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Giudicarie, ancora la famiglia protagonista in una tavola rotonda della Casa delle Comunità

giovedì, 30 gennaio 2014

Tione - Si è tenuto a Tione presso la Casa della Comunità delle Giudicarie la tavola rotonda “Tessere genitorialità nella comunità” alla quale hanno partecipato oltre alla presidente della Comunità Patrizia Ballardini, il prof. Marco Ius dell’Università di Padova, il neuropsichiatra infantile Corrado Barone, il rappresentante della cooperativa l’Ancora Aglaia Masè, l’assistente sociale coordinatore Michela Fioroni, la psicopedagogista Rosanna Lizzari, Luisa Masè referente per il distretto Family Val Rendena, lo psicologo Francesco Reitano e Davide Monti della Comunità Murialdo che ha moderato l’incontro.Marco_Ius1

“La Comunità delle Giudicarie ha costruito e approvato un “Piano per la Famiglia” che non è solo un elenco di intenti e di azioni virtuose da intraprendere per supportare le famiglie, ma è, ancora prima, un progetto, frutto di una visione che vede la famiglia al centro dello sviluppo economico e sociale. É in questo contesto che si inserisce questo incontro, dedicato al delicato tema della genitorialità: mamme e papà diventano i primi referenti che possono aiutare a crescere la famiglia e per questo i soggetti territoriali devono farsi carico di accompagnarli e supportarli. A partire dalla creazione di situazioni di benessere per le famiglie, funzionali a prevenire il disagio, anche nelle sue nuove forme, ma anche per affiancarle nei loro bisogni emergenti e crescenti. L’incontro di oggi rappresenta una tappa del percorso volto ad approfondire e costruire una rete forte a supporto delle famiglie, anche per rendere possibile in prospettiva la nascita di nuove forme di sussidiarietà verticale ed orizzontale che ci permettano di affrontare un futuro con risorse certamente in calo». Questo in sintesi il pensiero della Presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini che ha introdotto i lavori ricordando come l’attenzione alle famiglie sia azione centrale delle politiche della Comunità, che vengono esplicate non mediante i servizi sociali, volti a supportare le situazioni di disagio, ma anche attraverso iniziative mirate, progetti complementari ed integrati per favorire la qualità della vita delle famiglie. Ha sottolineato come sia labile il confine tra benessere e disagio e come, soprattutto, sia sempre più essenziale integrare i percorsi e le politiche mettendo al centro la famiglia, superando le barriere che talvolta esistono tra ‘politiche sociali’ e ‘politiche per la famiglia’.

Al prof. Marco Ius il compito di entrare nel vivo della tematica delle genitorialità, da cogliere, secondo il suo suggerimento, nelle tante sfumature quante sono le tipologie di famiglia con cui i servizi entrano in relazione e devono confrontarsi, all’interno di una realtà in continuo movimento che sta portando con sé la dissoluzione dei modelli educativi, il cambiamento delle morfologie familiari, l’aumento dell’età media delle madri e dei padri, il fatto che al giorno d’oggi essere genitori non è né naturale né facile. “I genitori possono apprendere se si dà loro sostegno, conoscenza e se si permette loro di attingere dall’esperienza” necessari per rispondere ai bisogni di cura, educazione, crescita del bambino.

Vivo il confronto e animata la discussione tra i presenti sul tavolo dei relatori con l’intento di condividere percorsi che orientino la riflessione e la ricerca mettendo a fattor comune esperienze, conoscenze attraverso alcune domande: padri e madri, per educare i figli, hanno bisogno di aiuto? In che modo il lavoro del singolo servizio si colloca in una dimensione di “rete”? Come si potrebbe incrementare il lavoro di rete? All’interno dell’operare, genitori e bambini sono solo destinatari di interventi o di un servizio? È presente uno spazio per una loro piena partecipazione nella co-costruzione di proposte?

Tanti sono stati i contributi e gli spunti che sono serviti a dare l’idea che per aiutare veramente le famiglie bisogna essere partner nelle relazioni, non approcciarle con modelli o prescrizioni, ma accompagnarle facendo lo sforzo di capire quale bisogno è sotteso al loro problema che causa la sofferenza o il disagio. Forte è stato da parte dei partecipanti l’invito a tutti, genitori e operatori, ad abbassare le difese per facilitare l’incontro ed il dialogo sia nelle relazioni di aiuto tra operatore e genitore, che nel rapporto con l’insegnante, con il neuropsichiatra e con lo psicologo; o ancora tra genitori stessi o tra operatori.

Ha poi colto di sorpresa i presenti relatori sul tavolo, e non solo, perché la sollecitazione è rimbalzata alla platea l’invito ad immaginare una figura, una metafora o un simbolo che potesse rappresentare il “sostegno alla genitorialità”. Molte e varie le risposte: dall’orchidea che rifiorisce se posta in ambiente e con condizioni favorevoli, al piatto che trova il piacere dei commensali se confezionato con ingredienti di qualità, dosati e integrati in modo armonico.

A chiusura dell’incontro, la presidente Ballardini ha ringraziato i rappresentanti degli enti presenti per l’importante contributo fornito nell’ultimo anno al fine di permettere un progressivo coordinamento delle iniziative a favore delle famiglie, sempre con spirito costruttivo e positivo, per realizzare una effettiva ‘rete’ in grado di accompagnare i genitori e più in generale i componenti delle famiglie nelle diverse fasi della vita.


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