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Centenario dell’entrata in guerra dell’Italia: nasce il circuito Forti del Trentino. Capofila è il Forte Strino di Vermiglio

venerdì, 22 maggio 2015

Vermiglio –  I forti del Trentino rappresentano delle testimonianze straordinarie dal punto di vista storico e architettonico. A partire dagli anni ’90 del secolo scorso, la Provincia autonoma di Trento e i Comuni interessati – tra i primi Vermiglio –  hanno promosso un importante e impegnativo lavoro di recupero e di restauro.

Un lavoro che prosegue tuttora curato dalla Soprintendenza dei Beni culturali. Il Centenario, e in particolare l’approssimarsi della data del 24 maggio 2015, ha spinto l’Assessorato provinciale alla cultura a promuovere un progetto di gestione e di valorizzare di questo patrimonio. L’incarico è stato affidato alla Fondazione Museo storico del Trentino, che ha seguito tecnicamforte_strino_foto_L.Brentariente il progetto coordinandosi con le amministrazioni comunali proprietarie dei forti stessi.

Il progetto è stato illustrato ieri a Trento nell’ambito della piattaforma di Comunicazione “Cultura Informa,” dal direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, dal provveditore del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Camillo Zadra, dal dirigente del Servizio Cultura della Provincia autonoma di Trento, Claudio Martinelli e dai sindaci dei Comuni interessati.

 CAPOFILA IL FORTE STRINO

Ben quindici sono, ad oggi, i forti interessati a tale progetto. Tra essi Forte Strino (nella foto sopra)  che è il capofila delle fortificazioni della Valle di Sole e del sistema difensivo del Tonale, Forte Lardaro e Forte Corno in Valle del Chiese, le fortezze del Monte Brione e di Nago che si affacciano sul Lago di Garda.

L’apertura al pubblico di Forte Pozzacchio, scavato interamente nella montagna, rappresenta sicuramente una delle novità più importanti del 2015. Di straordinaria importanza è poi il sistema dei forti a difesa degli altipiani cimbri. Tra essi Forte Belvedere, che si è salvato dalle distruzioni della guerra e dal lavoro dei recuperanti, rappresenta il centro del sistema ed è sicuramente il più noto e visitato. Tra poco diventeranno visitabili altre fortezze, tra le quali il suggestivo Forte Campo Luserna.

In Valsugana, posti sui due lati del lago di Levico, vi sono Forte Tenna e Forte delle Benne, i cui lavori di restauro sono stati conclusi l’anno scorso ed è al centro di un’intensa attività espositiva e di animazione culturale. Spostandosi in Val di Fiemme, all’interno del Parco di Paneveggio Pale di San Martino, si stanno ultimando i lavori di restauro del Forte Dossaccio.

Completano questo ricco sistema di siti, alcuni dei quali hanno un ruolo importante e riconosciuto all’interno dell’offerta turistica e storico – culturale del Trentino, i Forti della città di Trento: la batteria Roncogno e Forte Cadine. A Forte Cadine, gestito direttamente dalla Fondazione Museo storico del Trentino, è stato attribuito il ruolo di centro informativo e di documentazione dell’intero sistema.

Le informazioni su orari, aperture, attività ed eventi verranno pubblicate a partire da domani sul sito www.trentinograndeguerra.it.

Il circuito dei Forti del Trentino si è inoltre dotato di un logo, che riprende simbolicamente gli elementi architettonici principali di queste fortezze e la bandiera dell’Unione Europea, oltre a segnalare il lungo tracciato del Sentiero della pace. Si sottolinea ulteriormente in questo modo il significato del Centenario promosso in Trentino: dalla guerra alla pace, la trasformazioni di questi luoghi progettati per esigenze belliche in strumenti per la diffusione della conoscenza della storia e della cultura della pace.

Visitatori dei siti storici della Grande Guerra nei mesi di inizio 2015
Alla vigilia del 24 maggio 2015, centesimo anniversario dell’inizio della guerra sul fronte italoaustriaco, il forte e diffuso interesse per il tema della Grande Guerra è rilevabile anche dall’aumento dei visitatori dei siti storici legati alla Prima guerra mondiale: dai Musei della Rete Trentino Grande Guerra ai sistemi territoriali.

