Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Ripresa Trentino, al via il confronto nella II Commissione provinciale

sabato, 2 maggio 2020

Trento – La II commissione del Consiglio provinciale di Trento, presieduta da Luca Guglielmi, ha concluso le audizioni sul disegno legge anticrisi “Ripresa Trentino”. In serata è stato concluso il confronto con Camera di commercio, imprenditori, Comuni, sindacati, mondo agricolo e Ordini degli architetti e ingegneri. I lavori proseguono domani, domenica 3 maggio, a partire dalle 10 con l’esame degli articoli e degli eventuali emendamenti fino al voto conclusivo. Il ddl 55 potrà così passare al vaglio conclusivo dell’Aula consiliare in programma sabato 9 maggio. Di seguito le diverse posizioni espresse dai vari soggetti.

Consiglio Provinciale - TrentoCamera di commercio. C’è pessimismo ma i ddl vanno nella giusta direzione

Per la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento, il direttore dell’ufficio studi Michele Passerini ha ricordato le indagini effettuate dall’ente camerale sulle imprese del Trentino dopo i vari Dpcm, che hanno rivelato criticità diversificate e gravi danni soprattutto nei settori della ristorazione e del commercio al dettaglio. Passerini ha segnalato che gli imprenditori sono spesso molto preoccupati e pessimisti sul futuro perché prevedono un peggioramento della situazione, convinti che la crisi si protrarrà a lungo. Pessimismo che supera il 70% nei settori dei pubblici esercizi e dei servizi alla persona. Gran parte degli operatori ha già fatto ricorso ad ammortizzatori sociali. Il problema riguarda per gli imprenditori non solo la chiusura ma anche le esigenze di sicurezza da soddisfare con le misure previste nei luoghi di lavoro, la velocità degli interventi di sostegno pubblico e la rapidità delle diagnosi nel caso di ripartenza di focolai. Le imprese pensano che per poter avvenire la ripresa non dovrà subire interruzioni. Per questo la Camera di commercio giudica positivamente tutti e tre i disegni di legge presentati a sostegno delle imprese e per la tutela dei lavoratori. Chiede soprattutto di evitare sovrapposizioni di interventi e di dispiegare il al massimo la semplificazione burocratica a beneficio della ripartenza delle attività. Bene anche, per l’ente camerale, il sostegno alla digitalizzazione delle procedure.
A una domanda posta dall’assessore Spinelli circa l’individuazione da parte della Camera di commercio di campi di intervento sui quali collaborare con la Provincia, Passerini ha risposto che il terreno può essere quello della formazione degli operatori che non hanno le risorse per partecipare ai corsi. Formazione che la Cciaa può fornire anche online per permettere alle imprese di avere una base più solida di competenza da cui ripartire.

Per gli artigiani, Segatta chiede un confronto anche sull’attuazione delle norme

Il presidente dell’Associazione artigiani Marco Segatta ha segnalato che i tempi stretti di valutazione dei tre ddl hanno impedito alle diverse categorie che formano il coordinamento imprenditori di preparare per il momento un documento condiviso. Ha espresso comunque apprezzamento al Consiglio provinciale per aver accolto l’appello conenuto in una mail inviata tre giorni fa al presidente Kaswalder nella quale il coordinamento raccomandava una rapida approvazione del ddl della Giunta. Richiesta recepita attraverso la procedura d’urgenza accordata dai capigruppo al provvedimento. Segno a suo avviso che vi è la volontà collaborare tra maggioranza e minoranza. Sul ddl della Giunta Segatta ha espresso una valutazione positiva, condividendo l’intenzione di sostenere le imprese per la ripresa delle attività anche con il sostegno al reddito degli operatori. Resta il fatto che il rinvio di molti articoli al regolamento di attuazione delle misure previste renderà a suo avviso indispensabile un’ulteriore fase di confronto dell’esecutivo con gli imprenditori prima di definire le relative delibere. I punti da migliorare secondo il coordinamento sono la necessità di individuare un sostegno al reddito anche per le imprese con più di 9 addetti che hanno visto calare sensibilmente il fattourato in seguito all’annullamento di contratti precedentemente stipulati e per le quali si profila quindi una crisi rilevante. Secondo: gli imprenditori chiedono che l’entità della riduzione dell’aliquota Imis non sia decisa dai singoli Comuni ma a livello provinciale per garantire omogeneità. Gli incentivi per l’aggregazioni tra imprese devono essere estesi a tutte le tipologie aziendali. Infine per il presidente degli artigiani trentini l’apertura delle aree produttive anche alle medie strutture di vendita è eccessiva.
Sul ddl 52 del Pd con primo firmatario Olivi, Segatta ha detto di apprezzare in particolare la previsione del sostegno pubblico alla formazione degli imprenditori, la volontà di adottare la procedura negoziale sugli incentivi alle attività economiche disciplinati dalla legge 6 del 1999, la proposta di potenziare il Confidi per le istruttorie e il coinvolgimento dei Caf nella valutazione delle pratiche. Gli imprenditori hanno giudicato condivisibile anche il ddl del consigliere Ossanna.

