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Madonna di Campiglio: dopo Agenda 21 sull’area Serodoli interviene la presidente Ballardini

giovedì, 13 marzo 2014

Madonna di Campiglio – Proseguono il confronto e le polemiche sull’ampliamento della Ski area di Campiglio, in particolare dell’area Serodoli- Nambino. Il dibattito coinvolge l’assemblea della Comunità delle Giudicarie e la Provincia di Trento.  Patrizia Ballardini,  presidente dell’assemblea della Comunità delle Giudicarie, interviene sul progetto dell’area Serodoli e punta sulla competitività della zona sciabile. “La data ultima per la consegna del lavoro era prevista per il 14 marzo 2014. Il documento di analisi è stato consegnato in anticipo con l’assemblea la sintesi dei risultati”, sostiene la presidente Patrizia Ballardini ( al centro nella foto di apertura).

In pochi passaggi, quanto emerso dall’approfondito lavoro durato alcuni mesi e che ha coinvolto un team tecnico di 12 persone della società di consulenza Agenda 21. La proposta neve e sci è il fattore trainante dell’economia delle Giudicarie e rimarrà trainante anche nel medio termine. Nel contesto competitivo internazionale nel quale oggi ci troviaMappa piste Campiglio Pinzolomo ad agire, la dimensione della ski area e’ uno dei fattori rilevanti per mantenere o crescere nella competitività. Dobbiamo quindi continuare ad investire in questa direzione.

Il potenziale ampliamento limitato all’area Serodoli (nella foto a destra l’area sciabile di Campiglio)  non risulta sufficiente per supportare in modo rilevante la competitività della ski area nel medio termine, se non in un contesto complessivo che preveda un ampliamento più rilevante associato al rafforzamento effettivo del collegamento tra le tre aree presenti all’interno della Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta.
Naturalmente non abbiamo avuto tempo per approfondire ed entrare in dettaglio nel corposo lavoro. Portiamo questa sera solo la sintesi e rinviamo ad un incontro pubblico, tra qualche giorno, tutti gli approfondimenti, in presenza anche dei tecnici di Agenda 21.

Ecco i passaggi fondamentali.

La Comunità, nei ‘Criteri ed indirizzi per il PTC’ ha previsto un’area di studio in zona Serodoli ove condurre approfondimenti di tipo ambientale, economico e sociale, tramite professionista terzo specializzato. Per l’area di Serodoli nei predetti indirizzi e criteri è stata prevista “un’area di studio che sarà sottoposta a valutazioni ambientali, socio-economiche e strategiche. Solo se l’esito sarà positivo, potrà essere valutato l’inserimento nel PTC o suo stralcio (ex L.P. n. 25, 27 dicembre 2012) come ampliamento del demanio sciabile di Madonna di Campiglio e quindi del comprensorio sciistico Pinzolo – Madonna di Campiglio – Marilleva.”

Obiettivo della riflessione di fondo, nell’ambito del percorso di costruzione del Documento Preliminare: dare prospettiva economica (e quindi sociale) al nostro territorio, tenuto conto che ambiente si conferma risorsa fondamentale ed imprescindibile per la qualità della vita dei nostri Cittadini, ma, per quanto riguarda le Giudicarie, anche quale risorsa inestimabile per dare una prospettiva economica, poiché il turismo è e si ritiene sarà anche in prospettiva il settore trainante

Nell’ambito di una riflessione molto ampia rispetto alla situazione economica attuale e prospettica, condotta seguendo il filo rosso della sostenibilità, si e’ collocata la valutazione relativa al potenziale ampliamento delle aree sciabili, a partire dalla competenza attribuita dalla PAT alle Comunità di valle ed altresì delle indicazioni già previste dal PUP, che demanda alla Comunità la verifica rispetto ad un potenziale ampliamento in area Serodoli.

