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Trento, i sindacati chiedono certezze sulla riapertura delle scuole dell’infanzia

lunedì, 1 giugno 2020

Trento – Sindacati critici sulla riapertura delle scuole dell’infanzia. “Ancora molti nodi da sciogliere su personale e organizzazione. Coinvolgere gli insegnanti subito”. La partita sulla riapertura delle scuole dell’infanzia non è ancora chiusa.

Oggi, in un confronto durato l’intera giornata sulle linee guida e secondo i sindacalisti “l’unica novità emersa, anche se non ancora espressa chiaramente riguarda il rapporto tra insegnanti e bambini che scende a due per 10 piccoli in ogni sezione. Restano però ancora diversi nodi da sciogliere, in particolare sull’organizzazione del personale e sulla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori più deboli, sul piano dell’età, della salute o per carichi familiari importanti. Ci sono le questioni relative alla proroga del personale a tempo determinato e le modalità pedagogiche educative per organizzare un nuovo servizio, che nell’ottica del sindacato di Via Muredei nasce e in questa fase deve restare un servizio sperimentale“.

Nel tentativo di bruciare tutte le tappe il presidente Fugatti e l’assessore Bisesti hanno dimenticato alcuni fondamentali tasselli – ribadisce Cinzia Mazzacca segretaria della Flc del Trentino -. Ad oggi nessuna informazione è stata data alle famiglie su che tipo di servizio sarà offerto e con quale modalità. E ancora più grave nessuno ha coinvolto le insegnanti né le hanno informate su quando operativamente partirà il servizio nella loro scuola e con quali modalità. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo non si possono riaprire le scuole dell’infanzia improvvisando. Per questo fino alla fine, anche se su alcuni punti non siamo in accordo con la giunta, siamo rimasti al tavolo in modo costruttivo”.

E su un punto il sindacato insiste: “Non si aprono le scuole per offrire un servizio di baby parking ai genitori. La scuola dell’infanzia è altro. Siamo pienamente consapevoli della fatica di molte famiglie in questa emergenza a scuole chiuse, ma siamo altrettanto convinti che le scuole vanno riaperte per il bene dei bambini, di tutti e in particolare di quelli che vivono in condizioni di maggiore difficoltà e a cui vanno date risposte adeguate. Per questa ragione non basta un’ordinanza, serve partire dalle insegnanti”. Intanto l’adozione delle linee guida è slittata a mercoledì mattina.



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