Confindustria: occorrerà un altro ddl che preveda investimenti e semplifiazioni

Anchd il direttore di Confindustria Roberto Busato ha giudicato positivamente il ddl della Giunta aggiundendo, però, che ogni singola misura dovrà essere essere effettivamente applicata. Per Confindustria questo ddl della Giunta prelude ad un successivo provvedimento che la Provincia dovrà attivare utilizzando la propria autonomia speciale. La maggiore preoccupazione che si profila per gli industriali è come farà un imprenditore ad applicare tutte le misure di protezione dal virus previste dalle norme. “Non si vede come il datore di lavoro si possa considerare responsabile dell’attuazione di queste misure nella propria azienda”, ha osservato. Ad esempio nel il trattamento delle quarantene. Di fronte a queste difficoltà, ha proseguito Busato, la voglia degli industriali trentini di portare avanti l’attività potrebbe venir meno, e questo anche a causa dei tempi troppo lunghi della burocrazia. Gli industriali si aspettano quindi che il prossimo ddl preveda investimenti e semplificazioni, “uniche vere chiavi di volta per rispondere ai problemi economici conseguenti alla pandemia”. Bene gli investimenti a fondo perduto per una platea molto numerosa di imprese, ma è evidente che le disponibilità finanziarie della Pat non sono inesauribili. Occorre quindi pensare ad investimenti di medio-lungo periodo e ad un quadro normativo semplificato.

La Cooperazione: occorre che la Pat instauri un nuovo rapporto di collaborazione con il Terzo Settore e prolunghi i contratti per la gestione dei servizi

Per la Federazione trentina della Cooperazione il direttore Alessandro Ceschi ha auspicato che vi sia un confronto sui primi 10-12 articoli del ddl di Giunta che implicano i provvedimenti attuativi determinanti. Un tema importante è legato al ruolo del Terzo Settore e della cooperazione sociale con cui, ha osservato Ceschi, la Provincia deve instaurare una collaborazione nuova. Nel merito degli articoli del ddl di Giunta, la cooperazione suggerisce un articolo aggiuntivo (5 bis) che permetta di andare oltre la proroga degli appalti in scadenza quest’anno già decisa dalla Giunta per prolungare i contratti in essere riguardanti la gestione dei servizi. Dovranno inoltre essere completamente riscritti i capitolati ad esempio di servizi come gli asili nido. Bene l’articolo 6 sulle aggregazioni. Su questo punto per Ceschi servono soprattutto contratti di rete nel settore agricolto, per risolvere il problema della carenza di manodopera. Va anche migliorata la formulazione dell’articolo sul fondo per l’agricoltura che secondo la cooperazione trentina deve poter nascere anche per iniziativa privata. Per Ceschi serve insomma un rapporto che da parte della Provincia sia di piena fiducia nei confronti delle imprese. Solo su queste basi si potrà aiutare l’economia trentina a risollevarsi. Sull’articolo 24 Ceschi ha segnalato che ci si è dimenticati dei servizi educativi per la prima infanzia. Servirebbe poi una norma, il 24 bis, per qualificare i servizi sociali come servizi di interesse generale, aprendo così la strada ad una nuova collaborazione tra pubblico e privato-sociale. Altra richiesta: il ddl dovrebbe favorire con una riduzione dei vincoli previsti la valorizzazione del patrimonio edilizio anche delle Famiglie cooperative (articolo 26). Positive per la cooperazione trentina le norme del ddl sull’urbanistica. Sugli appalti la cooperazione giudica positivamente la norma inserita nel ddl di Ossanna. Bisognerà soprattutto che la Pat adegui le gare ai nuovi costi legati alla gestione della sicurezza per l’epidemia. Attenzione, infine, alle gare al massimo ribasso per poter valutare la qualità dei servizi. Promosso dalla cooperazione anche il ddl di Olivi e per questo secondo Ceschi sarebbe auspicabile la convergenza in un testo unitariio del provvedimento della Giunta con quelli delle minoranze.

