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Sondrio: bilancio della Croce Rossa in deficit, allarme della Cisl

martedì, 24 settembre 2019

Sondrio – In deficit anche i bilanci della Croce Rossa di Sondrio, grave preoccupazione per lavoratori e territorio. Il segretario Cisl Fp Sondrio, Francesco Caiazza e Marco Contessa della segretaria Ust Cisl Sondrio hanno scritto una lettera al prefetto, presidente della Provincia di Sondrio, direzione strategica ASST, direzione strategica ATS, direzione strategica AREU, presidente Conferenza dei sindaci, Lavoratori di APS Sondrio e cittadini della Provincia di Sondrio, evidenziando la situazione.

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” è l’appello denuncia che la Cisl vuole lanciare richiamando l’attenzione delle autorità, delle istituzioni e di tutto il territorio provinciale sulla grave situazione finanziaria in cui versa attualmente la Croce rossa di Sondrio. Da alcuni anni, dal processo di privatizzazione della Croce Rossa Italiana che ha portato a trasformare i comitati locali in associazioni di diritto privato di pubblica utilità, la Cri di Sondrio versa in un totale stato di precarietà economico-finanziario.

L’inadeguato impiego delle risorse e la “fuga massiva” di volontari lasciano appesi ad un filo oltre un centinaio di lavoratori.

Nella missiva viene evidenziato che “Anche il territorio rischia di rimanere scoperto: Croce rossa ha in appalto la quasi totalità delle postazioni di emergenza urgenza presenti in Valtellina e Valchiavenna e, una eventuale interruzione del servizio (svolto in maniera efficiente e professionale sia dai dipendenti che dai volontari), metterebbe a repentaglio la risposta a tutte le richieste di aiuto, di soccorso e di servizi ausiliari e di assistenza dei cittadini (servizio dialisi, servizio dimissioni, trasporti sanitari secondari).

Il fatto che Croce Rossa sia di fatto “monopolista” nell’erogare questo servizio sulla nostra Provincia sinora è stato elemento di garanzia in termini di qualità ma ora rischia di essere un pericolo infatti è a tutti nota la volontà, più volte esplicitata dal presidente di CRI Sondrio, di abbandonare le postazioni meno remunerative tenendosi solo quelle “comode”.

Se così fosse, chi erogherà i servizi mancanti? Che fine faranno lavoratrici, lavoratori e volontari coinvolti? Rischiamo quindi di dover prendere atto di una riduzione delle postazioni di Emergenza Urgenza per colpa della incapacità organizzativa di CRI Sondrio?

La Cisl di Sondrio, unitamente alla categoria interessata, da sempre attenta allo scenario sanitario provinciale, chiede pertanto a tutti i soggetti coinvolti – direttamente o indirettamente – di mettere in atto ogni utile azione per risolvere la situazione attivando da subito un tavolo di confronto sulla questione che analizzi nel merito i problemi e identifichi possibili soluzioni.

In gioco c’è sia il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, che quello della rete di emergenza urgenza della Valtellina e Valchiavenna”.



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