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Il binomio Trentino-aeroporto Catullo di Verona verso le Olimpiadi 2026

martedì, 30 giugno 2020

Verona – La partnership con l’aeroporto Catullo – nella cui compagine la Provincia di Trento ha da tempo investito – è ritenuta dalle istituzioni trentine lo scalo ideale da dove partire verso una meta ambiziosa: le Olimpiadi invernali del 2026.

Sta in questo passaggio, sottolineato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti presso l’aeroporto scaligero, il senso di un’operazione che accorcia, per così dire, le distanze accogliendo le migliaia di passeggeri che atterrano a Verona con un benvenuto tutto trentino. “L’obiettivo che ci siamo ripromessi – ha aggiunto l’assessore al turismo, Roberto Failoni – è quello di “raccontare” il nostro territorio, tenendo presente che non c’è solo la pur rilevante componente turistica fra i frequentatori di questo aeroporto, ma anche moltissime persone che viaggiano per affari o per studio e lavoro che contiamo di intercettare con la nostra proposta”.

Fugatti 1Il cammino è lungo, la méta come detto è quella olimpionica. E già si affaccia una prospettiva che va oltre al marketing e tocca il tema delle infrastrutture e dei trasporti, con un ruolo in primo piano per l’opzione ferroviaria. “Progetti ed investimenti – fa sapere il presidente Fugatti - devono avere come prima caratteristica la sostenibilità, tanto finanziaria quanto ambientale. Le premesse ci sono, ma intanto ringraziamo Verona e il Catullo per la sensibilità dimostrata. Non era scontato ma, per fortuna, ha vinto la filosofia che il sindaco Sboarina ha ben sintetizzato: “Più ci promuoviamo, più tutti ne avranno un vantaggio. La gente si muoverà e saprà cogliere le opportunità offerte dai territori”. Se collaboriamo bene – ha concluso Fugatti – sarà a vantaggio anche di tante altre partite importanti che già ciascuno sta vedendo al proprio orizzonte”.



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