Confesercenti: abbattere la burocrazia e pensare anche al commercio ambulante

Confesercenti con il presidente Villotti ha apprezzato i tre ddl per l’attenzione rivolta in particolare alle piccole e medie imprese. Positivo anche il contributo per l’aggregazione che aiuterà le microimprese che vorranno creare attività competitive. Condivisa anche la proposta del ddl della Giunta di velocizzare le procedure perché gli imprenditori siano liberati dall’ansia di arrivare ad una ripartenza sostenibile. Nelle gare di appalto anche Villotti ha chiesto che non vengano aggiudicate sempre sulla base del criterio del massimo ribasso. Per Confesercenti la Giunta deve continuare a collaborare con le associazioni per arrivare ad una sintesti delle esigenze imprenditoriali. La semplificazione è per Villotti il tema dei temi perché tocca tutti: se non si abbatte innanzitutto la burocrazia, data la mole delle richieste non se ne uscirà più. Occorrerà quindi “processar” tutte le domande e le pratiche presentate. Da Villotti anche un grazie alle opposizioni per la scelta di dare una mano alla Giunta nel portare avanti le norme. Sempre per Confesercenti il direttore Aldi Cekrezi ha ricordato le 543 imprese del commercio ambulante, rimaste completamente escluse da una copertura normativa e che non potranno avere la concessione pubblica per lavorare. Per questo Confesercenti ha proposto alla Pat di pensare anche a queste attività con una norma a costo zero che restituisca anche agli operatori di questo settore la possibilitià di lavorare.

Confcommercio: i ristoranti non potranno osservare il requisito del mantenimento degli stessi livelli occupazionali pre-covid. Deciso no ad alcune norme urbanistiche

Per Confcommercio, il direttore Giovanni Profumo ha giudicato positivamente il ddl 55 della Giunta anche se, ha osservato, serviranno molti provvedimenti attuativi ai quali bisognerà prestare la massima attenzione. E che occorrerà applicare con la massima celerità. Alcuni affondi: Profumo ha rilevato che all’articolo 5 (contributi agli operatori), tra i requisiti si fa riferimento al rispetto dei livelli occupazionali ante-epidemia. Senonché le imprese della ristorazione, che avranno i posti in sala dimezzati, non potranno permettersi di sostenere gli stessi costi per il personale di prima, né beneficiare, quindi, dell’aiuto pubblico. A meno che non si intervenga sul requisito requisito dei livelli occupazionali da rispettare anche nelle micro-imprese nella fase 2. Bene l’articolo sulle aggregazioni aziendali, perché, secondo Confcommercio, vi siano corsie preferenziali e criteri premianti a favore delle imprese trentine e non di soggetti esterni. Bene anche l’articolo 13 sulla piattaforma tecnologica per il commercio, ma meglio prevedere che questo nuovo si affianchi all’attività degli esercizi commerciali al dettaglio e la sostenga e non ne sia il surrogato. Il commercio elettronico deve aiutare le imprese in sede fissa per migliiorarne l’attività commerciale. Profumo ha comunque chiesto il coinvolgimento delle associazioni di categoria per attuare questo progetto. Giusto anche aiutare le imprese che fanno esportazione, purché non si tratti solo di chi inizia ora questa attività e si consideri anche le aziende da tempo impegnate in tal senso. Sulle norme urbanistiche Confcommercio apprezza le semplificazioni ma boccia alcune norme del ddl della Giunta: non vanno bene in particolare i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 34 perché non c’è ragione di liberalizzare l’insediamento di strutture di vendita nelle zone secondarie. Questa norma destabilizzerebbe quanto è già stato pianificato. Articolo 36 sui plateatici: benché la norma annunci semplificazioni in realtà introduce disposizioni oggi inesistenti che complicano la situazione. Confcommercio boccia quindi l’articolo e propone di consentire ai pubblici esercizi e ai ristoranti il manbtenimento del distanziamento sociale all’aperto. Articolo 41: viene modificata la legge sulla somministrazione di alimenti e bevante. Il no di Confcommercio deriva dal fatto che le attuali disposizioni già consentono la somministrazioni agli esercizi commerciali e non si può quindi aprire la stessa possibilità a chicchessia senza alcun criterio. Infine, sugli alberghi per Confcommercio bisognerebbe lasciar più mano libera ai titolari perché possano anche sospendere i pasti se le condizioni non fossero ottimali. Promossi da Confcommercio gli altri 2 disegni di legge. Preoccupazione c’è invece per l’andamento del credito. “Tutto sta andando troppo a rilento nonostante le misure previste dai protocolli sottoscritti con la Provincia”, ha concluso.

Associazione albergatori critica: risorse e misure insufficienti rispetto alla drammaticità della situazione. Rischia di sparire la stagione delle vacanze

