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Le avventure di Pinocchio”: la speciale lezione di Nembrini

sabato, 16 gennaio 2021

Quando:
16 gennaio 2021@09:30–23:45 Europe/Rome Fuso orario
2021-01-16T09:30:00+01:00
2021-01-16T23:45:00+01:00

Sondrio – Grande successo per il nuovo appuntamento con la rassegna letteraria online promossa dall’Ust di Sondrio dal titolo “Sentieri letterari nella contemporaneità” che ha visto per la seconda volta protagonista il noto saggista e pedagogista Franco Nembrini dialogare virtualmente con oltre un centinaio fra studenti e docenti collegati ieri sera in diretta sul canale Youtube dell’Ufficio (https://www.youtube.com/watch?v=TTLtXlcyOGo). Dopo la “speciale lezione” su Dante e la Commedia dello scorso dicembre, l’autore ha presentato al pubblico “Le avventure di Pinocchio”, la favola sempre eterna di Carlo Collodi arricchita dai propri contributi esegetici e dalle illustrazioni di Gabriele Dell’Otto. Un vivace e appassionato approfondimento al quale ha preso parte anche il Dirigente Fabio Molinari, arricchito dalle domande del giornalista Nicola Tomasoni.

Ad introdurre la discussione il Dirigente Ust Fabio Molinari che, dopo aver ringraziato relatori e partecipanti, ha voluto soffermarsi sulla particolare situazione che anche gli studenti della provincia di Sondrio si trovano ad affrontare in questi mesi tanto difficili, lanciando un appello alla speranza. “Senza fiducia la scuola non va avanti – ha esordito Molinari –. Mi rendo conto che in questo preciso momento tale sentimento sembra venire un po’ meno. Tuttavia vi invito a continuare ad avere fiducia nella scuola e nelle sue infinite possibilità. Ogni giorno che passa è un giorno in meno che ci separa dal poter tornare tutti i presenza. Nel frattempo continuiamo con responsabilità a fare il nostro dovere di educatori perché è importante dare ai giovani anche degli esempi, oltre che degli insegnamenti”.

A Franco Nembrini il compito di addentrarsi poi fra le pieghe di una favola capace di trasmettere un messaggio universale nel quale chiunque può trarre il proprio personale insegnamento, riconoscendosi nelle vesti di figlio, genitore, insegnante o studente, e scoprire che in realtà Pinocchio parla della vita di tutti noi. “Come è noto la fiaba racconta la storia di un padre che decide di creare un burattino il quale, invece, non vede l’ora di liberarsi di lui fuggendo di casa e volendo rifiutare ogni impegno e responsabilità per cedere ad un altro tipo di richiamo rappresentato dal “Paese dei Balocchi”. Il finale della storia è lieto: Pinocchio torna alla casa del padre dove diventa un bambino vero – ha spiegato Nembrini –. Capitolo dopo capitolo è possibile scoprire come le avventure di Pinocchio siano in realtà le nostre vicende e possono aiutarci a capire e affrontare un po’ di più il dramma della vita». «Collodi – ha proseguito il pedagogista – ricevette dalla madre un’educazione cristiana per poi rinnegarla intorno ai 20 anni e abbracciare ideali risorgimentali e anticlericali. A 50 anni decise di dedicarsi alla letteratura per l’infanzia e, rivolgendosi ai bambini, andò a pescare dal loro linguaggio, molto probabilmente attingendo alla sua formazione cattolica: un linguaggio plasmato sulla sua tradizione anche se estremamente cifrato, senza alcun riferimento specifico”. “Come tanti di noi anche il Cardinale Giacomo Biffi ricevette il libro da bambino e, tornando a rileggerlo periodicamente, ebbe un’intuizione; si accorse che sotto il velo del messaggio fiabesco, la storia di Pinocchio prendesse la visione della vita così come il cristianesimo l’ha consegnata alla società Occidentale e decise di dedicarci la tesi di laurea dal titolo “Contro Maestro Ciliegia. Commento teologico a ‘Le avventure di Pinocchio’”: un lavoro estremamente profondo e dettagliato. La sua riflessione teologica può essere condivisa o meno ma è davvero interessante tanto che, quando venni nominato insegnante di religione, pensai di affrontare il commento teologico delle avventure di Pinocchio con i miei studenti”. Per concludere Nembrini ha aperto un interessante excursus sull’insegnamento “che – ha spiegato – non dev’essere un mero travaso di nozioni bensì trova la sua massima espressione nella capacità del docente di trasmettere l’amore per qualcosa che lui stesso prova in prima persona. In questo modo sanno gli studenti stessi a voler entrare in contatto con tale conoscenza”.



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