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Trento: intesa Provincia-Università sul contenimento della spesa

venerdì, 22 maggio 2020

Trento – Intesa Provincia-Università sul contenimento annuale della spesa pubblica, via libera dalla V commissione. Esclusi i costi della nuova facoltà di medicina, che ammonteranno a circa 5 milioni di euro. Per la valutazione dei dirigenti scolastici, la novità degli esperti che visiteranno per due giorni gli istituti.

Rinviati su richiesta delle minoranze l’illustrazione e il via libera in Quinta Commissione delle Linee guida dedicate alle politiche culturali della Provincia, l’organismo presieduto da Alessia Ambrosi (Lega) ha espresso oggi due pareri favorevoli: il primo sui criteri e la metodologia adottati dalla Provincia di Trento per la valutazione dei dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative, con la novità degli esperti che visiteranno per due giorni ogni scuola; il secondo sull’intesa tra la Giunta provinciale e l’Università circa gli obblighi e i vincoli con cui l’Ateneo trentino è tenuto a perseguire gli obiettivi di finanza pubblica attraverso il  contenimento della spesa. Contenimento da cui sono esclusi i costi per il personale e la sede della nuova facoltà di medicina.

Slitta il parere sulle Linee guida per la cultura. Serve la copertura finanziaria.

Il rinvio della presentazione delle Linee guida per le politiche culturali della Provincia da parte dell’assessore Mirko Bisesti, è scaturito dalla richiesta avanzata da Sara Ferrari (Pd), condivisa anche da Paolo Ghezzi di Futura e Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino, di fornire alla Commissione anche indicazioni sulla copertura finanziaria degli obiettivi indicati nel documento. Obiettivi che – ha ricordato Ghezzi – definiti nell’ottobre scorso e poi non aggiornati, se non con l’aggiunta di alcune frasi, rispetto al profondo cambiamento della situazione relativa anche alle attività culturali conseguente all’emergenza Covid-19. Ferrari ha sollecitato l’assessore a confrontarsi nuovamente nei prossimi giorni con i soggetti del mondo della cultura del Trentino che erano stati coinvolti nel processo partecipativo – ricordato da Bisesti e giudicato positivamente anche dalla consigliera – al termine del quale erano state definite le Linee guida. Dal canto suo Degasperi ha evidenziato che il documento attuale non tiene conto della riduzione delle risorse provinciali nel settore della cultura da poco prevista e che inciderà notevolmente ad esempio sul Mart per fronteggiare la crisi economica causata dalla pandemia. Pronunciare oggi un parere su queste Linee guida sarebbe quindi – ha osservato il consigliere – “un puro esercizio accademico, perché domani occorrerà trovare le risorse che permettano di perseguire gli obiettivi indicati nel documento”.

L’assessore Bisesti ha accolto l’appello delle minoranze rendendosi disponibile a tornare sull’argomento in Commissione tra una decina di giorni. Anche se, ha ricordato, le Linee guida per la cultura hanno valenza triennale e disegnano un percorso che

oltrepassa anche questa fase emergenziale. Prendendo atto dell’accordo tra l’assessore e le minoranze, la presidente Ambrosi ha rinviato il parere alla prossima seduta della Quinta Commissione, che si svolgerà mercoledì 3 di giugno.

Sì ai nuovi criteri per la valutazione dei dirigenti scolastici
Le altre Linee guida discusse oggi e proposte dalla delibera di Giunta firmata dall’assessore Bisesti – che hanno ottenuto il via libera della Quinta Commissione con 4 sì della maggioranza, il voto contrario di Degasperi e l’astensione di Ghezzi e Ferrari – riguardano i criteri e la metodologia adottati per la valutazione dei dirigenti degli istituti scolastici e formativi. A presentare il documento per l’assessore, che ha partecipato alla seduta con il dirigente generale del dipartimento, Roberto Ceccato, è stato Damiano Previtali, presidente del Comitato provinciale di valutazione del sistema educativo, affiancato dal dirigente dell’ufficio valutazione politiche scolastiche della Provincia Francesco Pisanu.

