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Trentino, il punto della Provincia sugli appalti pubblici

venerdì, 9 ottobre 2020

Trento – Accelerare e sburocratizzare le procedure d’appalto, con il duplice obiettivo di realizzare le opere di cui il territorio abbisogna e di dare nuovo impulso al sistema economico, fortemente provato dall’emergenza Coronavirus: questi gli imperativi che hanno ispirato l’azione della Giunta provinciale in questo difficile 2020 non ancora giunto a conclusione, ma sul quale si possono già iniziare a tirare le prime somme.

Fugatti 1L’incontro, in Provincia, fra il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore agli enti locali Mattia Gottardi, accompagnati dai dirigenti di settore, e i vertici delle categorie economiche, professionali e sindacali, è servito a fare il punto sulla situazione degli appalti pubblici e impostare le azioni future; il tutto immediatamente prima dell’intervento di Fugatti in Consiglio provinciale per relazionare sulle previste destinazioni dei 217 milioni stanziati dal Governo per mancato gettito. Lo sforzo prodotto finora è stato importante, sia sul piano normativo sia per quanto riguarda il contrasto alla crisi economica indotta dalla pandemia. Le opere programmate e finanziate per le quali si sta procedendo con la progettazione o il bando impegnano risorse per complessivi 625 milioni. Il Covid ha imposto uno stop di 4 mesi circa, ma nel 2019 sono state bandite 628 gare per complessivi 145 milioni, e aggiudicate 767 opere per altri 220 milioni, superando quindi il 2018. L’impegno è ora quello di approfittare degli ultimi mesi che ci separano dalla fine del 2020, sia in Giunta che nell’ambito del Tavolo appalti, dando corso agli impegni già assunti per quanto riguarda gli appalti sopra e sotto soglia e senza perdere di vista le grandi opere, di cui pure il Trentino ha bisogno per portare avanti un disegno di modernizzazione ed efficientamento delle sue infrastrutture.

“In questa fase emergenziale – ha detto il presidente Fugatti – la normativa in materia di appalti ha conosciuto diverse correzioni, sia sul piano locale che su quello nazionale. La prima legge, la 2 del 23 marzo scorso, è stata approvata agli albori della pandemia, ed è stata accompagnata da alcune misure di semplificazione. Anche il Governo ha agito in questo senso, a volte anche riprendendo misure che avevamo adottato per primi, altre volte impugnandole. Un secondo intervento importante ha portato alla legge 3 del 13 maggio, mentre a livello nazionale è intervenuto successivamente il decreto semplificazione. Il complesso delle norme approvate ha impresso un’accelerazione delle procedure, ad esempio con il passaggio dell’affidamento diretto dei lavori fino a 150.000 euro, mentre con una delibera ad hoc abbiamo individuato alcuni interventi strategici non ancora avviati, al fine di favorire la loro realizzazione, anche con l’ausilio di facilitatori. Il passaggio successivo dovrebbe essere il ricorso ad un commissario per alcune opere con valenza finanziaria superiore almeno a 5 milioni. al Tavolo degli appalti crediamo di avere dimostrato la nostra intenzione di procedere speditamente nell’utilizzo degli appalti pubblici come leva per il rilancio dell’economia, anche se sappiamo che sempre, nei momenti di difficoltà, si vorrebbe fare di più”.

Nel 2020 il Covid ha imposto uno stop di 3-4 mesi delle gare bandite, anche se in parte l’effetto è stato compensato dal 2019, quando sono state bandite 628 gare e aggiudicate 767. Le opere programmate e finanziate nel 2020 per le quali s sta procedendo con la progettazione o il bando di gara impegnano complessivamente 625 milioni; 461 riguardano opere nei settori stradali, delle ciclabili, ferroviario e così via, approvate in questa legislatura. La Giunta si era inoltre impegnata a realizzare una grande opera all’anno: fra quelle già finanziate, il raddoppio di un tratto della SS47 della Valsugana, il viadotto di Canova, la variante di Pinzolo, il tratto Mori-Passo San Giovanni, la ciclovia del Garda, i lavori alla galleria dei Crozi, il sottopasso di Spini di Gardolo (tutte opere sopra i 10-20/25 milioni). Per quanto riguarda la partecipazione delle imprese trentine alle gare sopra soglia e alla realizzazione di grandi opere, essa si scontra, come noto, con la ridotta dimensione della maggior parte delle imprese.

La scorsa settimana la Giunta ha deliberato sull’elenco unico degli operatori economici. Ciò semplificherà fra l’altro le procedure di controllo delle imprese che partecipano alle gare (una volta fatte tutte le verifiche non si dovrà rifarle qualora la stessa azienda si riproponga per un’altra gara). A livello nazionale è stato inoltre messo uno “stop” alla cosiddetta paura della firma: fra le decisioni assunte, la sospensione della responsabilità erariale del dirigente per colpa grave, mentre è rimasta quella per dolo. Ed ancora, a livello locale, sono state riunite in un unico portale web tutte le informazioni sugli appalti in Trentino.

Fra gli impegni futuri, invece, la stesura del testo unico sugli appalti, già iniziata ma giocoforza scontratasi con l’ affastellamento di norme generato dall’emergenza Covid. Per quanto riguarda i 217 milioni di provenienza governativa, in parte saranno impiegati per opere già individuate ed in parte per interventi che riguardano il mondo sanitario e sociale. “Vogliamo anche dar corpo ad un piano di indebitamento, nel quadro delle regole nazionali, per 100 milioni all’anno – ha aggiunto Fugatti – che porterà a realizzazioni in ambito scolastico e sociale e anche stradale”. Due infine le nuove grandi opere individuate: la circonvallazione di Canazei e quella di Comano, i cui costi andranno ad aggiungersi ai 461 milioni di cui sopra.

A questo quadro si aggiungono le risorse a disposizione dei Comuni, come sottolineato dall’assessore Gottardi, fra cui gli investimenti previsti sul Fondo di riserva e sul Fondo di sviluppo locale. “In media – ha detto Gottardi – il sistema dei Comuni si muove con rapidità, ed i contenziosi si sono fortemente ridotti. In media dal finanziamento alla realizzazione dell’opera trascorre circa un anno”. L’intenzione, anche qui, è di continuare ad investire.

Infine, l’Agenzia delle opere pubbliche, anch’essa fortemente impegnata sul versante appalti. Qui non si sono riscontrati cali significativi, e allo stato attuale si sono appaltate opere per circa il 90% dell’anno scorso. Nel primo semestre del 2021 l’Agenzia licenzierà un nuovo importante pacchetto di appalti.



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