Il PUP ha infatti espressamente previsto “considerato che la delicatezza ambientale dell’area di Campiglio (si pensi all’incontestabile pregio ambientale e forestale rispettivamente della Val Gelada e della zona di Malga Darè) non consente di individuare ipotesi ulteriori di piste significative, qualunque altra esigenza di nuove piste (come ad esempio quella proposta in località Serodoli) fuoriesce dalle priorità strategiche della Provincia e si configura come progetto locale di ampliamento del demanio sciabile, che andrà approfondita negli strumenti pianificatori territoriali.”
L’orientamento emerso dal Tavolo di confronto e consultazione, avallato dalla Conferenza dei Sindaci e quindi dalla Assemblea, mirante e tenere aperta la possibilità a potenziali futuri ampliamenti delle aree sciabili, abbiamo visto e’ stato oggetto di grande attenzione nei mesi scorsi e molto spesso di strumentalizzazioni ed attacchi non giustificabili, frequentemente assati su informazioni non corrette e travisate.
Consapevoli che il potenziale ampliamento (non sostanziale) delle aree sciabili non può rappresentare il fattore esclusivo alla base del mantenimento della competitività della nostra proposta, ne’ tantomeno il fattore esclusivo alla base di un ‘rilancio’ della nostra economia, nei mesi scorsi abbiamo attivato un percorso di approfondimento, per avere elementi tecnici a supporto delle decisioni degli amministratori.
In coerenza con quanto approvato nell’ambito dell’accordo quadro sottoscritto con i Comuni, la PAT ed il PNAB, l’approfondimento si e’ concentrato sulla area Serodoli, andando ad includere una valutazione più complessiva su aree di forza e di debolezza della attuale proposta, sia invernale che estiva, e quindi rispetto ad eventuali spazi di efficientemento della attuale ski area e di potenziale ampliamento, qualora si rivelasse opportuno questo tipo di intervento a favore della competitività, in aree anche diverse da Serodoli.
L’intenso lavoro di approfondimento si e’ appena concluso ed e’ giunto ad alcune valutazioni di sintesi.
• La proposta neve / sci è il fattore trainante dei flussi turistici e più in generale dell’economia delle Giudicarie (i numeri sono molto espliciti rispetto al peso del settore e dell’indotto relativo) e l’analisi approfondita anche in ambito internazionale fa ritenere che, pur con proposte complementari in crescita, la proposta sci rimarrà trainante anche nel medio termine. E’ necessario quindi continuare ad investire su questo tipo di offerta, per garantire flussi rilevanti ad esso associati e relativo indotto;
• Nel contesto competitivo internazionale nel quale oggi ci troviamo ad agire, la dimensione della ski area e’ uno dei fattori rilevanti rispetto alla scelta dei turisti e quindi uno dei fattori di rilievo per mantenere o crescere nella competitività;
• Vi sono effettivamente spazi di ottimizzazione dell’offerta funzionali a valorizzare in particolare la stagione estiva e dare spazio ad una effettiva destagionalizzazione, in grado di coinvolgere tutte le Giudicarie in modo complementare; per sviluppare questo potenziale si sottolinea l’esigenza ormai imprescindibile di riuscire a lavorare e costruire una proposta ‘di sistema’, che integri privato e pubblico, e basata su reali sinergie tra i diversi comparti che costituiscono il ‘prodotto turistico’;
• Non è possibile puntare solo su destagionalizzazione e turismo alternativo per mantenere e tantomeno per sviluppare i flussi turistici;
• Risulta necessario ragionare sul rafforzamento del collegamento tra le tre aree incluse nella ski area Campiglio Dolomiti di Brenta (Campiglio, Pinzolo, Folgarida Marilleva) ed al tempo stesso su potenziali ampliamenti sostanziali della ski area: azioni che vanno prioritariamente associate ad una gestione effettivamente integrata e sinergica dell’intero comprensorio sciistico;
• Le tre aree individuate prefigurano, seppur ciascuna in misura diversa, ampliamenti dell’area sciabile, anche se risultano difficilmente paragonabili tra loro, in quanto ognuna presenta peculiarità uniche ed importanti: Ritort per rafforzare il collegamento con Pinzolo, Serodoli per appetibilità di altitudine ed esposizione, Mondifrà come rafforzamento del collegamento con Folgarida;
• In base a tale considerazione, e tenuto conto delle verifiche effettuate attraverso una molteplicità di criteri, l’area di potenziale espansione della ski area rispondente ad entrambi gli obiettivi (sia il rafforzamento del collegamento tra le ski area, sia l’estensione del comprensorio) e, al tempo stesso, meno invasiva dal punto di vista ambientale e paesaggistico appare la Zona 3 – Mondifrà, su una porzione di territorio diversa da quella inizialmente portata sul tavolo di confronto e consultazione ed esclusa dal Parco Naturale Adamello Brenta;
• Con riferimento al potenziale ampliamento in area Serodoli, l’approfondimento ha mostrato alcune criticità, legate in particolare ai criteri pianificatori, morfologici e paesaggistici, ed altresì all’incremento contenuto di piste ed impianti connesso ad un intervento circoscritto esclusivamente a questa zona.
Alla luce dei risultati emersi, il potenziale ampliamento limitato all’area Serodoli, a fronte degli impatti ambientali e soprattutto paesaggistici che si determinerebbero, non risulta sostenibile in relazione al contenuto incremento di competitività della ski area che ne deriverebbe.
Se si intende supportare in maniera rilevante la competitività dell’area, in coerenza con l’attuale vocazione turistica, considerati i delicati equilibri ambientali e paesaggistici di riferimento, è necessario assumere iniziative in un contesto complessivo più ampio, attualmente non previsto dagli strumenti pianificatori vigenti, che preveda un ampliamento più rilevante associato al rafforzamento effettivo del collegamento tra le tre aree presenti all’interno della Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta.