I dati finora disponibili confermano un inizio d’anno molto positivo per i Musei della Grande Guerra aperti al pubblico in questi mesi, che segnalano tutti un aumento delle presenze; in conseguenza di ciò, qualcuno ha ampliato il periodo di apertura.

Il Museo Storico Italiano della Guerra nei primi quattro mesi e mezzo del 2015 ha registrato 35.000 ingressi contro i 22.000 dello stesso periodo del 2014, anno che aveva visto già una forte crescita di visitatori rispetto al 2013. L’aumento si registra tra le scuole che tra le comitive che tra i visitatori singoli e le famiglie.

Anche i sistemi territoriali stanno registrando una crescita significativa di visitatori, per quanto meno quantificabile in termini numerici. In Vallagarina, ad esempio, i siti storici del Nagià Grom, di Monte Giovo, di Matassone, dell’Asmara, dell’Altissimo (per non citarne che alcuni) sono risultati affollati di scuole.

I fine settimana di questo inizio primavera sono poi stati popolati da numerose proposte che hanno interessato i forti del Brione nell’alto Garda, forte Cadine a Trento, il forte Colle delle Benne a Levico, la comunità di Luserna. La Fondazione Museo storico del Trentino e il Castello del Buonconsiglio hanno inaugurato recentemente un’importante mostra dal titolo “Tracce del secolo breve”. A partire da domenica 24 maggio anche forte Pozzacchio diventerà una proposta di visita per alcuni giorni ogni settimana.

Le scuole, che tradizionalmente fanno registrare il maggior numero di prenotazioni in aprile e maggio, quest’anno scolastico hanno distribuito le visite in tutti i mesi.

Le presenze di turismo scolastico hanno fatto registrare un consistente aumento in tutti i musei della Rete Trentino Grande Guerra. Particolarmente positivo il bilancio dei musei coinvolti nel progetto “Il Trentino dalla guerra alla pace” che prevede un soggiorno di più giornate sul territorio provinciale e l’affiancarsi di visite didattiche in più territori.

Significativa la crescita di presenze a forte Belvedere, al forte di Cadine, alle Gallerie di
Piedicastello, al Museo degli Alpini, al Museo Caproni, al Museo di Borgo Valsugana, alla Campana dei Caduti oltre che, come detto sopra, al Museo della Guerra di Rovereto. Anche i musei di Spiazzo Rendena, Vermiglio, Strino e Peio, situati nel cuore di una zona sciistica tra le più frequentate, hanno registrato una sensibile crescita di visitatori. Non va inoltre dimenticato che le proposte didattiche legate al tema della Grande Guerra coinvolgono anche altre realtà museali presenti in Trentino, che beneficiano a loro volta di questo aumento di visitatori interessati al Centenario della Prima guerra mondiale.

Un dato molto interessante: l’aumento del numero delle scuole si accompagna all’estensione dell’area geografica di provenienza, che ormai coincide con l’intero territorio nazionale e non solo con l’area a nord degli Appennini.

Il fatto che l’aumento sia rilevabile in un periodo nel quale molti siti storici sono ancora impraticabili a causa della presenza della neve, fa ragionevolmente ipotizzare che il consistente flusso di visitatori proseguirà nei mesi estivi, a conferma di quanto per gli osservatori del turismo culturale è noto da tempo, e cioè che la Grande Guerra costituisce un riferimento centrale per milioni di persone, che attraverso la memoria di quell’evento si sentono parte di una storia comune.

