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Corvara: droga e alcol alla guida prima della caduta dallo scooter, denunciato dai carabinieri

venerdì, 5 giugno 2020

Corvara in Badia – I militari della Stazione Carabinieri di Corvara hanno denunciato a piede libero un badiotto per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e lo hanno sanzionato per guida in stato di ebbrezza alcolica.

carabinieri largeLo scorso 15 maggio a Badia, lungo la Statale 244, in località Varda, uno scooterista era autonomamente caduto procurandosi lesioni per cui era stato ricoverato in ospedale.

I Carabinieri di Corvara avevano chiesto di eseguire le analisi del sangue per verificare se il conducente fosse caduto a causa della mancanza di equilibrio dovuta all’assunzione di alcol o di altre sostanze psicoattive.

Il laboratorio analisi cliniche dell’ospedale di Brunico ha comunicato gli esiti al termine degli accertamenti. Il giovane all’atto del sinistro era sotto l’effetto sia di alcolici che di sostanze stupefacenti: nel suo sangue alcol e cocaina.

Il livello di alcol non superava gli 0,8 g/l e così per tale condotta non è stato denunciato penalmente ma comunque ha subito la sanzione pecuniaria di 544 euro, raddoppiata per aver causato un sinistro stradale (seppur autonomo) e la decurtazione di 10 punti dalla patente che sarà sospesa da 3 a 6 mesi. Per la presenza di droga nel sangue è stato invece denunciato alla Procura della Repubblica di Bolzano per il reato di Guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti la cui pena prevede l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 1.500 a 6mila euro, la decurtazione di altri 10 punti patente e la sospensione della patente da 1 a 2 anni. Non ha subito il fermo né il sequestro del veicolo poiché di proprietà altrui.

Gasolio illegale dal Tirolo orientale

I militari della Stazione Carabinieri di Prato alla Drava hanno denunciato un cittadino bosniaco per importazione illegale di gasolio.

I militari erano impegnati in un posto di controllo con direzione di marcia dall’Austria in ingresso Italia quando hanno visto sopraggiungere un grosso autoveicolo cassonato di fabbricazione giapponese hanno deciso di fermarlo per sottoporlo a controllo.

Il conducente, un trentottenne cittadino della Bosnia-Erzegovina residente in Osttirol nel distretto di Lienz, è apparso un po’ preoccupato. Così i militari dell’Arma, dopo un controllo accurato ai documenti di guida e circolazione, sono passati a ispezionare il mezzo e hanno trovato una grossa cisterna con tanto di tubo ed erogatore per carburanti. Nella cisterna quattrocento litri di gasolio. Il bosniaco, interrogato sulla provenienza del combustibile, non ha fornito risposte plausibili.

Il gasolio è stato quindi sequestrato e il trasportatore denunciato a piede libero per il reato di “sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici” che prevede la pena della la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa (non inferiore in ogni caso a 7.746 euro) nell’ipotesi in cui l’autore del reato abbia sottratto con qualsiasi mezzo i prodotti energetici, compreso il gas naturale, all’accertamento o al pagamento dell’accisa.

AL denunciato, cui è rimasta l’auto potendosi separare la cisterna dalla stessa, non è rimasto che fare inversione di marcia e ritornarsene in Austria.

Silandro, quattro denunce in Val Venosta

I militari della Compagnia Carabinieri di Silandro hanno denunciato quattro persone negli scorsi giorni.

In un posto di controllo a Silandro, i militari della aliquota radiomobile hanno fermato un automobilista 23enne di nazionalità turca. Residente in Venosta. Questi ha esibito una patente di guida spagnola che ai militari non è apparsa genuina. Approfondita l’ispezione sulla carta, i militari hanno realizzato che il documento era falso e lo hanno sequestrato. Il giovane è stato denunciato per uso di atto falso e sanzionato per guida senza patente.

Un professionista quarantottenne di Malles, fermato nottetempo dai Carabinieri dello stesso centro e sottoposto a accertamento etilometrico, si è nettamente rifiutato di sottoporsi al controllo. È stato denunciato a piede libero per il rifiuto di sottoporsi al controllo etilometrico che prevede la stessa pena dell’ipotesi di guida in stato di ebbrezza più grave che prevede l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

Un giovane di Laces è addirittura stato denunciato due volte in pochi giorni. Per la verità per diverse condotte (contro il patrimonio) era già stato denunciato ben tre volte tra fine 2019 e aprile 2020. Da ultimo è stato trovato dai CC DI Parcines in possesso di tre banconote false da 20 euro. Nella successiva perquisizione i militari hanno trovato una e-bike e undici schede per ricaricare il credito in un utilizzatissimo sito di commercio elettronico. Bicicletta e tessere sono stati sequestrati e il giovane stato denunciato per ricettazione e per possesso di banconote false. La bicicletta, di marca Cube e colore rosso e nero, ha un numero di telaio A7HAB76438. Se qualcuno la riconoscesse come propria è pregato di rivolgersi ai CC di Malles Venosta.

Pochi giorni dopo i carabinieri del nucleo operativo di Silandro lo hanno fermato nuovamente e sono andati in casa a fare un’altra perquisizione. Hanno trovato quasi sei etti e mezzo di marijuana e diversi accessori per coltivare e preparare l’ “erba” in casa. Il tutto è stato sottoposto a sequestro e il giovane è stato denunciato anche per possesso di stupefacenti ai fini di spaccio.

Aggressione e arresto

I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bressanone hanno arrestato un marocchino per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Lo scorso 24 gennaio presso un maso nella prima periferia di Bressanone, intorno all’ora di pranzo, una donna era rincasata e aveva trovato in casa un uomo intento a rovistare in giro. Il topo d’appartamento ha quindi aggredito la donna per impedirle di inseguirlo. Nella breve e impari colluttazione però la donna era riuscita sia a strappare il cappuccio del giaccone del ladro, sia a vederlo bene in faccia. La donna aveva anche provato a inseguirlo per farlo catturare ma il fuggiasco era scomparso nel nulla. Il reato commesso però si era aggravato poiché la violenza sulla vittima trasforma il furto in rapina.

La donna aveva aiutato il militari brissinesi a stilare un identikit. Così i carabinieri avevano un volto da rintracciare. Dalla descrizione l’autore era sicuramente straniero e così gli investigatori si sono orientati in tale direzione, specialmente tra quelli più ai margini della società, senza lavoro e senza fissa dimora.

E così l’altro giorno sono arrivati a un marocchino trentanovenne domiciliato a Fortezza, peraltro già noto per una rissa nel 2016 presso la mensa per i bisognosi di Bressanone. Rintracciatolo, i militari lo hanno portato in caserma a Bressanone per avviare a suo carico formalmente le indagini per rapina “impropria”.

Quando il nordafricano ha capito cosa stava succedendo, dopo che gli hanno comunicato che gli stavano sequestrando il telefono cellulare, ha tentato il tutto e per tutto per scampare alla denuncia. Ha agguantato il telefonino e puntato verso l’uscita e ha aggredito il militare che si è frapposto tra lui e la porta. È stato quindi bloccato ma ha continuato nella sua aggressività. È stato quindi bloccato e dichiarato in stato di arresto per resistenza e violenza a un pubblico ufficiale. Dopo averlo sottoposto ai consueti rilievi foto-dattiloscopici, i carabinieri – sentito il pubblico ministero di turno – lo hanno accompagnato al carcere di Bolzano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.



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