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Fiere nel Patto per l’Export, il commento di Laezza (presidente AEFI)

lunedì, 8 giugno 2020

Riva del Garda – Giovanni Laezza, presidente di AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, firma il Patto per l’Export. Le fiere tra i sei pilastri del Made in Italy: un riconoscimento del ruolo strategico del settore fieristico, ma ora si attende dal Governo una data certa per la ripartenza e il sostegno alle Fiere attraverso un fondo strutturale.

Giovanni Laezza presidente AEFILa partecipazione dell’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane alla presentazione e alla firma del Patto per l’Export, rappresenta un riconoscimento del ruolo strategico delle Fiere per la promozione del Made in Italy nel mondo e un ulteriore tassello verso l’inserimento delle Fiere tra i protagonisti della politica industriale del Paese. Ringraziamo il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per aver coinvolto AEFI nella Cabina di Regia per l’Italia Internazionale, ascoltato le nostre istanze includendo le fiere nei sei pilastri del Patto per l’Export. Una sensibilità nuova, dopo diversi anni di disattenzione verso il settore fieristico.

Siamo soddisfatti che il Patto preveda anche iniziative volte al rafforzamento della partecipazione delle PMI alle Fiere internazionali che si svolgono in Italia, attraverso l’ampliamento dell’utilizzo della finanza agevolata per le aziende, oltre alle attività di incoming degli operatori professionali con programmi personalizzati che includano la visita alle fiere, alle campagne promozionali del calendario fieristico italiano, grazie anche al fondo di ICE Agenzia, e al coordinamento degli appuntamenti fieristici nazionali.

Come associazione agevoleremo la collaborazione tra i poli fieristici nazionali – anche attraverso l’organizzazione di “mini-fiere” di settore, di eventi di filiera all’estero per valorizzare i settori in forma integrata, e le possibili sinergie tra settori complementari, come tessile e moda, agroalimentare e turismo – convinti che possano aiutare a compensare il grave danno subito dal blocco delle attività imposto dall’emergenza sanitaria. 

Per poter pianificare e organizzare le diverse attività, le Fiere hanno però bisogno di una data certa di riapertura. Con realismo e con molta onestà intellettuale il 1 settembre le fiere vogliono ripartire. Come ha evidenziato il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, abbiamo superato il periodo più buio di questa crisi: ora il Paese può ripartire, con cautela ma con coraggio. Con la stessa cautela e lo stesso coraggio, le fiere italiane sono pronte a riprendere l’attività e AEFI ha messo a punto e presentato al Governo un protocollo con tutte le linee guida per una ripartenza in totale sicurezza.

Ancora una volta chiediamo al Governo di sostenere il settore con misure dedicate, in virtù del contributo che le fiere possono dare alla ripartenza del Paese. Ogni anno le nostre fiere generano affari per 60 miliardi di euro e danno origine al 50% dell’export delle imprese italiane che vi partecipano, e rappresentano un vero volano per la nostra economia. Se il settore fieristico non riparte, il rischio è anche quello di avvantaggiare i competitor stranieri. 

AEFI ha inoltre elaborato e sottoposto al Governo, ai Ministeri competenti e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, diverse richieste, fra le quali la creazione di un fondo economico, proposta che è stata sostenuta anche dall’azione congiunta dei governatori di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

Confidiamo nell’incontro di oggi tra il ministro Gualtieri e il presidente della Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome Bonaccini – che ringraziamo per essersi fatto portavoce di tutte le istanze del comparto – per arrivare finalmente a una soluzione condivisa sia sul fondo economico sia sul protocollo con le linee guida per una ripartenza in totale sicurezza messo a punto da AEFI. Confidiamo inoltre che venga fissata quanto prima una data certa per la riapertura delle fiere”, il commento del presidente AEFI.



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