Previtali: la novità dei due esperti che visiteranno per 2 giornate ogni istituto
Previtali ha premesso che l’emergenza Covid-19 non ha inciso su queste Linee guida, anche se ciascun dirigente dovrà redigere un rapporto di auto-valutazione che tenga conto anche della didattica a distanza (dad) adottata in questi mesi di sospensione delle attività in presenza all’interno degli edifici scolastici. Si raccoglieranno anche così elementi conoscitivi utili sulla dad perché questo sistema possa entrare nei futuri progetti di istituto. In ogni caso – ha proseguito il presidente del Comitato – proprio  l’autovalutazione è il primo strumento, adottato già da un triennio, con cui gli stessi dirigenti sono tenuti a giudicare il loro operato fornendo dati e documenti sulla relazione tra i risultati raggiunti dall’istituto e dagli alunni e gli obiettivi prefissati nel progetto scolastico o formativo. Determinante per la valutazione – ha spiegato – è la capacità di ogni dirigente di dimostrare il raggiungimento degli obiettivi specifici e distintivi del proprio istituto, il cui valore dipende dai risultati raggiunti dagli studenti.

Lo strumento riassuntivo dell’intera procedura è la “cartella del dirigente scolastico”, che collega tutti gli aspetti coinvolti nella valutazione. Altro importante elemento di giudizio: l’integrazione tra la valutazione del dirigente e quella dell’organizzazione dell’istituto. “Perché – ha commentato il presidente – sarebbe paradossale avere ottimi dirigenti e pessime scuole dal punto di vista dell’offerta formativa e dei risultati degli studenti”. Nel confermare l’impianto metodologico della valutazione dei dirigenti, considerato un punto di riferimento anche a livello nazionale, Previtali ha evidenziato l’unica vera novità introdotta nelle Linee guida di quest’anno: le visite che due esperti effettueranno in ogni istituto e che dureranno 2 giorni per verificare sul posto l’operato dei dirigenti, interloquire con i soggetti rappresentativi delle componenti interne e cogliere quindi il “clima” che si respira nell’ambiente educativo. L’esito di queste visite sarà sottoposto al Comitato di valutazione e quindi al Dirigente generale per arrivare al giudizio conclusivo da cui dipenderà anche la retribuzione di risultato.

Gli interventi dei consiglieri. Degasperi: no ai dirigenti cinghia di trasmissione
Filippo Degasperi ha criticato l’impostazione della metodologia adottata per valutare i dirigenti che origina dall’articolo 103 della legge provinciale 5 del 2006 sul sistema educativo del Trentino. Secondo il consigliere questa norma individua nel dirigente una sorta di cinghia di trasmissione delle politiche della Provincia nei singoli istituti scolastici e formativi. “Questa normativa provinciale risale all’era dellaian-renziana che mira a valutare il dirigente d’istituto in rapporto alla sua capacità di applicare una certa linea politica dettata dall’alto nella programmazione della scuola a lui assegnata”. Al contrario, per Degasperi dovrebbe essere la scuola a valutare il dirigente mentre sarebbe necessario che la Provincia si limitasse a giudicarne l’operato in relazione all’utilizzo dei mezzi e delle risorse messi a disposizione dell’istituto. Da quest’impianto consegue, a suo avviso, lo scarso peso assegnato al progetto d’istituto, valutato in proporzione alla capacità di integrare gli obiettivi fissati dalla Provincia. Per Degasperi è sbagliato che i due esperti debbano chiedere al dirigente chi interpellare nella scuola per pronunciarsi sul suo stesso operato. Infine la distribuzione di Foreg e Fuis dovrebbero tener conto che vi sono stati dirigenti molto poco attivi nell’informatizzazione degli istituti.

Ferrari (Pd) ha chiesto a Previtali notizie sull’andamento della metodologia di valutazione negli ultimi tre anni in cui è stata applicata. E ha invitato l’assessore ad evitare spostamenti di dirigenti in una fase delicata come questa.

Cavada (Lega) ha apprezzato la scelta di affidare ad esperti esterni all’istituto il giudizio sui dirigenti e suggerito di prevedere in ogni scuola un presidio sanitario a scopo di prevenzione e vigilanza.

