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Breno: donna trovata morta in casa, fermato dai carabinieri il figlio

venerdì, 11 settembre 2020

Breno – Delitto in Valle Camonica: a Breno (Brescia) donna trovata morta in casa, i carabinieri fermano il figlio 25enne Vincenzo Capano che ha confessato l’omicidio “volontario” della madre, Francesca Mesiano, per il quale ora è in carcere.

omicidioLa donna di 53 anni è stata trovata morta in casa a Breno nella tarda serata di ieri. Ad avvertire i carabinieri e a chiedere il loro aiuto era stato il figlio 25enne che dopo l’ora di cena, presentatosi al militare di servizio alla caserma, aveva riferito di aver discusso con la mamma.

Nell’appartamento di via Ghislandi a Breno, i Carabinieri della Compagnia di Breno hanno trovato il cadavere della 53enne che era disteso su un divano in cucina. Sul posto sono poi intervenuti il medico legale e i militari della scientifica del Comando Provinciale di Brescia che hanno curato l’esecuzione dei rilievi tecnici.

Dopo l’iniziale richiesta di aiuto il 25enne, che non risulta svolgere alcuna attività lavorativa dopo essere stato in carcere e aver scontato la pena per traffico internazionale di droga, si è chiuso in sè e non ha più interagito né con i militari che lo stavano vigilando, né con i sanitari nel frattempo accorsi in caserma.

Nella mattinata odierna è stato accompagnato in ospedale per una valutazione psichiatrica. Li avrebbe iniziato a fare delle parziali ammissioni di responsabilità circa il decesso della mamma convivente.

In sede di interrogatorio reso avanti al Pubblico Ministero – Roberta Panico – e alla presenza del suo avvocato di fiducia, il giovane avrebbe riferito di aver aggredito la madre senza un valido motivo.

Secondo quanto ricostruito il 25enne avrebbe stretto le mani intorno al collo della madre fino a provocarne la morte. Saranno l’esame autoptico e gli accertamenti ancora in corso a confermare le ammissioni fatte dal giovane, nei cui confronti è stato emesso un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto.

Il reato contestato è quello di omicidio doloso aggravato dal rapporto di parentela con la vittima. I carabinieri di Breno, che hanno eseguito il fermo, hanno poi tradotto l’indagato in carcere a Brescia.



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