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Trento: interrogazione del gruppo PATT sulla “credibilità delle istituzioni”

mercoledì, 17 giugno 2020

Trento - “Ai nostri allevatori servono aiuto e certezze perché il problema della gestione dei grandi carnivori è già grave di suo, senza che si alimentino ulteriori infondate paure e sospetti. Per questo troviamo gravi le affermazioni della consigliera Ambrosi nell’ultima seduta di consiglio provinciale. Parole che trovano similitudine solo con quelle di Fugatti quando, nel corso della scorsa legislatura, sedeva tra i banchi dell’opposizione. Il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, l’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie non raccontano favole o bugie. Sono gestiti da pubblici ufficiali che rappresentano parte garante dei cittadini fin dentro ai procedimenti giudiziari. I cittadini, gli allevatori, i trentini hanno il diritto di potersi fidare. Con questa interrogazione chiediamo il ripristino della verità. La Provincia, il Presidente Fugatti, il partito della Lega al governo del Trentino, smentiscano la consigliera Ambrosi e si assumano la responsabilità di dire alle persone preoccupate come si censiscono ed identificano realmente i Grandi Carnivori in Trentino”, il consigliere provinciale Michele Dallapiccola (nella foto).

Assessore  DallapiccolaDi seguito il testo dell’interrogazione depositata al Consiglio provinciale dal gruppo consiliare PATT

LE ISTITUZIONI SONO ANCORA AFFIDABILI? “LA GIUNTA SMENTISCA CHI DICE IL CONTRARIO”

Nel corso della seduta di Consiglio provinciale dell’11 giugno scorso la Consigliera Ambrosi si è resa responsabile di dichiarazioni che a giudizio degli scriventi contengono falsità di gravità inaudita.

Attraverso una serie di illazioni, avrebbe fatto capire che le certificazioni prodotte dai Servizi Forestali ai fini di eventuali indennizzi per danni da grandi carnivori, possono essere falsificate; viziate, anche dalla parte politica o peggio dall’imperizia di un veterinario che rivestiva pro-tempore il ruolo di assessore.
Le dichiarazioni pubbliche della consigliera inducono a far credere che esista una prassi a causa della quale, chi abbia subito una predazione, debba correre alla ricerca di un non meglio precisato veterinario che con la sua perizia certifichi il più celermente possibile a quale animale appartengano gli esiti di predazione sulle carcasse reperite. In tal senso incorre in un duplice errore: dichiara implicitamente di ignorare completamente come si strutturino protocolli provinciali di identificazione e afferma che la diagnosi può essere di natura ispettiva. E’ notorio che i semplici segni sulle carcasse danno indicazioni eccessivamente aleatorie per poterle riferire con certezza a una precisa specie di predatore, sia esso selvatico che sinantropo.
Con questa affermazione, la Consigliera mette dunque in dubbio la buona fede dei servizi forestali che raccolgono i campioni denigrando al contempo l’operato dell’Istituto Sperimentale delle Tre Venezie. Con test di laboratorio sul DNA, quest’ultimo certifica l’appartenenza di specie precisa fino all’individuazione del soggetto attraverso i reperti presenti sulle carcasse . Sono metodi e relativi risultati che da soli assumono ruolo probante tombale in qualsiasi procedimento giudiziario. Attraverso le sue dichiarazioni in aula la consigliera denuncerebbe un proprio bagaglio nozionistico completamente estraneo alla materia. Eppure, in analogo superficiale errore, si era già lasciato andare anche Fugatti quando rivestiva il ruolo di consigliere d’opposizione. Incautamente aveva dichiarato che i Servizi forestali raccontano favolette proprio rispetto alla provenienza genetica dei lupi che hanno colonizzato il Trentino, specialmente in una prima fase.
Riteniamo estremamente opportuno un formale atto di smentita delle affermazioni della consigliera soprattutto a tutela della credibilità e della professionalità non solo dei Servizi forestali e dell’Istituto Zooprofilattico ma anche dell’intera Provincia Autonoma di Trento.
Una filiera composta da pubblici ufficiali e persone di grandissima responsabilità che tutelano nel pieno ed istituzionale rispetto della legalità quotidianamente i diritti dei cittadini Trentini.

Tutto ciò premesso,

il consiglio interroga la giunta per chiedere

Tutto ciò premesso si interroga la giunta per sapere:
se non intenda opportuno prendere immediatamente le distanze dalle affermazioni della consigliera dissociandosi da illazioni che minerebbero la credibilità delle nostre istituzioni“.
I consiglieri provinciali Michele Dallapiccola, Paola Demagri e Ugo Rossi.



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