Rotazione dei dirigenti ogni 6 anni, ma alcuni andranno in pensione
Bisesti ha risposto che per gli spostamenti si seguirà il metodo adottato l’anno scorso e giudicato positivamente da tutti, anche se si terrà conto dell’emergenza ancora in corso in particolare per la scuola. Al riguardo il dirigente generale Ceccato ha precisato che la regola adottata è che dopo 6 anni di permanenza in un istituto un dirigente scolastico deve ruotare e ha informato che comunque a breve alcune di queste figure andranno in pensione e questo comporterà inevitabilmente degli spostamenti. Quanto alla valutazione dei dirigenti, Ceccato ha ricordato che la sospensione in marzo delle attività scolastiche ha impedito le visite degli esperti negli istituti. In ogni caso, ha concluso, alla fine la valutazione dei dirigenti sulla base di tutti i dati raccolti spetterà a lui.

L’autovalutazione dei dirigenti tutela e valorizza l’autonomia degli istituti.

Previtali ha risposto alle osservazioni di Degasperi sottolineando che gli obiettivi assegnati derivano dall’autovalutazione del dirigente scolastico e questo valorizza l’autonomia. Il Comitato provinciale si limita a validare quel che il dirigente segnala nella propria autovalutazione dove deve dimostrare la propria capacità di cogliere e valorizzare lo “specifico” della propria scuola attraverso il progetto d’istituto. Quanto gli esperti che visitano la scuola – ha proseguito il presidente – il dirigente indicherà loro non i nomi ma i ruoli degli interlocutori da consultare in quanto formalmente rappresentativi delle varie componenti interne e dei genitori. E anche questo mette al riparo la valutazione dei dirigenti dal loro condizionamento. Previtali ha aggiunto che condividerebbe l’eventuale scelta politica della Provincia di trasformare questi esperti in ispettori per garantire ancor più la loro valutazione autonoma e la loro terzietà.

Riconoscimento economico per la professionalità dei dirigenti: su questo punto il presidente del Comitato di valutazione ha precisato che ai fini di questa integrazione retributiva del 5% non contano tanto i corsi di aggiornamento frequentati ma la capacità di dimostrare come gli apprendimenti acquisiti siano entrati nel progetto d’istituto contribuendo a migliorare i risultati della scuola. Infine Previtali ha risposto a Ferrari che negli ultimi anni l’applicazione di questa metodologia nella valutazione dei dirigenti è stata positiva perché ha ottenuto gli esiti che erano stati prefigurati. Il fatto di misurare ora con le visite degli esperti negli istituti anche il clima interno e di non limitarsi alla documentazione cartacea fornita dal dirigente, è una novità importante da collaudare. I costi della nuova facoltà di medicina, esclusi dai vincoli e dagli obblighi per il contenimento della dell’Università.

Ad illustrare insieme all’assessore Bisesti l’Intesa siglata per quest’anno tra la Provincia e l’Università di Trento sul perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica dell’ateneo, c’erano due funzionarie: Cristina Ioriatti e Roberta Vergani. Bisesti ha sottolineato che dai vincoli e dagli obblighi concordati per il contenimento della spesa da parte dell’Università, sono escluse le spese previste dall’accordo per l’avvio in autunno del nuovo corso di laurea in medicina. Quindi i costi che l’ateneo dovrà necessariamente sostenere per i docenti che si aggiungeranno e per i nuovi spazi immobiliari da occupare.

Ioriatti ha confermato che questa è la sola novità dell’Intesa che per il resto ricalca quella dell’anno scorso e che la Giunta deve necessariamente approvare con delibera entro il 31 maggio. L’unica eccezione consiste nell’esclusione delle spese per il personale e le locazioni di immobili per la nuova facoltà di medicina. Quanto al resto, le spese dell’ateneo che dovrebbero sempre rimanere al di sotto del 70% delle risorse pubbliche messe a disposizione, resteranno al livello di quelle del 2019, quando furono pari al 59,10. E anche i tempi di pagamento continueranno a rimanere entro 28 giorni.

Sollecitato a fornire qualche precisazione dalla consigliera Ferrari, l’assessore ha aggiunto che a sostenere i costi della nuova facoltà di medicina inesorabilmente destinati a crescere nei primi anni a partire da questo sarà l’università. A partire dal quarto anno all’Ateneo subentrerà la Provincia. L’entità della spesa è ancora approssimativa perché solo con l’atto di indirizzo si arriverà a definire cifre precise. Tuttavia, ha concluso Bisesti, in linea di massima il costo si aggirerà sui 5 milioni di euro.



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