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Referendum fusione Ponte di Legno-Temù-Vione: vince il ‘No’, analisi e commento del voto

lunedì, 2 ottobre 2017

Temù – Il giorno dopo il referendum si analizzano i voti e i due comitati – con umori differenti – prendono atto delle scelte dei cittadini dell’Alta Valle Camonica. I tre Comuni hanno votato differentemente: a Ponte di legno è stato schiacciante il sì in tutti e quattro i seggi, a Temù la vittoria del no è stata per una manciata di voti, mentre a Vione il no si è imposto in maniera netta (clicca qui per i risultati).

CHI HA PERSO - Chi pensava al Comune unico e aveva magari il sogno, dopo un’esperienza lontana dalla Valle Camonica, di fare il super sindaco dei tre Comuni, lo deve rimettere in un cassetto. Ancora una volta esce con le ossa rotte la politica, quella delle boutade, ad esempio quella relativa a una presunta richiesta di annessione al Trentino (non basata su aspetti giuridici e che ha fatto sobbalzare dalle risate bresciani e trentini, oltre ad aver diviso gli stessi camuni).

CHI HA VINTO - Determinanti Vione e Temù, che al di là degli slogan (vedasi annessione al Trentino) hanno scelto in piena autonomia, senza farsi condizionare dalle diverse ’boutade’ emerse negli ultimi mesi. L’elettorato ha risposto in modo massiccio in queste due realtà con l’affluenza bene al di sopra di Ponte di Legno che, invece, come successo nel 2012, era favorevole alla fusione.

Un progetto di fusione dei Comuni (la scorsa settimana è stata approvata la legge che valorizza le piccole realtà municipali) deve partire dai cittadini, dalle famiglie, dai giovani che avvertono la necessità di mettersi insieme, non per una strategia calata dall’alto. Anche e soprattutto per questo ha vinto il ‘No’. I cittadini dei tre Comuni – votando in modo differente – hanno fatto capire che le scelte spettano a loro, e questa è stata una lezione di democrazia.

A. Pa.


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