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Operazione Crazy Shopping, nei guai impiegata bresciana infedele

giovedì, 29 ottobre 2020

Brescia – Operazione “Crazy Shopping” della Guardia di Finanza di Brescia, impiegata infedele svuota le casse azienda per acquisti di una vettura di lusso e borse griffate, sequestrati più di 255mila euro. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, guidata dal colonnello Marco Tolla, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione al sequestro preventivo, anche per equivalente, di denaro e altri beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre  255mila euro, procedendo nei riguardi di un’impiegata infedele di una nota azienda metalmeccanica bresciana e di una sua complice. L’inchiesta tra Brescia e Rieti, dove le due donne denunciate hanno il domicilio.

Guardia di Finanza - BresciaL’attività d’indagine ha consentito, mediante la disamina dei flussi finanziari, di smascherare la condotta fraudolenta dell’impiegata che, approfittando dell’incarico rivestito nel ruolo amministrativo contabile addetta ai pagamenti nei confronti dei fornitori, al fine di procurare a sé e alla complice un ingiusto profitto, si è appropriata indebitamente di disponibilità finanziarie della società di cui aveva la disponibilità, rendendosi responsabile del reato di appropriazione indebita.

In particolare, l’impiegata infedele, in virtù del proprio incarico, ha eseguito ripetutamente bonifici bancari on line – riportanti causali generiche – dai conti correnti societari a quelli riconducibili alla complice, simulando il pagamento di fittizie operazioni commerciali, così da trarre in inganno i vertici aziendali.

Tali uscite di denaro venivano artatamente giustificate in contabilità, mediante registrazioni di operazioni fittizie create ad hoc dall’impiegata, al fine di impedire l’individuazione da parte dei suoi superiori degli ingenti ammanchi aziendali, realizzati per centinaia di migliaia di euro.

La complice della principale indagata si è invece resa responsabile della fattispecie penale di riciclaggio, in quanto ha impiegato le provviste illecite ricevute dall’impiegata infedele per l’acquisto di una vettura di elevato valore, di numerosi accessori di abbigliamento griffati, segnatamente borse e oggetti di pelletteria, e per il sostenimento di un elevato tenore di vita.

Al termine delle indagini le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno proceduto, nelle province di Brescia e Rieti (luoghi in cui le responsabili dimorano) al sequestro preventivo, anche per equivalente, di saldi attivi di conto corrente, nonché di beni immobili e mobili per un valore complessivo di oltre 255 mila euro.

Attività illecite della specie arrecano grave e inaccettabile nocumento alle aziende, peraltro in una fase economica particolarmente delicata e complessa quale quella attualmente determinata dall’emergenza epidemiologica in atto.



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