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Trento: rinnovato il contratto lavoratori domestici, sindacati soddisfatti

giovedì, 10 settembre 2020

Trento – Rinnovato il contratto per i lavoratori domestici, Indennità aggiuntiva per chi assiste bambini piccoli e persone non autosufficienti. E’ stato siglato il rinnovo del contratto nazionale per il lavoro domestico. L’intesa, sottoscritta unitariamente da Filcams Fisascat, Uiltucs e Federcolf e le associazioni datoriali Fidaldo e Domina, introduce miglioramenti sul piano retributivo e normativo per circa 860 mila lavoratori regolari del comparto, che diventano 2 milioni se si considerano le stime sul sommerso.

Nel merito, è previsto un aumento economico mensile di 12 euro per il livello medio B Super dal 1° gennaio 2021, e un’indennità da 100 euro a quasi 116 euro in aggiunta alla retribuzione minima contrattuale per chi si occupa di assistere bambini fino al 6° anno di età e persone non autosufficienti, riconoscendo così i reali carichi di lavoro effettivamente prestati. Ai lavoratori in possesso della certificazione di qualità verrà inoltre riconosciuta una ulteriore indennità fino a 10 euro al mese.

Le lavoratrici e i lavoratori con contratto a tempo pieno e indeterminato con anzianità di almeno sei mesi presso lo stesso datore di lavoro potranno beneficiare di 40 ore annue di permesso retribuito per frequentare corsi di formazione professionali specifici per collaboratori e assistenti familiari, elevati a 64 ore annue di permessi retribuiti qualora il lavoratore decidesse di frequentare percorsi formativi riconosciuti e finanziati dall’Ente bilaterale di settore, Ebincolf, fondamentali per dare dignità al lavoratore e maggior tutela alla famiglia.

“L’intesa è un buon punto d’arrivo per le lavoratrici e i lavoratori – ammettono Filcams Fisascat, Uiltucs del Trentino –. Questi addetti, essenziali per l’organizzazione delle nostre famiglie, hanno pagato un prezzo altissimo durante la pandemia e ancora oggi ne subiscono le conseguenze sul piano economico”.

Ci sono adesso le condizioni per proseguire il confronto, anche con le istituzioni, con l’obiettivo comune di rendere maggiormente attrattivo il lavoro regolare in un comparto che tanto ha dato nella fase emergenziale e che è chiamato a svolgere un ruolo essenziale nel nostro Paese, alla luce delle stime sull’invecchiamento demografico.



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