Per l’Associazione albergatori, il presidente Gianni Battaiola ha ricordato le condizioni drammatiche del settore. Ha giudicato positivamente, nel ddl della Giunta, il riferimento della relazione accompagnatoria al turismo come settore strategico, ma l’attività alberghiera è completamente ferma per assenza di flussi essendo ancora chiusi tutti i confini, da quelli dei Comuni a quelli tra gli Stati, e questo rende impossibile immaginare la stagione delle vacanze. Fino a quando i provvedimenti che restringono gli spostamenti non verranno modificati per Battaiola le imprese del turismo continueranno a subire danni enormi. Anche sul piano occupazionale perché i lavoratori degli alberghi sono stagionali e rischiano di non poter essere riassunti. I contenuti del ddl della Giunta, quindi, per Battaiola non corrispondono alla gravità della situazione e ai bisogni delle imprese. E non prevcedono l’impiego di risorse adeguate per fronteggiare i problemi. Il testo quindi soddisfa solo in parte. Ma il giudizio è sospeso anche perché per misurare l’efficacia del testo occorrerà attendere i provvedimenti attuativi delle norme. Inoltre è facile preveder tempi lunghi a causa della lentezza delle procedure burocratiche. Fondamentale sarà quindi un confronto con le categorie economiche nella fase di stesura dei rewgolamenti. Per sostenere l’economia trentina per Battaiola la Pat dovrebbe avere il coraggio di rafforzare le misure nazionali, anche indebitandosi. Non si può continuare a procedere in modo normale in una situazione del tutto eccezionale. Non basta ad esempio sospendere e rinviare il pagamento di tasse e tributi quando almeno per quest’anno le imposte andrebbero invece cancellate: le aziende sono chiuse e non sanno se riapriranno vista la depressione della domanda. Nessun imprenditore riaprirà l’attività sapendo che molto difficilmente potrà applicare tutte le norme previste e quindi sostenere i costi dei propri collaboratori, a meno che la Provincia non intervenga con ammortizzatori sociali consistenti. “Già si farà fatica a non ospedalizzare i nostri alberghi – ha aggiunto il presidente dell’Asat –, per cui diventa inimmaginabile pensare di poter assumere e di potersi poi far carico dei dipendenti”. “Gli imprenditori – ha lamentato – devono poter vendere i loro prodotti e non fare magazzino”. Anche i contributi a fondo perduto per Battaiola sono insufficienti. Bene invece il fondo di solidarietà territoriale e le semplificazioni mentre restano da risolvere i problemi dell’ultimo miglio della digitalizzazione, perché l’infrastruttura telematica in Trentino non è ancora adeguata. Nei Comuni e negli edifici pubblici arriva la fibra ma occorrerebbe raggiungere anche tutte le strutture private. Credito: non sono state evase molte richieste di liquidità. Il protocollo che doveve permettere alle imprese di ottenere dalle banche la liquidità necessaria per il pagamento dei creditori, non ha ancor visto arrivare un solo euro sui conti correnti.
Roberto Pallanch, direttore di Asat, è entrato nel merito degli articoli del ddl della Giunta. Sui protocolli eticiha evidenziato il timore degli albergatori che diventino presupposto di valutazioni a carattere discrezionale e soggettivo. Articolo 3: contributo per il contrasto al Covid: bene ma c’è bisogno di confronto con le associazioni imprenditoriali. Quanto all’articolo 5 sul contributo agli operatori economici che abbiano fino a 9 addetti, la norma esclude le aziende più strutturate. Canoni di locazione: la misura produce scarsi effetti sugli alberghi e va applicata anche nel caso di affitto dell’azienda. Fondo di solidarietà: positivo aumentare le risorse, ma non basta attingere ai fondi europei e al bilancio della Pat. Bene le norme che rendono possibile il cambio di destinazione d’uso dell’esercizio, da alberghiero ad extralbeghiero, e quella sui plateatici.

Associazione edilizia (Ance): occorre la massima semplificazione e servirebbe una norma per l’approvazione veloce di qualsiasi variante progettuale

Per l’Ance il presidente Giulio Misconel ha osservato che occorrerebbe maggiore semplificazione e velocizzazione degli interventi. Per l’edilizia è importantissimo pianificare gli investimenti almeno sui 2 anni perché il 2021 sarà l’anno più duro. Recupero risorse: presso Cassa del Tretnino si potrebbero a suo avviso svincolare diversi milioni di euro e la Pat dovrebbe intervenire. Giusto pensare anche all’amissione di bond e definire un prezziario per gli oneri derivanti dalla sicurezza a causa del Covid. Se si vogliono ristorare le imprese bisognerebbe approvare una normativa che permetta di approvare velocemente qualsiasi variante progettuale. Contributo agli operatori economcii fino a 9 addetti: il limite va eliminato a beneficio delle aziende che hanno un maggior numero di lavoratori.

I consiglieri provinciali

Lorenzo Ossanna ha apprezzato le proposte e ha ricordato che molte risposte ai problemi sollevati potranno arrivare con i provvedimenti attuativi che la Giunta dovrà predisporre a breve attraverso un’ulteriore fase di confronto con gli imprenditori. E ha segnalato la trattativa da lui avviata perché il suo ddl sia recepito in quello della Giunta.

