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In Valtellina pochi agenti per contrastare il bracconaggio

giovedì, 5 novembre 2020

Sondrio – Poche “guardie” per contrastare il fenomeno del bracconaggio che si sta riproponendo anche in questa stagione in Valtellina e Valchiavenna. La proposte di Legambiente Valchiavenna e Wwf Valtellina sono state avanzate durante la discussione del piano caccia della Provincia di Sondrio.

Secondo le due associazioni ambientaliste c’è carenza di forze tra il corpo delle Guardie provinciali che attualmente dispone di 10 agenti. Invece i cacciatori valtellinesi sono 2296. “Dati alla mano, in provincia di Sondrio, ogni agente dovrebbe potenzialmente coprire 19.352 ettari di territorio, ma di fatto – per carenza di personale in forza – sono molto di più le aree da coprire. E i fenomeni di bracconaggio si susseguono, come quello scoperto a Livigno negli scorsi giorni oppure in Valchiavenna a inizio ottobre”.

In questo periodo il bracconaggio si concentra soprattutto sui cervi. “Attualmente – spiegano gli ambientalisti – il corpo delle Guardie provinciali ha forze limitate, c’è quindi l’urgenza di ridare efficienza e dignità operativa alle guardie”. Legambiente e Wwf hanno avanzato osservazioni alla bozza di Piano faunistico della Provincia di Sondrio e tra le proposte degli ambientalisti figurano nuovi concorsi per assumere guardie e definizione di una convenzione con il Reparto regionale dei Carabinieri, così da rafforzare l’attività di vigilanza in Valtellina e Valchiavenna.



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