno ben sperare in vista del prossimo Dpcm che, a meno di clamorosi dietrofront, sancirà il blocco dello sci e del turismo nel periodo natalizio.

Intanto il segretario della Filt trentina, Stefano Montani non ha recepito in modo positivo quest’ultimo appello delle Regioni: “L’ennesima estemporanea proposta dell’assessore al Turismo di permettere lo sci solo a chi pernotta per eliminare gli affollamenti sulle piste ha il pregio di far sorridere, magari amaramente, ma pur sempre sorridere. Al di là che con ogni probabilità i confini delle regioni resteranno chiusi, una proposta simile non aiuterebbe nessuno, tanto meno gli impiantisti ed i lavoratori che rischierebbero, in caso di aggravarsi della situazione sanitaria, di essere ingiustamente accusati di essere coloro che aumentano la diffusione del contagio. Le società funiviarie hanno annusato l’aria ed alcune hanno iniziato a richiedere l’apertura del Fondo di Solidarietà per i propri dipendenti, sapendo che di apertura se ne riparlerà a feste passate. A gennaio si ripartirà con meno turisti e si potranno testare i protocolli sulla sicurezza, tra l’altro al riguardo vi è un avviso comune siglato dalle organizzazioni sindacali di categoria ed Anef che risale allo scorso giugno e che ha permesso di gestire in sicurezza la ripresa estiva. L’assessore in cerca di facile pubblicità la smetta di ragionare da albergatore e inizi a farlo da assessore“.



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