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L’ampliamento dell’area sciabile di Madonna di Campiglio divide, Binelli (Agire): “La Provincia ascolti il territorio”

giovedì, 26 settembre 2019

Madonna di Campiglio – L’ampliamento del demanio sciabile a Madonna di Campiglio, frazione di Pinzolo (Trento) è al centro di un confronto istituzionale. La richiesta della società che gestisce gli impianti è di ampliare le piste nella zona dei Serodoli. Il progetto non trova tutti d’accordo e sabato 28 settembre si terrà una manifestazione in Val Rendena, organizzata dalla Sat ed a cui si aggiungeranno anche altre realtà associative. Il tema in discussione riguarda il possibile ampliamento del demanio sciabile nell’area di Serodoli, che vede la contrarietà della Sat e del Parco Adamello Brenta. La Provincia di Trento è chiamata a decidere sulla questione.

Il gruppo “Agire per il Trentino” interviene sulla questione: “Pur consapevoli del fatto che alcuni politici stanno sfruttando il tema ambientale solo per polemizzare in modo sterile con l’attuale maggioranza di governo provinciale o per cercare facile pubblicità, non possiamo nascondere le nostre perplessità di fronte ad un progetto del genere specialmente dopo esserci confrontati con alcuni agricoltori, guide alpine e cittadini residenti nella Rendena i quali preferirebbero che l’area di Serodoli restasse intatta, senza che vengano costruiti nuovi impianti. Dobbiamo infatti considerare che il turismo funziona bene laddove si sviluppi un modello di gestione che renda il territorio bello, curato e accogliente in primo luogo per chi ci abita oggi, ma con uno sguardo rivolto a chi lo abiterà domani. Ciò non si può ignorare, altrimenti in futuro i turisti non sceglieranno più le nostre montagne – andando a ricercare altrove le emozioni che oggi trovano salendovi – e i nostri cittadini abbandoneranno le valli, consapevoli di non riconoscersi in quel paesaggio e sovraesponendoci – a causa della mancata gestione del territorio – ad eventi calamitosi.

E’ vero che – come afferma l’assessore Roberto Failoni – il turismo invernale si basa soprattutto sullo sci, tuttavia non si può essere dimentichi del fatto che l’inverno rappresenta solamente una stagione (sul totale delle quattro) e che negli ultimi anni si sia sviluppata una nuova opportunità per chi fa ospitalità in montagna: la fuga verso il fresco di chi vive in città e pianura dove le ondate di caldo saranno sempre più insopportabili. Ecco allora che, se vogliamo che il nostro Trentino possa essere attrattivo tutto l’anno, non possiamo prescindere dall’ascoltare ed aiutare chi vive e lavora in valle (con servizi efficienti e potenziati, mantenimento dei piccoli negozi ecc.) perché – oggi come domani – l’uomo di montagna rappresenta la spina dorsale del turismo trentino.

Per questi motivi, riteniamo che la Giunta provinciale debba farsi promotrice di alcuni incontri da organizzare sul territorio, in modo da informare la popolazione e per ascoltare le considerazioni di tutte le parti interessate.

L’ambiente è un bene di rilevanza costituzionale ed è un tema che non dovrebbe avere colore politico, ma ovviamente dev’essere considerato anche alla luce dello sviluppo economico, dell’agricoltura e del turismo. A tal proposito bisogna avere il coraggio di fare un passo in avanti e considerare l’idea di un turismo diverso che sappia accontentare non solo le (legittime) esigenze degli sciatori, ma anche le sacrosante aspettative delle persone disabili come avviene ad esempio in Paesi come l’Austria.

È sicuramente un bene che sull’ambiente le coscienze di molti si siano risvegliate, ora il compito della politica è fare in modo che dai grandi proclami seguano anche dei fatti concreti”, Sergio Binelli, segretario organizzativo Agire per il Trentino.



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