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Trento, portierato in Università: sentenza del giudice Flaim e intervento della Filcams

giovedì, 30 gennaio 2020

Trento – Il sindacato interviene dopo il pronunciamento del giudice del lavoro di Trento, Giorgio Flaim sul portierato dell’università. “La sentenza del giudice Flaim sull’appalto del portierato dell’Università che ha riconosciuto la condotta antisindacale delle aziende nei confronti della Uiltucs prende atto, confermando quanto i sindacati hanno sempre sostenuto, che in quel caso non si è trattato di un cambio appalto, ma della cessione di ramo d’azienda in quanto i lavoratori e le lavoratrici hanno continuato a fare lo stesso identico lavoro solo con inquadramenti contrattuali e salariali peggiori”. Lo dicono Paola Bassetti, segretaria generale della Filcams del Trentino e Francesca Delai che per la categoria segue la vertenza, commentando positivamente la decisione del tribunale.

filcams cgilLa questione adesso si sposta sul piano dei singoli addetti. “La sentenza segna un importante precedente. Adesso ciascun lavoratore dovrà far valere questo diritto davanti al giudice del lavoro per recuperare inquadramenti e retribuzioni pregresse – chiariscono Bassetti e Delai -. A meno che la Provincia di Trento non si assuma la responsabilità politica, in quanto titolare della gara, di intervenire su Rear e Miorelli perché riconoscano ai dipendenti lo stesso trattamento retributivo, l’inquadramento e il mantenimento delle qualifiche che avevano con il precedente gestore del servizio, cioè la Mimosa”.

A febbraio ci saranno i tentativi di conciliazione sia al Servizio Lavoro per i licenziamenti sia davanti al Giudice del Lavoro per le cause promosse da 17 lavoratori individualmente e sostenute dalla Cgil per il mantenimento delle qualifiche (impiegati) e il riconoscimento delle condizioni economiche, compresi gli scatti, precedenti. “La decisione spetterà al giudice che valuterà caso per caso, a meno che non intervenga la Provincia riconoscendo l’errore del bando di gara o che le aziende non decidano di conciliare prima della sentenza”, sostengono alla Filcams.

Intanto restano le condizioni in cui i lavoratori oggi svolgono il servizio. “Da luglio, oltre a percepire mediamente il 30% in meno rispetto a prima, si lavora in condizioni decisamente peggiori – denuncia la Filcams-. Chiediamo all’Università di vigilare e chiedere il rigoroso rispetto delle condizioni contrattuali”.

All’Ateneo il sindacato chiede anche una precisa presa di posizione in vista dei prossimi appalti che coinvolgeranno mense e pulizie. “Non vorremmo trovarci ad assistere ad un film già visto. Chiediamo che l’Università si attivi da subito, per quanto di sua competenza, nel tutelare questi lavoratori”, concludono Bassetti e Delai.



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