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Misure anti-Covid, i sindacati trentini: “I ristori per i pubblici esercizi aperti”

sabato, 31 ottobre 2020

Trento – I segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti si dicono preoccupati per i ristori per i pubblici esercizi aperti: “Sostenere le imprese in difficoltà è un dovere per le istituzioni, lo abbiamo sempre detto. Bene quindi ha fatto il Governo ad approvare un decreto legge stanziando 2,4 miliardi di euro per sostenere le imprese coinvolte nelle chiusure serali dei pubblici esercizi. Ma crediamo che in questo caso la Provincia stia mettendo a forte rischio queste aziende invece di aiutarle perché lo Stato non potrà coprire con i ristori previsti dall’ultimo decreto i ristoratori che in Trentino resteranno aperti. E potrebbe diventare più difficoltoso anche garantire la cassa integrazione ai dipendenti.

Per questo comprendiamo l’amarezza ma anche la grande dignità di molti imprenditori che, con un senso di responsabilità e con grande concretezza, stanno già chiedendo alla Provincia di ritirare l’ordinanza come fatto anche a Bolzano. Lo chiedono perché si accorgono che pur essendo aperti la clientela scarseggia, un po’ per paura del contagio, un po’ perché le famiglie hanno sempre meno disponibilità finanziarie.

Considerato che, come ha confermato l’Azienda Sanitaria, nelle prossime due settimane i contagi da Convid-19 anche in Trentino cresceranno in maniera significativa, è assolutamente necessario adottare tutte le misure per ridurre il contagio fin da subito. E’ quindi indispensabile che ristoranti e bar possano fin da subito accedere ai ristori statali e agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti“.



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