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Bolzano, scoperta frode fiscale nell’importazione di viti per legno. Azienda altoatesina nei guai

sabato, 8 ottobre 2016

Bolzano – Il Servizio Antifrode dell’Ufficio delle dogane di Bolzano, a seguito di una complessa attività di controllo avviata anche sulla base di una segnalazione dell’O.L.A.F. – Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode – e poi proseguita, a seguito di apposita notizia di reato, con attività di indagine svolta su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano, ha scoperto una consistente frode fiscale connessa alle operazioni di importazione di viti per legno, di cui si è avvalsa una società locale in forte espansione, operante a livello mondiale nel settore.

La società in questione importava le viti per legno, dichiarandole di origine thailandese, mentre si trattava, in realtà, di prodotti per la maggior parte di origine cinese.

Il trattamento daziario preferenziale riconosciuto all’atto delle importazioni mediante la presentazione di certificati di origine rilasciati impropriamente dalle competenti autorità thailandesi consentiva alla società altoatesina di evadere, oltre il cospicuo dazio antidumping (dell’ordine dell’85% del valore delle merci nel periodo iniziale di applicazione della barriera tariffaria, e del 74,1% successivamente), anche il dazio tradizionale nonché la corrispondente IVA all’importazione, sulla maggior parte delle viti, prodotte in realtà in uno stabilimento cinese, ottenendo così un notevole vantaggio economico, anche in termini di concorrenzialità sul mercato europeo.

Il meccanismo fraudolento posto in essere consisteva nel far transitare attraverso la Thailandia le viti per legno prodotte in realtà nello stabilimento cinese, dove, nello stabilimento appositamente predisposto nel Paese del sud-est asiatico, queste andavano ad integrare in maniera preponderante la produzione locale, insufficiente ad assicurare le forniture necessarie a soddisfare il fabbisogno dell’importatore italiano acquirente.

Oltre all’evasione dei cospicui diritti di confine, le indagini hanno consentito di accertare anche alcuni problemi di qualità dei prodotti, legati al fatto che la produzione avvenisse con standard non sempre corrispondenti a quelli fissati dall’acquirente, nonché l’etichettatura dei prodotti con indicazioni scorrette.

Pertanto, la ditta importatrice è stata denunciata, oltre che per contrabbando aggravato e dolosa induzione in errore di pubblico ufficiale all’atto dell’emissione di un atto pubblico, anche per le violazioni relative alla sicurezza sui prodotti, alla irregolare marcatura CE e alla irregolare etichettatura delle viti per legno immesse in consumo.


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