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Bolzano, la Polizia evita suicidio

martedì, 16 giugno 2020

Bolzano – Una notte decisamente movimentata quella appena trascorsa per gli operatori della Squadra Volante della Polizia di Bolzano.

Poco prima della mezzanotte, un uomo disperato, ha contattato con il cellulare il “112” riferendo, con estrema determinazione, di volersi suicidare. Gli agenti di Polizia in servizio presso la Centrale Operativa della Questura sono riusciti con grande professionalità ed attitudine alla mediazione ad instaurare un rapporto di  fiducia con l’uomo ed al contempo, una volta individuato il luogo dal quale il soggetto si voleva lanciare nel vuoto, a far convergere con urgenza le pattuglie della Squadra Volante ed i mezzi di soccorso.

I poliziotti giunti per primi sul posto, una volta entrati attraverso il portone condominiale, hanno notato che l’ascensore era fermo al decimo piano e, pertanto, sono salita di corsa un’angusta e stretta scala a chiocciola esterna al condominio per arrivare sino all’undicesimo piano del palazzo in cui si trovava l’aspirante suicida, impegnato a parlare al telefono con l’operatrice. Sfruttando l’effetto sorpresa si sono avvicinati silenziosamente notando, seppur nella quasi completa oscurità, che si trovava a cavalcioni del cornicione del tetto, con una gamba penzolante nel vuoto e con lo sguardo rivolto nervosamente verso il basso, con la chiara percezione che si sarebbe lanciato nel vuoto da un momento all’altro. I due agenti, considerata la situazione di estrema emergenza, con un balzo fulmineo riuscivano ad afferrarlo e, con non poca fatica, procurandosi una serie di escoriazioni, sono riusciti a riportarlo all’interno nonostante il suo tentativo di divincolarsi e lanciarsi nel vuoto, rischiando concretamente di venire trascinati nella caduta anche per la sua corporatura molto robusta, con un peso di almeno 120 kg.

Oltre alla preparazione fisica ed alle spiccate capacità operative i poliziotti dimostravano anche notevoli doti empatiche riuscendo a stabilire un’intesa immediata con l’uomo che rivelava loro tutta la sua inquietudine e le ragioni che lo avevano spinto all’estremo gesto e, riacquistato un minimo di lucidità si scusava con gli operatori, riconoscendo di aver messo in pericolo anche loro, li ringraziava ed all’arrivo del personale sanitario li indicava come “gli eroi che mi hanno salvato la vita”, accettando di salire a bordo dell’ambulanza per essere trasportato presso il Pronto Soccorso solo con la presenza di uno dei due Agenti.

I poliziotti si adoperavano anche per convincerlo a farsi ricoverare presso la struttura ospedaliera sperando così di aver contribuito ad assicurargli anche un pieno recupero psicofisico.



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