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Trentino, mozione del consigliere Cia (Agire): riconoscimento al personale sanitario

domenica, 24 maggio 2020

Trento – Proposta di mozione del consigliere Claudio Cia “Agire per il Trentino” per il riconoscimento al personale sanitario.

Nelle scorse settimane – spiega Claudio Cia, consigliere provinciale di Agire – come riconoscimento per l’impegno profuso giornalmente e in virtù dei rischi affrontati, i quali hanno comportato l’obbligo di modificare pesantemente le proprie abitudini affettivo-relazionali, avevo proposto che la Giunta provinciale stabilisse una valutazione straordinaria da attribuire agli operatori sanitari e socio-assistenziali impegnati con contratto a tempo determinato presso le strutture sanitarie trentine (ospedali, ambulatori, case di cura, residenze per gli anziani) nel corso della gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19, riscattabile in sede di graduatorie e concorsi pubblici banditi all’interno della Provincia Autonoma di Trento”.

Claudio Cia Agire 1“Nel corso dei necessari approfondimenti legati all’iter di deposito della proposta – prosegue Cia - si era evidenziato però come il riconoscimento di titoli (o preferenze o precedenze) al di fuori di quelli connesse ad abilità professionali attinenti con il lavoro da svolgere possa avvenire solamente nei casi previsti dal d.lgs. n. 165 del 2001. Nelle scorse ore, tuttavia, la Regione Veneto pare stia pensando a trovare una forma di ringraziamento formale che rimanga nella storia professionale di chi ha operato in questa emergenza”.

“Prendendo spunto da tale proposta, ritengo che la consegna, da parte della Provincia della Provincia Autonoma di Trento, di un diploma o attestato da integrare nella storia professionale di coloro che hanno prestato servizio nelle strutture sanitarie trentine nel corso dell’emergenza da Coronavirus possa rappresentare un adeguato riconoscimento per chi ha messo a rischio la propria salute, sopportando spesso carichi di lavoro elevatissimi che non hanno consentito un adeguato recupero psico-fisico, al servizio delle vittime del contagio, senza far mai venire meno l’assistenza sanitaria di base”, conclude Claudio Cia.

PROPOSTA DI MOZIONE
Considerato che,
il Disegno di legge n. 55/XVI all’art. 36 prevede l’attribuzione di un riconoscimento economico temporaneo al personale impegnato nel settore sanitario e socio-sanitario nell’emergenza epidemiologica da Covid-19. A questa misura, sicuramente importantissima, si ritiene se ne debbano aggiungere altre che tengano conto, da un lato, delle future esigenze della sanità trentina
(in termini di occupazione presso le strutture dell’APSS e delle APSP, dei dispositivi di protezione individuale, della sanificazione degli ambienti al fine di ridurre infezioni e contagi) dall’altro, del fatto che – nella gestione dell’emergenza – hanno prestato volontariamente la loro opera cittadini che, o lavoravano già all’interno delle nostre strutture a tempo determinato, oppure sono state assunte per far fronte all’emergenza.
Dato che,
la Regione Veneto pare stia pensando a trovare una forma di ringraziamento formale che rimanga nella storia professionale di chi ha operato in questa emergenza. Si ritiene interessante che anche la Provincia Autonoma di Trento valuti la possibilità di rilasciare un diploma oattestato da integrare nella storia professionale di coloro che hanno prestato servizio nelle strutture sanitarie trentine nel corso dell’emergenza da Coronavirus. Ciò rappresenterebbe un adeguato riconoscimento per coloro che hanno messo a rischio la propria salute, sopportando spesso carichi di lavoro elevatissimi (che in molti casi non consentivano un adeguato recupero psico-fisico, con incidenze sul benessere lavorativo e la qualità della prestazione offerta), al servizio delle vittime del contagio, senza far mai venire meno l’assistenza sanitaria di base.
Tutto ciò premesso,
il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale
ad individuare una modalità di riconoscimento formale per il personale sanitario impegnato nelle strutture trentine  nell’emergenza causata dal Coronavirus SARS-Cov-2 che possa essere integrato nella storia professionale di ciascun operatore sanitario o socio-assistenziale.
Consigliere provinciale Claudio Cia



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