Alessandro Olivi ha chiesto uno sforzo finale che le proposte degli imprenditori spingono a compiere verso la coesione tra le forze politiche in modo da arrivare ad una convergenza dei tre disegni di legge. In particolare sul limite criticato da tutti dei 9 dipendenti per impresa, la cui norma andrà ripensata in modo da non facolizzarsi sulo sulle pur importantissime piccole e micro-imprese. Secondo tema su cui convergere: quello della continuità lavorativa dei collaboratori che le imprese non possono permettersi di perdere perché con essi perderebbero anche competenze preziose. Occorre quindi rivedere e adeguare a questa esigenza le misure sugli ammortizzatori sociali.

Consiglio delle autonomie locali – Consorzio dei comuni trentini (Cal)

Il presidente del Cal Paride Gianmoena ha giudicato complessivamente positivo il ddl della Giunta pur con alcune osservazioni critiche. Il Cal chiede che la Provincia si impegni per lasciare più libertà di manovra ai Comuni in particolare nel campo della fiscalità locale. Dando ad esempio la possibilità di ampliare l’utilizzo degli avanzi di amministrazione anche per poter ridurre i tributi comunali a carico delle imprese. A livello nazionale il governo ha permesso l’utilizzo di questo strumento solo per le problematiche legate all’emergenza. I comuni trentini di poter intervenire con gli avanzi di amministrazione ad esempio anche per la revisione delle aliquote e delle tariffe locali. Secondo Gianmoena una norma provinciale potrebbe permettere anche di rivedere i contratti dei Comuni con gli operatori privati per gli immobili concessi in locazione a bar e ristoranti in modo tale da dare una mano agli operatori che in questa fase sono in difficoltà. Inoltre gli avanzi di amministrazione potrebbero essere importanti da utilizzare anche negli investimenti in opere pubbliche. Secondo il Cal la Pat dovrebbe anche potenziare la banda ultralarga e calmierare l’acquisto dei dispositivi di protezione individuali (mascherine). A favore di bar, ristoranti e altre piccole imprese locali in crisi il Cal chiede alla Giunta di spingere per permetere una revisione di Tosap e la Cosap, tributi di competenza statali. L’associazione nazionale dei Comuni si è attivata con il governo, ma serve che anche la Giunta provinciale solleciti la riduzione di queste tasse locali, visto che gli operatori dovranno lavorare sempre di più su superifici esterne. Per amplirae i plateatici si potranno poi ridurre le deroghe alla dotazione di parcheggi favorendo in tal modo il posizionamento di più tavolini all’esterno dei locali. Un analogo intervento potrebbe valere anche per l’attività artigianale delle pizzerie da asporto. Bene la valorizzazione dei prodotti trentini anche attraverso la piattaforma di acquisto. Per la semplificazione si potrebbe dare fiducia al cittadino facilitando l’autocertificazione. Gianmoena si è invece espresso contro la previsione di estendere anche ai Comuni il “lavoro agile” dei dipendenti: Su questo per il Cal serve una riflessione che distingua i servizi nei quali si potrà adottare diffusamente da quelli nei quali invece non andrà utilizzato. Perché nei Comuni con pochi abitanti in cui le piante organiche sono già molto esigue, il contatto diretto con il cittadino resta molto importante. “Anche per fare comunità” ha poi aggiunto rispondendo a una domanda posta su questo punto dal consigliere Marini.

La contrarietà del Cal riguarda anche la norma urbanistica inserita nel ddl di Giunta che prevede la possibilità di insediare attivi+à commerciali all’ingrosso nelle aree produttive del settore seondario di livello locale: “non se ne ravvisa l’urgenza in rapporto all’emergenza Coronavirus”. E poi andrebbero pesate le ricadute nei singoli Comuni. I Comuni bocciano anche l’articolo 35 che consente la trasformazione degli esercizi alberghieri in extralberghieri, cioè in case e appartamenti per vacanze. La controproposta del Cal è di incidere sulla norma provinciale già esistente in modo da permettere l’utilizzo alberghiero di alloggi privati esterni.

I consiglieri provinciali

Lorenzo Ossanna ha chiesto il parere al Cal sulla proposta del coordinamento imprenditori di affidare alla Pat la riduzione dell’Imis perché sia la stessa per tutti. Gianmoena ha risposto che i Comuni oggi possono prevedere che l’Imis vada da un minimo a un massimo e che non tutti i Comuni sono favorevoli alla centralizzsazione della riduzione dell’aliquota. Per Gianmoena in questo momento devono essere i consigli comunali a decidere per non penalizzare i bilanci di nessuno. Comunque se ci sono le risorse il Cal è disponibile a ragionare su questo punto.

Alessandro Olivi ha apprezzato l’obiezione del Cal contro l’accelerazione del processo di liberalizzazione del commercio al dettaglio permettendone l’ingresso anche nelle aree produttive. L’operazione potrebbe infatti portare ad un disarcionamento delle competenze dei Comuni.