AGENDA 21

“Studio socio economico ambientale e strategico e prima verifica di fattibilità del potenziale ampliamento della aree sciabili delle Giudicarie” – Agenda 21 Consulting Srl
CAPITOLO 8 – CONCLUSIONI
Lo studio ha permesso di approfondire il tema dell’espansione dell’area sciabile di Madonna di Campiglio a partire da quanto ipotizzato nel Documento “Criteri di indirizzi per il PTC delle Giudicarie” sotto diversi aspetti.
I dati turistici ci restituiscono un’area contrassegnata, complessivamente, da un turismo maturo. Scomponendo i dati tra i visitatori domestici e la domanda straniera, si vede come le due componenti mantengano dinamiche diverse: gli italiani stanno progressivamente perdendo quota – anche a causa delle crisi economica – mentre il flusso di stranieri è cresciuto arrivando negli ultimi anni a coprire la quota del 30% degli arrivi e di quasi il 40% delle presenze. Anche la permanenza media evidenzia l’importanza degli stranieri: soggiornano mediamente per 6,2 notti, mentre gli italiani si fermano a 4,2. Quando si argomenta la maturità dell’offerta turistica di Campiglio, quindi, è necessario porre delle distinzioni. Si tratta senza dubbio di una località e di una proposta turistica già conosciuta ed apprezzata dai nostri connazionali, mentre per i visitatori stranieri, soprattutto dell’Europa Orientale ed extraeuropei, può rappresentare ancora un territorio da esplorare e da scoprire.
Il comprensorio Madonna di Campiglio – Pinzolo – Folgarida Marilleva ha dimensioni ancora lontano dai principali competitor internazionali. L’area sciistica di Campiglio risulta per altro molto ben utilizzata e gli indicatori che descrivono il tasso di utilizzo di impianti e piste sono prossimi a standard simili alle migliori performance; difficile quindi ipotizzare ulteriori ampi spazi di crescita su Madonna di Campiglio se l’offerta rimane costante. Meno bene Pinzolo che presenta invece potenzialità di crescita; mentre in Val di Sole vi sono buoni standard di utilizzo ma impianti lenti e talvolta obsoleti. Complessivamente nell’area di Madonna di Campiglio il livello di utilizzo invernale di impianti e piste si sta avvicinando alla saturazione, mentre ci sono margini di miglioramento soprattutto a Pinzolo.
Appare evidente che le 3 società, Funivie Pinzolo, Funivie Madonna di Campiglio, Funivie Forgarida Marilleva devono procedere mettendo in atto forti azioni di sistema per offrire effettivamente un’unica ski area. Al tempo stesso si evidenzia però la necessità di far crescere il sistema turistico locale anche al di fuori delle Funivie, per orientare l’offerta turistica locale verso prospettive più ampie: nel periodo invernale per aumentare il livello dei servizi e delle proposte alternative allo sci e afterski mentre d’estate per puntare su una offerta strutturata e completa che sia attrattiva. In entrambi i casi è richiesto un grande lavoro di squadra tra i diversi operatori locali ed il ruolo del Parco Adamello Brenta deve essere valorizzato.
Dal confronto con i diversi attori locali coinvolti è emersa una contrapposizione tra le parti sul tema “Serodoli”. Si è potuto però apprezzare la presenza di forti elementi unificanti tra quasi tutti i soggetti interpellati: si fa riferimento in particolare al tema della destagionalizzazione dell’offerta turistica, alla necessità di rafforzare le intese e le reti tra soggetti locali sia a livello pubblico – privato che tra privati, alla necessità di inserire nell’offerta turistica invernale anche proposte integrative allo sci da discesa, la forte consapevolezza dei valori ambientali e paesaggistici che costituiscono il vero motore, più o meno evidente, delle fortunate vicende della Rendena/Giudicarie, il ruolo del Parco Adamello Brenta che viene percepito dai più come valore aggiunto anche in chiave turistica.
Dal confronto con i predetti soggetti locali sono state individuate 5 aree per la possibile espansione sciistica, ridotte a 3 per la presenza di importanti vincoli previsti dal Piano del Parco (Riserve Integrali).
