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Brescia: i coniugi condannati all’ergastolo per la stage di Erba davanti ai giudici. Perizia? Si decide tra 15 giorni

martedì, 16 gennaio 2018

Brescia – La Corte Assise d’Appello di Brescia rinvia la decisione sulla nuova perizia sui coniugi accusati della strage di Erba. I giudici della Corte Assise d’Appello di Brescia dovevano nominare i periti per analizzare prove e reperti mai analizzati, quando erano in corso le indagini sulla strage di Erba avvenuta l’11 dicembre 2006. I due coniugi, Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo, ma i legali della coppia hanno chiesto e ottenuto dalla Cassazione di riaprire il caso.

tribunale Brescia

L’efferata strage è avvenuta la sera dell’11 dicembre 2006: in una corte appena ristrutturata vennero uccise tre persone e venne appiccato un incendio. I vicini di casa allarmati dal fumo insolito avvisarono subito i soccorsi che arrivarono tempestivamente sul posto. Nella corte, fuori dalle fiamme, c’era Mario Frigerio che indicò ai soccorritori che dentro in casa c’erano delle persone gravemente ferite. Quando i soccorritori entrarono nell’abitazione e trovarono Raffaella Castagna che era stata aggredita e colpita ripetutamente con una sprangata, accoltellata e sgozzata. All’interno del suo appartamento sono stati rinvenuti i cadaveri di sua madre e di suo figlio, Paola Galli e Youssef Marzouk, la prima uccisa come la figlia mentre il secondo è stato ritrovato dissanguato sul divano dopo aver ricevuto un unico colpo alla gola. Dopo la strage, l’appartamento venne  incendiato.

I due coniugi, ritenuti colpevoli degli omicidi, sono stati condannati all’ergastolo con isolamento diurno per 3 anni dalla Suprema Corte di Cassazione di Roma.

I legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno chiesto di riaprire l’inchiesta e la Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Enrico Fischetti, ha preso quindici giorni prima di decidere se disporre l’incidente probatorio su reperti che non furono analizzati: un accendino, delle formazioni pilifere, un mazzo di chiavi e altro, in funzione di una richiesta di revisione del processo che potrebbe essere chiesta dai legali dei coniugi Romano.

di Chiara Panzeri


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