Alex Marini ha chiesto se il Cal abbia in animo di introdurre delle procedure per andare incontro alle esigenze dei cittadini.

Paride Gianmoena ha risposto che i Comuni sono favorevoli alla digitalizzazione e agli investimenti in questa direzione e anche al lavoro agile, ma se il principio è condivisibile in generale, calato nei Comuni del Trentino con pochi abitanti rischia di rivelarsi dannoso. Perché attraverso i Comuni oggi si fa anche comunità. Per certi servizi la digitalizzazione va benissimo, ma considerando che mai quanto oggi i rapporti personali che sono entrati in crisi, i contatti diretti assumono grande importanza.

Le audizioni sul ddl 55 sulle ulteriori misure di sostegno economico a famiglie, lavoratori e aziende, il 52 di Alessandro Olivi del Pd e il 54 di Lorenzo Ossanna del Patt sono proseguito oggi. Sono stati ascoltati sindacalisti, agricoltori e ordini degli architetti e ingegneri.

Il sindacato: mancano interventi sul lato della domanda, le aziende ne soffriranno
Il segretario delle Cgil Andrea Grosselli della Cgil ha espresso un giudizio nel complesso negativo da parte del sindacato anche se nel ddl, ha affermato il segretario della Cgil, ci sono cose utili alla ripresa, ma risultano parziali e soprattutto troppo orientate sul lato dell’impresa e poco o per nulla su quello della domanda, cioè dei lavoratori e delle famiglie. Un errore, ha sottolineato Grosselli, che rischia di rendere pericolosamente inefficace il ddl.

Perché le attività potranno andare avanti solo se ci sarà l’aumento della domanda aggregata. Se ciò non succede, ha aggiunto, si rischia una spirale depressiva e quindi le aziende rischieranno di chiudere per carenza di fatturato.

Un’esigenza, quella di impegnarsi sul fronte della domanda, che, ha ricordato il sindacalista, è stata sottolineato anche dal gruppo di esperti nominato dalla Giunta. Inoltre, sempre secondo il rappresentante Cgil, nel ddl si dimentica di stagionali e precari. Lo Stato sta per emanare un decreto legge su questo, ma la Pat, ha aggiunto, farebbe bene a integrarlo potenziando gli ammortizzatori sociali. Preoccupa molto, ha continuato il segretario Cgil, la mancanza di un potenziamento del sistema sanitario pubblico. Gli esperti, ha detto ancora, segnalano che per affrontare la fase 2 non bastano i vincoli sociali, ma è fondamentale la sanità pubblica: dai tamponi, all’isolamento di contagiati, al tracciamento. Fatti decisivi per mantenere R0 sotto 1 e permettere quindi la ripresa. Questo, per il sindacato, è un punto di forte debolezza del ddl.

Molte le valutazioni fatte da Grosselli nello specifico, in base al documento sottoscritto da tutte e tre le confederazioni sindacali, ma non tutte negative. Sugli accordi previsti per i licenziamenti, Grosselli ha detto che nel ddl si dovrebbero specificare quali sigle sindacali sono titolate a trattare con le aziende. L’articolo sul finanziamento del Fondo di solidarietà va bene in astratto ma, ha sottolineato, non c’è un euro e non serve. Sugli interventi sugli ammortizzatori sociali c’è una sostanziale condivisione delle Confederazioni sindacali. No deciso invece all’uso dei lavoratori del Progettone nelle attività che creano profitto perché questi devono rimanere impiegati nei settori pubblici o per la Protezione civile. L’assegno unico non è ritenuto sufficiente. Per il sindacato la cancellazione dei 20 milioni dell’anticipo della vacanza contrattuale rappresenta una frattura difficilmente sanabile. Una scelta fatta dalla Giunta senza nemmeno avvertire il sindacato.

Michele Bezzi segretario Cisl ha detto che con questa decisione si sono messi i lavoratori contro lavoratori. Un brutto momento per la politica, ha affermato. perché c’era la disponibilità a trattare. Sulla scuola, inoltre, manca un ragionamento sul prossimo anno scolastico. Per la Uil Walter Alotti ha detto che il titolo del ddl va cambiato, togliendo lavoratori e lasciando famiglie e settori economici. Anche il segretario della Uil ha detto che la cancellazione dell’accordo sui dipendenti provinciali è semplicemente provocatorio. Ha chiesto poi l’istituzione e il finanziamento del Fondo per la morosità incolpevole. Inoltre, ha lamentato il fatto che non si prevedono assunzioni per la sicurezza del lavoro e l’IUpsal, settori in carenza di personale cronica. Di conseguenza, ha concluso, mancheranno i controlli sulla salute dei lavoratori. Controlli che non possono essere completamente delegati alle aziende.

