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Trento: via libera in commissione al disegno legge sull’agriturismo

lunedì, 30 settembre 2019

Trento – Via libera in commissione al ddl sull’agriturismo. La Seconda Commissione presieduta da Luca Guglielmi (Fassa) ha dato stamane il via libera al disegno di legge 26 proposto dall’assessora Giulia Zanotelli che per la prima volta introduce nell’ordinamento provinciale una specifica disciplina dell’agriturismo, con l’obiettivo di qualificare il settore. Il provvedimento definisce meglio la natura dell’agriturismo distinguendo l’attività da altre. Previsti anche percorsi obbligatori per la formazione degli operatori. Cinque i voti a favore espressi oltre che da Guglielmi anche da Pietro De Godenz (UpT) e dalla Lega con Gianluca Cavada, Denis Paoli e Devid Moranduzzo. Astenuti il Patt con Lorenzo Ossanna e Alessandro Olivi del Pd. Per il Carroccio era presente anche Savoi che non è membro dell’organismo. L’esame finale in Aula è previsto nella sessione consiliare che inizierà il 22 ottobre prossimo.

Gli agriturismi non possono trasformarsi in alberghi

Sei gli emendamenti proposti dall’assessora, tutti approvati. Con questi, su richiesta di Olivi Zanotelli ha spiegato di aver anche ridotto da tre a due anni la deroga concessa dalla Provincia e prevista nel ddl ai titolari di un agriturismo impossibilitati per cause di forza maggiore – calamità naturali, fitopatie o epizoozie – a garantire l’impiego della percentuale minima di prodotti della propria azienda (30%) o di altre aziende agricole trentine (80%), che la normativa attuale prevede per l’esercizio di questa attività. Sempre durante l’esame dei 20 articoli del ddl, De Godenz ha suggerito di abbreviare da quinquennale a triennale la cadenza dei corsi di formazione e aggiornamento professionale proposti dalla normativa per qualificare l’attività degli operatori. Ha anche consigliato di permettere ai titolari desiderosi di dedicarsi totalmente al turismo perché non più in grado di proseguire l’attività avendo una decina di camere, di trasformare l’agriturismo in un albergo. Trasformazione che però, ha risposto Zanotelli, è impossibile perché richiede prima un cambio di destinazione d’uso dell’immobile da agricolo ad alberghiero che solo il Comune può decidere intervenendo sul proprio prg. Per De Godenz “questo è un problema” soprattutto per alcuni agriturismi delle valli.

Ossanna (Patt) ha votato contro l’articolo che prevede il divieto di prosecuzione dell’attività imposto dal Comune se operatore non ha avviato l’esercizio entro un anno dalla data di presentazione della Scia, perché a suo avviso per lavori di ristrutturazione dell’immobile servono spesso almeno due anni.

Qualificare le attività con la specializzazione e formando gli operatori

Nelle dichiarazioni di voto Ossanna ha motivato la propria astensione per le perplessità da lui condivise con la categoria dai vignaioli, che nelle audizioni avevano chiesto di poter offrire anche pasti caldi ai visitatori delle cantine, opportunità che il ddl vieta.

De Godenz ha preannunciato il proprio voto favorevole ma ha raccomandato di evitare la possibilità per gli operatori del settore di accettare per i pagamenti anche buoni mensa, perché in questo modo si snaturano gli agriturismi. E per la stessa ragione ha sollecitato a prevedere in queste attività il massimo utilizzo possibile di prodotti trentini.

Paoli ha plaudito al ddl che a suo avviso risponde in pieno alle linee politiche della Lega valorizzando i prodotti tipici del Trentino e distinguendo l’attività agrituristica da tutte le altre per puntare alla qualità e all’eccellenza di questa specifica offerta.

Olivi ha spiegato il proprio voto di astensione pur apprezzando complessivamente il ddl che cerca di costruire una disciplina organica superando una vecchia normativa provinciale. A suo avviso vi sono però alcune criticità sulle quali, ha preannunciato, il il Pd presenterà emendamenti in Aula. Giusta, a suo avviso, la volontà di riordinare il settore che emerge dal ddl perché sarebbe sbagliato non distinguere e specializzare gli agriturismi rispetto ad altre attività. “Occorre evitare ibridi – ha aggiunto – mostrando che fare agriturismo in Trentino è un lavoro diverso da altri e non un’attività-rifugio”. Per Olivi la vera sfida sta nella formazione dei giovani per rendere questa attività economica un qualcosa di innervato nelle nostre comunità.

Zanotelli: con questa normativa vogliamo valorizzare di più il territorio trentino

L’assessora Zanotelli ha assicurato di voler insistere sulla formazione degli operatori non solo con il ddl ma anche nel regolamento esecutivo che – ha avvertito – la Giunta predisporrà entro l’anno. Questo per puntare alla qualità, “perché un agriturismo faccia solo agriturismo – ha proseguito – e si evitino forme di concorrenza agli alberghi, ai ristoranti e ai pubblici esercizi. “Solo così – ha sottolineato l’assessora – valorizzeremo il territorio del Trentino nel confronto altri a noi vicini. Ecco perché in sede di regolamento supereremo anche le percentuali previste dalla legge attuale dell’utilizzo negli agriturismi del 30% dei prodotti della propria azienda e dell’80% dei prodotti di aziende trentine. Vogliamo che un agriturismo metta in tavola i prodotti locali”. Rispondendo ad Ossanna ha citato la regolamentazione introdotta a livello nazionale sull’enoturismo. E quindi la necessità che nelle cantine si facciano solo degustazioni servendo piatti freddi e non pasti caldi. La Giunta, ha concluso Zanotelli, nel regolamento attuativo di questa nuova legge manterrà una linea molto ferma perché gli agriturismi facciano un salto di qualità. “Anche se – ha preannunciato – la sfida della valorizzazione del territorio non si fermerà a questa legge sull’agriturismo”. Infine anche Guglielmi si è espresso a favore del ddl perché – ha detto – questo provvedimento si propone l’obiettivo della qualificazione dell’attività agrituristica.



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