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Caporalato e lavoro nero: due denunciati dai carabinieri in Alto Adige

giovedì, 15 ottobre 2020

Bolzano - Caporalato e lavoro nero: due denunciati dai carabinieri in Alto Adige. I militari della Compagnia Carabinieri di Bolzano, a partire dal mese di luglio scorso, hanno svolto numerosi servizi, con lo scopo di sottoporre a controllo aziende agricole, i cui lavoratori sono impegnati perlopiù nella raccolta stagionale delle mele. Tali servizi, pertanto, si sono concentrati nei comuni ove più numerosi risultano essere gli appezzamenti di terreno adibiti a tale tipo di coltura, quali Bolzano, Terlano, Appiano, Laives, Tesimo.

carabinieri bolzanoI controlli, effettuati senza preavviso, direttamente all’interno degli appezzamenti di terreno, dove era in corso l’attività lavorativa in questione, si sono svolti al fine di verificare che i contratti di lavoro fossero stati regolarmente registrati per tutti i lavoratori presenti, che le misure di sicurezza previste fossero rispettate (ad esempio, l’utilizzo di attrezzature, abbigliamento, mezzi agricoli idonei), con riscontro nel documento valutazione rischi (D.V.R.) delle aziende in questione, che i previsti corsi sulla sicurezza fossero stati svolti dai lavoratori, che gli alloggi dei lavoratori fossero adeguati e infine che vi fosse il rispetto assoluto della normativa in vigore per il contrasto alla diffusione del virus “Covid-19” (dato che già è stato pieno e inconfutabile il diffondersi del virus tra i braccianti agricoli, 23 dei quali sono fuggiti dalla quarantena verso i Paesi di origine).

Durante un controllo, effettuato il 2 settembre scorso, militari della compagnia di Bolzano hanno accertato che i lavoratori di un’azienda agricola di Laives, impegnati nella raccolta delle mele in appezzamento di terreno sito tra i comuni di Bolzano e Terlano, non indossavano il previsto abbigliamento, peraltro non fornito dal datore di lavoro. Gli stessi infatti indossavano delle comuni scarpe da ginnastica, non idonee al lavoro nei campi poiché non impermeabili e prive di suola antiscivolo, perché completamente consunte ed erano sprovvisti di guanti anti-taglio, pur essendo impegnati nella potatura degli alberi di melo, con conseguente utilizzo di forbici. I lavoratori, inoltre, impegnati in attività lavorativa dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio, con relativa pausa pranzo, non avevano, poiché molto distanti dagli alloggi, la possibilità di usufruire sul posto di servizi igienici.

Il 29 settembre successivo, è stato effettuato un sopralluogo presso gli alloggi dei lavoratori in questione, cinque braccianti agricoli, tutti di nazionalità bulgara, appurando che le camere utilizzate non erano idonee poiché poste all’interno di un seminterrato, i cui muri apparivano vistosamente anneriti dall’umidità e in cui erano presenti numerose tubature “a vista”. Altra criticità riscontrata all’atto del controllo è stata la presenza nei locali di un unico lavabo per tutti i lavoratori presenti, sia di sesso maschile, che femminile.

Gli imprenditori agricoli sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Bolzano per il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, previsto e punito dall’articolo 603-bis del codice penale, nonché per violazioni relative al decreto legislativo 81 del 2008, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’attività di controllo non si è concentrata soltanto su tali tipi di attività ispettive, ma si è svolta anche nel controllo su strada dei mezzi di trasporto utilizzati dai lavoratori, per la verifica della loro regolare presenza sul territorio nazionale. Nel complesso, tra Appiano, Tesimo, Terlano e Bolzano sono stati controllati 120 lavoratori, 18 veicoli e 15 aziende agricole.

A un imprenditore agricolo è anche stata contestata la violazione delle norme anti-Covid con una sanzione amministrativa pecuniaria.



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