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Scuola, nuovo fronte anti-Governo. I presidi sul ‘piano’ per settembre: “Nessuna indicazione operativa”

mercoledì, 24 giugno 2020

Milano – Lockdown e distanziamento sociale, le scelte distaccate dalla realtà fatte dalle istituzioni sembrano non abbandonare i cittadini. La linea generale molto prudente adottata nel Paese non cessa, e la catastrofe socio-economica che si sta abbattendo non fa cambiare rotta a chi deve prendere le decisioni e ha in mano il futuro dell’Italia, continuando a pensare misure inattuabili nella vita di tutti i giorni in nome di una presunta “sicurezza sanitaria” da garantire, come già capitato nelle ultime settimane.

Il nuovo fronte è quello della scuola: nelle ultime ore è stata diffusa una bozza del Ministero dell’Istruzione di quello che sarebbe definito ‘piano’ per l’anno scolastico 2020/2021 che punterebbe su turni differenziati, estensione del tempo scuola settimanale e attività a distanza, specie per gli studenti più grandi, facendo leva su un ventaglio di strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all’Autonomia scolastica. E poi la mensa su più turni, evitare in ogni modo la vicinanza tra bambini con banchi vuoti, lezioni anche fuori dall’edificio scolastico: tutte azioni contro la natura stessa della scuola, teoriche che si scontrano con la pratica (al pari di molti altri ambiti di cui è stato legiferato nelle ultime settimane) e soprattutto senza indicazioni chiare e definite su ‘come farlo’. Un esempio? Per le lezioni su più turni ci sarebbe la necessità di avere un numero molto superiore di insegnanti ma per questo bisognerebbe arrivare preparati con concorsi serrati nelle prossime settimane.

Immediata la protesta dei dirigenti: “Il piano non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare risorse ulteriori e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale. In generale, è un documento alquanto generico. Ci aspettavamo maggiore concretezza. Afferma cose condivisibili, come quelle sull’autonomia delle scuole, ma poi non dà gli strumenti per realizzarle“, dichiara il presidente nazionale dell’Anp, Antonello Giannelli. La versione definitiva del documento è attesa per domani.



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