Le 3 aree oggetto di valutazione sono state pertanto: Zona 1 – Serodoli, Zona 2 – Ritort e Zona 3 Mondifrà. Le zone sono state valutate secondo criteri tecnici progettuali, di coerenza con la pianificazione sovraordinata, con criteri ambientali e paesaggistici. Su ciascuna di queste aree si è inoltre proposto, a titolo esemplificativo, un ipotetico sistema impianti-piste per consentire di concludere la valutazione.
Dall’’intenso lavoro di approfondimento si e’ giunti alle seguenti valutazioni di sintesi:
• La proposta neve / sci è il fattore trainante dei flussi turistici e più in generale dell’economia delle Giudicarie (i numeri sono molto espliciti rispetto al peso del settore e dell’indotto relativo) e l’analisi approfondita anche in ambito internazionale fa ritenere che, pur con proposte complementari in crescita, la proposta sci rimarrà trainante anche nel medio termine. E’ necessario quindi continuare ad investire su questo tipo di offerta, per garantire flussi rilevanti ad esso associati e relativo indotto;
• Nel contesto competitivo internazionale nel quale oggi ci troviamo ad agire, la dimensione della ski area e’ uno dei fattori rilevanti rispetto alla scelta dei turisti e quindi uno dei fattori di rilievo per mantenere o crescere nella competitività;
• Vi sono effettivamente spazi di ottimizzazione dell’offerta funzionali a valorizzare in particolare la stagione estiva e dare spazio ad una effettiva destagionalizzazione, in grado di coinvolgere tutte le Giudicarie in modo complementare; per sviluppare questo potenziale si sottolinea l’esigenza ormai imprescindibile di riuscire a lavorare e costruire una proposta ‘di sistema’, che integri privato e pubblico, e basata su reali sinergie tra i diversi comparti che costituiscono il ‘prodotto turistico’;
• Non è possibile puntare solo su destagionalizzazione e turismo alternativo per mantenere e tantomeno per sviluppare i flussi turistici;
• Risulta necessario ragionare sul rafforzamento del collegamento tra le tre aree incluse nella ski area Campiglio Dolomiti di Brenta (Campiglio, Pinzolo, Folgarida Marilleva) ed al tempo stesso su potenziali ampliamenti sostanziali della ski area: azioni che vanno prioritariamente associate ad una gestione effettivamente integrata e sinergica dell’intero comprensorio sciistico;
• Le tre aree individuate prefigurano, seppur ciascuna in misura diversa, ampliamenti dell’area sciabile, anche se risultano difficilmente paragonabili tra loro, in quanto ognuna presenta peculiarità uniche ed importanti: Ritort per rafforzare il collegamento con Pinzolo, Serodoli per appetibilità di altitudine ed esposizione, Mondifrà come rafforzamento del collegamento con Folgarida;
• In base a tale considerazione, e tenuto conto delle verifiche effettuate attraverso una molteplicità di criteri, l’area di potenziale espansione della ski area rispondente ad entrambi gli obiettivi (sia il rafforzamento del collegamento tra le ski area, sia l’estensione del comprensorio) e, al tempo stesso, meno invasiva dal punto di vista ambientale e paesaggistico appare la Zona 3 – Mondifrà, su una porzione di territorio diversa da quella inizialmente portata sul tavolo di confronto e consultazione ed esclusa dal Parco Naturale Adamello Brenta;

LE CRITICITA’

Con riferimento al potenziale ampliamento in area Serodoli, l’approfondimento ha mostrato alcune criticità, legate in particolare ai criteri pianificatori, morfologici e paesaggistici, ed altresì all’incremento contenuto di piste ed impianti connesso ad un intervento circoscritto esclusivamente a questa zona.
Alla luce dei risultati emersi, il potenziale ampliamento limitato all’area Serodoli, a fronte degli impatti ambientali e soprattutto paesaggistici che si determinerebbero, non risulta sostenibile in relazione al contenuto incremento di competitività della ski area che ne deriverebbe.
Se si intende supportare in maniera rilevante la competitività dell’area, in coerenza con l’attuale vocazione turistica, considerati i delicati equilibri ambientali e paesaggistici di riferimento, è necessario assumere iniziative in un contesto complessivo più ampio, attualmente non previsto dagli strumenti pianificatori vigenti, che preveda un ampliamento più rilevante associato al rafforzamento effettivo del collegamento tra le tre aree presenti all’interno della Ski Area Campiglio Dolomiti di Brenta.


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