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Pieve di Bono, intervento della Provincia e reazioni politiche alla protesta degli operai

giovedì, 14 maggio 2020

Pieve di Bono – La clamorosa protesta dei sei lavoratori a Pieve di Bono (Brescia) ha lasciato il segno. Immediate le reazioni politiche e primi accertamenti sull’impresa sub appaltatrice dei lavori del centro di aggregazione giovane di Pieve di Bono.

L’ASSESSORE SPINELLI - È rientrata, anche a seguito dell’interessamento dell’assessorato provinciale al lavoro la protesta di alcuni operai di un cantiere a Pieve di Bono, aperto per la realizzazione del nuovo centro di aggregazione giovanile del Comune.

Grosselli - Spinelli - TrentoPer dare maggiore visibilità alla loro protesta i lavoratori, che lamentano il mancato pagamento di alcune mensilità, sono saliti sul tetto della costruzione. L’assessore provinciali allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli (a destra nella foto con accanto Andrea Grosselli della Cgil)  ha attivato i competenti uffici dell’amministrazione per avviare con gli altri soggetti gli opportuni accertamenti sulla situazione. “Le autorità si stanno attivando – sottolinea l’assessore Spinelli – al fine di acquisire tutti gli elementi necessari a definire esattamente i contorni della vicenda. I lavoratori interessati, nel frattempo, in seguito alle rassicurazioni che abbiamo presentato loro, sono scesi dal tetto del cantiere. Il nostro impegno è naturalmente di risolvere la questione nel più breve tempo possibile”.

IL CONSIGLIERE ALEX MARINI - “Quanto accaduto oggi nel Comune di Pieve di Bono-Prezzo è un esempio lampante di tutto quello che non funziona in Trentino a livello di appalti. C’è un edificio pubblico che attende da anni di vedere la luce. Il bando viene vinto da una ditta che a sua volta subappalta parte delle lavorazioni a un’altra ditta la quale fa lavorare in distaccamento un’ulteriore impresa composta da lavoratori che però lamentano di non venire pagati e per l’esasperazione salgono sul tetto dell’edificio a protestare. Il tutto a fronte di un ente pubblico che ha versato regolarmente gli stati di avanzamento lavori al subappaltatore. In un ginepraio simile non stupisce affatto che si verifichino problemi. Questo avviene oggi quando ancora ci sono controlli che permettono di far emergere e risolvere le criticità. Domandiamoci cosa potrà accadere domani se per velocizzare le pratiche verranno rimossi tutti gli istituti di verifica e garanzia che permettono di evitare almeno gli abusi peggiori, come da più parti si chiede a gran voce di poter fare”. commenta il consigliere provinciale Alex Marini (gruppo misto).

“Lo scorso ottobre – conclude Marini – avevo ottenuto l’approvazione di un ordine del giorno per attuare finalmente il regolamento a verifica della correttezza delle retribuzioni delle imprese che operano negli appalti pubblici. Con dispiacere sono costretto a constatare che nonostante questo permangono ancora numerose zone d’ombra sulle quali è assolutamente necessario intervenire con tutti gli strumenti possibili. Chi lavora onestamente ha il diritto di venir pagato altrettanto onestamente!”.



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