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Danni maltempo in provincia di Sondrio: “Territorio da tutelare”

martedì, 6 ottobre 2020

Sondrio – Il clima che cambia, con inversioni termiche violente che causano nubifragi e l’ingrossamento di fiumi e torrenti, con anche la neve che ha imbiancato le montagne di Valtellina e Valchiavenna costringendo le ultime mandrie e greggi a lasciare in fretta gli alpeggi e a tornare in pianura.

Mentre la Lombardia conta i danni del maltempo, anche la provincia di Sondrio si trova a dover fronteggiare un inizio di autunno dove il maltempo ha colpito a macchia di leopardo con manifestazioni violente che – sottolinea Coldiretti Sondrio – hanno provocato smottamenti e reso difficile la circolazione su diverse strade poderali (e non solo) dirette a vigne e frutteti dove sono in corso la vendemmia e la raccolta delle mele.

Per di più, il repentino cambio di rotta del clima ha portato, nel giro di pochi giorni, un passaggio da temperature di piena estate a valori di fine autunno, con il termometro che lo scorso fine settimana è salito letteralmente sulle montagne russe.

Siamo di fronte – continua la Coldiretti provinciale – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che, quest’anno, si è manifestata anche nella nostra provincia con grandinate violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Per questo – conclude il presidente della Coldiretti interprovinciale Silvia Marchesini – è sempre più necessario “tutelare l’agricoltura valtellinese e chiavennasca anche attraverso il riconoscimento del ruolo sociale e di protezione che essa riveste nei confronti della collettività e del territorio: grazie al presidio garantito dalle imprese agricole, la montagna vive ed è presidiata. Ciò è – e sarà – ancor più importante a fronte degli sfasamenti climatici in atto. Insomma, l’agricoltura c’è ed è consapevole della sua funzione multifunzionale: ma è necessario riconoscere questo ruolo, anche sostenendo e incoraggiando il lavoro e l’orientamento delle giovani imprese che decidono di fare agricoltura”.



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