Nursing Up: il riconoscimento economico per i sanitari deve essere un risarcimento
Cesare Hoffer di Nursing Up ha sottolineato il dramma vissuto dal settore sanitario negli ultimi mesi e ha ricordato che dei 243 sanitari infettati il 45% sono infermieri. Per questo, ha aggiunto, il riconoscimento economico previsto nel ddl dovrebbe essere risarcitorio. Ma l’articolo che lo prevede, ha osservato, non è chiaro e non si capisce da dove verranno i 15 milioni. Hoffer ha chiesto che il riconoscimento non venga limitato solo al personale della prima linea perché tutti i settori sanitari hanno contribuito a fronteggiare la pandemia. No deciso da parte del sindacalista al taglio dell’indennità di vacanza contrattuale. Un passaggio pericoloso, ha detto, che pesa su un settore che è uscito provato, anche psicologicamente, da questa dura esperienza. Il sindacalista ha chiesto, inoltre, che i 15 milioni vengano distinti dagli 11 previsti per la vacanza contrattuale. Infine ha ricordato che la pandemia ha messo in drammatica evidenza la necessità di potenziare la sanità pubblica. Il dramma della Lombardia, ha concluso, sta anche nel fatto che il 50% della sanità è stata privatizzata.

Devid Moranduzzo della Lega rivolgendosi a Grosselli della Cgil ha detto che quando si aiutano le aziende lo si fa anche per salvaguardare i dipendenti. Perché se le ditte chiudono anche le famiglie, per le quali la Giunta ha fatto tanto, compresa la distribuzione delle mascherine, ne soffrono. Il sindacati, ha detto ancora il consigliere della Lega, dovrebbero tutelare gli operai invece che criticare chi fa impresa. Da parte del sindacato, per  Moranduzzo, c’è un attacco alla giunta di centro destra. Grosselli ha risposto che il sindacato è favorevole al sostegno alle aziende, ma ha ribadito che se poi le famiglie non avranno i soldi per fare gli acquisti gli imprenditori andranno in difficoltà per la crisi della domanda. Alex Marini del Gruppo Misto si è concentrato sugli interventi sui canoni di locazione delle famiglie. Alotti ha detto che il sindacato chiede su questo interventi allargando gli strumenti di sostegno, l’attivazione del fondo della morosità inconsapevole e la convenzione per l’housing sociale per il canone moderato. Alessandro Olivi del Pd, anche come primo firmatario del ddl 52 che, ha ricordato, si intreccia con quello della Giunta, ha chiesto ai sindacalisti se ritengono che gli ammortizzatori messi in campo a livello nazionale e provinciale siano ritenuti sufficienti.

Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino ha ricordato che nelle tabelle si vede che una fetta consistente delle risorse della salute e scuola viene tagliata, venti milioni di euro a settore. Grosselli ha detto che sulle risorse finanziarie per gli ammortizzatori servirà una cifra simile a quella dell Provincia di Bolzano che ha stanziato 20 milioni in particolare per i lavoratori legati al settore turistico. Le risorse nazionali non bastano, anche per il peso che il turismo ha sull’economia trentina. A Degasperi il segretario Cgil ha detto che le risorse stornate sono in conto capitale che, secondo la Giunta, dovrebbero venire riattivate con finanziamenti di Cassa del Trentino.

Il mondo dell’agricoltura: bene il fondo di sviluppo
Marina Sartori della Coldiretti ha espresso il sì della sua organizzazione al fondo di sviluppo che ha definito concreto e decisivo per le imprese agricole. Paolo Calovi della Cia del Trentino ha condiviso il codice etico, gli interventi sulle semplificazioni, ma ha chiesto di cambiare il limite dei nove dipendenti per i contributi alle aziende. Questo perché, soprattutto gli agriturismo, superano spesso, con gli stagionali, questo limite. Mauro Fezzi della Federazione allevatori, ha ricordato che ci sono settori in gravi difficoltà come l’agriturismo, i piccoli vignaioli e in prospettiva rischia anche il settore lattiero caseario. Le vendite dirette per i caseifici si sono ridotte del 50% anche per mancanza dei turisti. Crollato il mercato del latte fresco a fronte di un aumento di quello a lunga conservazione che però non compensa le perdite. I formaggi soffrono dello stop all’esportazione e anche il Trentingrana, che ha un tempo di produzione di 18 mesi, rischia di subire la concorrenza dei colossi come Grana Padano. La Regione Lombardia ha deciso di acquistare 6 milioni di euro di prodotti lattiero caseari e vino locali per i meno abbienti. Il ddl Fugatti, invece, non prevede nulla di simile e quindi gli allevatori  chiedono di allargare il bonus alimentare in una direzione simile a quella scelta dalla Lombardia. Serve poi una politica di promozione del prodotto, ma serve anche uno sforzo per riavviare i consumi. Sul Fondo per l’agricoltura, previsto dall’articolo 13 del ddl 55, Fezzi ha detto che si tratta di un’occasione storica anche a fronte degli allentamenti sui de minimis. Valutazione positiva anche sul potenziamento delle reti informatiche, ma va diffuso in modo più capillare il cablaggio del territorio.