Progetti che il Museo Storico Italiano della Guerra e la Fondazione Museo storico del Trentino hanno nei loro programmi per il 2015 legati al Centenario della Grande Guerra

1. “Progetto profughi”: Convegno internazionale (Laboratorio di Storia di Rovereto, Museo Storico Italiano della Guerra, Fondazione Museo storico del Trentino, Accademia Roveretana degli Agiati, Università, FBK)

Gli spostamenti coatti di popolazione, che per tutto il Novecento hanno accompagnato i conflitti e che ancora oggi sono un elemento centrale delle guerre, hanno rappresentato una peculiarità della Grande Guerra. Il convegno avrà luogo nell’autunno 2015 e sarà dedicato a ciò che accadde durante la Prima guerra mondiale. Si esamineranno i casi verificatisi sui diversi fronti (Belgio, Francia, Galizia, Serbia, Trentino, Veneto e Friuli, Romania, Armenia, ecc.) con un approccio internazionale.

2. “I fucilati della Grande Guerra”: Convegno (Museo Storico Italiano della Guerra, Fondazione Museo storico del Trentino, Accademia Roveretana degli Agiati, altre istituzioni storiche nazionali) 4-5 maggio 2015
La giustizia militare negli anni del primo conflitto mondiale è stata oggetto di attenzione da parte degli storici sia per le fattispecie di reato considerate, sia come manifestazione del tumultuoso mutare dei rapporti tra esercito e paese agli inizi della società di massa. Il tema dei soldati fucilati nella Grande Guerra è da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica in numerosi paesi europei. A partire da situazioni emblematiche, è stato avviata una revisione critica delle decisioni assunte nel corso della guerra. Il convegno ha chiamato studiosi e istituzioni ad una riflessione sul tema. Il convegno ha registrato un importante messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
3. Fondazione Museo storico del Trentino – Mostra “Trento Città fortezza. Trento e l’Europa in assedio” La mostra si occuperà delle trasformazioni della città di Trento e del territorio trentino indotte dalla presenza militare, tra fine Ottocento e inizio Novecento.
4. Fondazione Museo storico del Trentino – Allestimento permanente Cà dei Mercanti Nella sede del Museo storico in Trento l’allestimento dedicato all’Ottocento e al Novecento

5. Museo Storico Italiano della Guerra – Mostra “Morire per Trento/Sterben für Trient” Nell’anno anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, il Museo della Guerra ha inaugurato il 21 marzo scorso una mostra temporanea completamente bilingue dedicata al fronte trentino.

6. Pubblicazione di diari e memorie di soldati e di profughi
La FMsT pubblicherà nuovi volumi di diari e memorie di soldati e civili nella collana da poco inaugurata Altri progetti sostenuti dal Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento
7. “Progetto profughi”: mostra fotografica (Laboratorio di Storia e Rete Trentino Grande Guerra) – autunno 2015 - Nel contesto della Rete Trentino Grande Guerra, il Laboratorio di storia di Rovereto realizzerà – oltre a una pubblicazione in due volumi sostenuta dalla Presidenza del Consiglio provinciale – una mostra fotografica su più sedi dedicata al tema.
8. Prosecuzione della ricerca sui caduti trentini nella Grande Guerra. Si esamineranno nuovi fondi d’archivio per individuare nuovi nominativi di soldati morti per cause di guerra, in modo da predisporre un quadro fedele relativo ai caduti.
9. Digitalizzazione e messa online dell’archivio fotografico del MdG.  Il Museo della Guerra ha in programma la messa on line del suo archivio fotografico.

10. Digitalizzazione e messa online delle “scritture di guerra” Il progetto di un sito web nel quale cominciare a rendere consultabili diari, memorie, lettere di trentini, a scuole, studiosi e appassionati, comunità di trentini nel mondo.
Il Museo della Guerra nei programmi di RAI Cultura per il 24 maggio La RAI dedica una programmazione speciale nei giorni in cui si ricorda l’inizio della guerra italoaustriaca.

Molti i giornalisti che in questi mesi sono venuti in Trentino a seguire le tracce di quegli eventi e che sono passati da Rovereto fermandosi al Museo della Guerra, alla ricerca di foto, documenti e materiali che aiutino a raccontare al grande pubblico cosa è successo cento anni fa e come i Musei cerchi di mantenere vivo il racconto per le generazioni future.


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