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Valtellina, le prescrizioni del Ministero sulla tangenziale di Tirano

martedì, 23 febbraio 2021

Tirano – “Tangenziale di Tirano, opera necessaria ma che poteva essere realizzata molto meglio. Tra pochi mesi entreranno in funzione le ruspe. L’Anas non ha tenuto conto delle prescrizioni che imponevano modifiche in sede di progetto esecutivo. Verrà realizzata un’opera che comporta notevole danno ambientale, agricolo e paesaggistico e che – oltretutto – comporterebbe problemi di sicurezza e persino costi superiori alle alternative (gallerie) suo tempo previste”, in sintesi l’intervento di Santo Spavetti, professionista che ha seguito passo dopo passo l’elaborazione del progetto e il dibattito sulla tangenziale di Tirano (Sondrio). I dubbi sono stati sollevati anche da alcuni amministratori locali, interessati dal passaggio della tracciato della tangenziale e adesso c’è anche un parere (numero 20/2021) della Commissione Tecnica del Ministero all’Ambiente.

PARERE COMMISSIONE – Il Presidente della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS – del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Massimiliano Atelli, nel parere 40 dell’11 gennaio 2021 scrive: “Sussiste una sostanziale coerenza del Progetto Esecutivo “Asse ferroviario S.S. 38 “dello Stelvio”. Accessibilità Valtellina. Lotto 4: nodo di Tirano. Tratta “A” (svincolo di Bianzone – svincolo la Ganda) e tratta “B” (svincolo la Ganda – Campone in Tirano)” con il progetto definitivo come approvato con la Delibera CIPE n. 29/2018;

E’ verificata l’ottemperanza del progetto esecutivo “Asse ferroviario S.S. 38 “dello Stelvio”. Accessibilità Valtellina. Lotto 4: nodo di Tirano. Tratta “A” (svincolo di Bianzone – svincolo la Ganda) e tratta “B” (svincolo la Ganda – Campone in Tirano)” alle prescrizioni e raccomandazioni contenute nella Delibera CIPE n.29/2018 del 21/03/2018 di approvazione del Progetto Definitivo, come da tabella sopra riportata e con le seguenti condizioni ambientali:

1. Per quanto riguarda le prescrizioni relative alla fase di progettazione (come da punto 3.1 dell’allegato alla Delibera CIPE 29/2018), che risultano non ottemperate o Asse ferroviario S.S. 38 “dello Stelvio”. Accessibilità Valtellina. Lotto 4: nodo di Tirano. Tratta “A” (svincolo di Bianzone – svincolo la Ganda) e tratta “B” (svincolo la Ganda – Campone in Tirano) Verifica di Attuazione Fase 1, ai sensi dell’art. 185, cc. 6 e 7 del D. Lgs. n. 163/2006 parzialmente ottemperate in questa sede, si prescrive che il Proponente trasmetta aggiornamento del progetto esecutivo secondo le prescrizioni di cui sopra prima dell’aggiudicazione dell’appalto.

2. Alla luce degli approfondimenti svolti nel progetto esecutivo, sono emerse alcune perplessità, espresse dallo stesso Proponente, in merito alla possibilità di isterilimento delle sorgenti 12, 13 e 14 e di quelle lungo la valle dei Bui. Il proponente riporta che “Qualora durante lo scavo si dovessero effettivamente riscontrare delle venute idriche importanti di acque di buona qualità queste dovranno essere separate dalle acque di piattaforma e dalle acque a bassa qualità presenti a tergo del rivestimento definitivo e dovranno essere rese disponibili per un eventuale utilizzo all’imbocco della galleria; inoltre, in caso di isterilimento delle sorgenti si dovrà provvedere ad un approvvigionamento idrico alternativo” Si prescrive l’integrazione del Piano di Monitoraggio Ambientale, del Sistema di Gestione Ambientale e dei Capitolati con le indagini ante-operam e preventive al fronte in corso d’opera con la definizione delle misure di intervento, mitigazione e eventuale compensazione da mettere in atto preferibilmente in via precauzionale, preventivamente all’insorgenza dei fenomeni. Tale documentazione dovrà essere inclusa negli elaborati di appalto ed essere trasmessa per la verifica  prima dell’aggiudicazione dell’appalto.

Restano ferme tutte le prescrizioni di cui alla Delibera CIPE n. 29/2018 del 21/03/2018 da ottemperare nelle successive fasi e che saranno oggetto di Verifica di Attuazione Fase 2 e da ottemperare con altri Enti”.

IL TRACCIATO – Il geometra Santo Spavetti ha inviato nel corso degli ultimi anni una serie di osservazioni a enti, istituzioni e ministero sul tracciato della nuova tangenziale di Tirano, proposto soluzioini meno invasive ed evidenziato le prescrizioni indicate dalle autorità competenti. Impatto su ambiente e agricoltura. Il tracciato previsto – sostiene il professionista – comporta danni all’ambiente e al paesaggio; lo dimostrano le prescrizioni sul progetto esecutivo. Il progetto interessa il corridoio primario dell’Adda e l’elemento di secondo livello denominata “fascia boscata del Pedemonte del versante orientale valtellinese tra Tirano e Grosio”. C’è poi la componente relativa all’erosione del terreno agricolo, in particolare di quello destinato a frutteto: 128.700 metri quadrati su cui ovviamente non è ipotizzabile nessun tipo di mitigazione diretta. Il che si tradurrebbe, sulla base della stima eseguita, in 772 tonnellate all’anno di mele (con marchio Igp) in meno”.

IL PROGETTO – La tangenziale di Tirano per il 75 per cento – secondo il professionista Spavetti – “attraversa i frutteti e presenta, sulla base del progetto definitivo, un costo previsto di 145 milioni per una lunghezza di 6,6 km, con un costo al chilometro di 22 milioni che, sommando i due milioni per gli espropri, portano il costo a 24 mil./km. Sulla base del progetto esecutivo (quadro economico novembre 2020) il costo previsto è definito in 187.301.420 milioni, ovvero a 28 mil./km. Pertanto con il tracciato in galleria, da San Bernardo al Campone si avrebbe un forte risparmio. Infine si potrebbero ottenere risparmi, evitando uno scempio ambientale visto il tracciato in rilevato tra Ganda e Dosso con terre armate alte fino a 20 metri. Inoltre il tratto da Ganda al Dosso passa sotto un pendio molto ripido con pericolo di caduta massi e la notevole pericolosità per il gelo del tracciato tra la località San Bernardo e il Dosso ai piedi della montagna, la zona a monte poco soleggiata, è soggetta a gelate improvvise, e nella zona dove è previsto il passaggio della strada rimane il ghiaccio e neve”.



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