Sull’agriturismo gli interventi sono positivi, ma c’è il problema delle malghe che subiscono canoni sempre più elevati a fronte di una stagione problematica. L’Abruzzo, ad esempio, ha detto il rappresentante degli allevatori, ha dato priorità delle aziende del territorio per l’utilizzo delle malghe escludendo gli speculatori. Anche qui, ha aggiunto, vanno limitate le gare alle imprese trentine che hanno in stalla il bestiame. In complesso sul ddl il parere è positivo, ma ha concluso il rappresentante degli allevatori, le buone intenzioni andranno tradotte in realtà. Olivi ha chiesto quali sono i problemi che il mondo agricolo affronta per reperire il personale. Degasperi, invece, cosa pensino i rappresentanti del mondo agricolo sul fatto che vengono tagliati 5 milioni e per il Fondo ne vengono stanziati 3. Calovi ha detto che quello dei lavoratori è un tasto dolente soprattutto per quelli che vengono dall’estero. La manodopera locale non sarà sufficiente, anche mettendo in campo chi percepisce il reddito di cittadinanza. Si chiedono quindi strumenti semplici per assumere personale, come i voucher. Negli altri stati,ha ricordato, sono stati creati corridoi per fare arrivare manodopera e va fatta pressione a Roma per risolvere questo problema.

Fezzi, infine, ha detto che si spera che il Fondo venga potenziato da Cassa del Trentino altrimenti il saldo dell’agricoltura sarebbe
negativo.

Architetti e ingegneri: puntare sulla rigenerazione urbana
L’ingegner Barbareschi dell’Ordine degli ingeneri ha sottolineato che sulle norme urbanistiche il ddl potrebbe essere più energico.

In generale servirebbe un piano Marshall per sostenere il settore, intervenendo anche sul peso degli oneri di urbanizzazione e, ha aggiunto, che non servono interventi puntuali ma strutturali. I professionisti, ha ricordato Barbareschi in Trentino sono 7 mila è quindi una componente sociale che non va dimenticata.

L’allungamento dei tempi per poter costruire da 5 a 7 anni va bene, ma queste pur condivisibili provvedimenti, non possono incidere strutturalmente sull’attività edilizia che subirà pesanti contraccolpi dall’emergenza Covid 19. Marco Giovanazzi, presidente dell’Ordine degli architetti, ha ricordato che sul piano urbanistico le misure sembrano un po’ timide. Secondo il presidente degli architetti si deve puntare sulla rigenerazione urbana, portando a termine i principi introdotti con la legge 15.

Puntare su recupero del patrimonio esistente e quello abbandonato che va mappato. Per attivare questa operazione, però, si deve reperire il capitale, quindi si devono attirare investitori e va introdotto un nuovo concetto dell’urbanistica ancora legata a una visione da anni ‘40. Si deve, inoltre, pensare a recuperare aree industriali dismesse anche per usi diversi da quelli originari. Sulla possibilità, prevista dal ddl, di realizzare le opere precarie nei rifugi c’è il rischio di usi impropri e quindi andrebbero sottoposte almeno al parere della Ctc, perché non ci si può esporre a rischi di danneggiare l’ambiente e quindi l’immagine turistica. Sul cambio d’uso degli alberghi c’è il rischio che qualcuno possa realizzare un albergo per trasformarlo poi in appartamenti. Le procedure edilizie vanno invece liberalizzate, soprattutto per le sanatorie che spesso riguardano vecchie irregolarità che però bloccano i lavori. Serve insomma un atto di coraggio con una sanatoria. Sulle manutenzioni ordinarie Giovanazzi ha chiesto che vengano fatti intervenire i tecnici abilitati per evitare grossolani errori. Federico Giuliani del Comitato interprofessionale ha anche lui espresso preoccupazione sulle opere precarie nei rifugi o negli agriturismo in quota, quindi in ambienti molto delicati. Servirebbero, invece, maggiori semplificazioni sulle procedure, ma, per Giuliani, la linea generale del ddl è condivisibile. Barbareschi, infine, ha sottolineato l’importanza del tema dei bonus energetici e delle distanze. Lorenzo Ossanna del Patt, ha condiviso le posizioni dei rappresentanti degli ordini, e ha trovato interessante la riflessione di Giovanazzi di dare impulso al recupero degli immobili. Per questo nel ddl andrebbe inserito qualcosa in più. Bene, invece, un intervento per velocizzare gli interventi edilizi. Piena condivisione anche sul fatto di potenziare il ruolo, anche negli appalti pubblici, dei tecnici privati.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136