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Cresce la popolazione straniera in Trentino: 48.710 residenti. Tutte le statistiche

giovedì, 27 febbraio 2014

Trento - Rallentamento e stabilizzazione sono le due parole chiave entro le quali inquadrare le presenze straniere in Trentino, nello scenario di una crisi cui gli immigrati e le loro famiglie continuano a essere sovraesposti. Il quadro emerge dal Rapporto sull’Immigrazione in Trentino. Lo studio è stato presentato nella sala conferenze del Dipartimento di Economia a Trento.

PRESENTIRapporto immigrazione Trentino

Hanno preso parte alla presentazione l’assessore provinciale alla Salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, la professoressa Franca Bimbi, docente all’Università di Padova, l’avvocato Alberto Guariso, docente all’Università di Brescia e membro del comitato direttivo dell’associazione di volontariato “Avvocati per niente” e i curatori del Rapporto, il professor Maurizio Ambrosini dell’Università di Milano, il sociologo Paolo Boccagni dell’Università di Trento e la sociologa Serena Piovesan dell’area studi del Cinformi. Ha aperto i lavori l’assessore Donata Borgonovo Re: “Oggi in Trentino guardiamo al tema immigrazione come un fenomeno stabile al quale viene data risposta con un approccio ormai consolidato. In prospettiva, accanto ad una particolare attenzione al tema dei giovani di origine immigrata, è importante individuare forme di maggiore partecipazione dei cittadini di origine straniera alla vita pubblica”.

 I NUMERI

Osservando i dati che emergono dal Rapporto presentato stamane, alla fine del 2012 la popolazione straniera residente in Trentino ammonta a 48.710 persone, secondo le rilevazioni anagrafiche dell’Istat riviste sulla base dei risultati del Censimento 2011. Si tratta di una quota di cittadini stranieri pari al 9,2% della popolazione residente: un valore superiore alla media nazionale (7,4%), ma inferiore a quelli delle regioni vicine, nonché all’incidenza dei residenti stranieri sul comune capoluogo in particolare (11% circa). Rispetto al 2011 si registra un aumento di residenti stranieri del 6,2% (ovvero di quasi 3mila unità in più). Anche nel 2012 la componente femminile è superiore a quella maschile e rappresenta il 53,16% del totale delle presenze degli immigrati in Trentino. Nelle fila dei più giovani gli stranieri sono assai più numerosi, mentre rappresentano ancora una quota molto esigua della popolazione anziana.

Nel 2012 i nuovi ingressi di cittadini non comunitari sono stati 1.766: una quota sensibilmente inferiore a quella del 2011, quando erano entrate in Trentino 2.164 persone da paesi non UE. Il calo del numero di ingressi annuali riguarda sia i nuovi permessi di soggiorno per famiglia (da 853 nel 2011 a 675 nel 2012), sia, in modo ancora più accentuato, quelli per motivi di lavoro (da 312 a 254).
Per quanto riguarda le provenienze delle persone immigrate, i cittadini romeni rimangono di gran lunga il gruppo straniero più numeroso in Trentino (con oltre 9.600 presenze, più del 18% del totale, secondo la contabilità del sistema sanitario provinciale). Tra le persone non comunitarie regolarmente presenti in Trentino prevalgono quelle da Albania, Marocco, Macedonia e Moldova.
Attualmente sono titolari di permessi di soggiorno di lungo periodo sei non-comunitari su dieci soggiornanti in provincia (60,4%), a fronte di una media nazionale che è invece pari al 54,3%.

I PROGETTI

Nel corso del 2012 sono pervenute al Commissariato del governo di Trento circa 400 richieste di ricongiungimento familiare, nella maggior parte dei casi presentate da cittadini pakistani, marocchini e moldavi. Le persone ricongiunte sono state 282, un valore in calo rispetto a quello degli ultimi anni. A questo decremento può avere contribuito anche la crisi nell’erodere le disponibilità economiche e di spazi abitativi che il ricongiungimento familiare presuppone. Il canale del ricongiungimento interessa principalmente il coniuge e/o i figli, mentre solo in misura esigua arrivano in Italia genitori anziani.

Per quanto riguarda un altro indicatore di stabilità, ovvero le acquisizioni di cittadinanza, va detto che nel 2012 il Commissariato del governo di Trento ha registrato il più alto numero di acquisizioni di cittadinanza della storia recente (+38,9% rispetto al 2011), prevalentemente per naturalizzazione. Le acquisizioni per lungo-residenza sono state 447, il 59% del totale. Quelle per matrimonio sono state invece 313 nel 2012. Ad acquisire la cittadinanza italiana per matrimonio sono soprattutto le donne (85,6%). L’acquisto della cittadinanza per naturalizzazione vede invece una prevalenza maschile.

LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE
L’immigrazione, in Trentino, è da tempo caratterizzata da una distribuzione abbastanza omogenea tra le diverse aree del territorio provinciale. La presenza numericamente più elevata di cittadini stranieri si riscontra nel territorio della Valle dell’Adige (quasi 13mila residenti stranieri) e nella comunità della Vallagarina (circa 8.900 persone). In termini di incidenza relativa, invece, è l’ambito della Rotaliana a presentare la quota di stranieri sul totale più elevata (11,5%). Nello specifico caso di Trento, i quartieri nord della città sono caratterizzati da un’incidenza relativa ben più alta della media comunale (22% di residenti stranieri nella circoscrizione di Gardolo).

LE SECONDE GENERAZIONI
I nati stranieri in Trentino sono aumentati da poco più di 600 nel 2004 a quasi 950 nel 2012. Danno ormai conto di quasi un quinto della popolazione dei neonati in Trentino. Il trend di crescita riguarda anche i neonati con un genitore italiano e uno straniero; i figli di coppie miste sono in proporzione più numerosi in Trentino che nella media delle regioni circostanti.

I MATRIMONI MISTI
In provincia di Trento sono stati celebrati, nel corso del 2012, circa 250 matrimoni con almeno uno degli sposi straniero residente in provincia. Gran parte di queste unioni sono state celebrate con rito civile. Prevalgono in netta misura i matrimoni misti tra un coniuge italiano e una coniuge straniera, pari ai due terzi del totale.

L’occupazione dei cittadini immigrati in Trentino
La situazione occupazionale segnala un peggioramento nel 2012, con una diminuzione del numero degli occupati e un aumento dei disoccupati; il tasso di disoccupazione degli stranieri ha raggiunto il 15%. Soprattutto la componente maschile risulta colpita dalla recessione, a causa della perdita di posti di lavoro nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni. Malgrado questi segni di difficoltà, l’occupazione degli immigrati rimane per molti aspetti consolidata.
Sono stati 1.872 gli infortuni sul lavoro occorsi ai lavoratori immigrati nel 2012 in Trentino, in calo rispetto all’anno precedente; più di un quinto di tutti gli infortuni sul lavoro si riferiscono a lavoratori immigrati.
Dal punto di vista delle situazioni di lavoro irregolare, il Trentino conferma un assetto del mercato del lavoro sostanzialmente improntato alla correttezza nell’impiego di manodopera immigrata.
La partecipazione degli stranieri al lavoro autonomo denuncia un contesto di difficoltà, avendo smesso di crescere come in passato. Il numero di immigrati titolari di imprese resta infatti stabile rispetto al 2012 (poco meno di 2.400 al 30 settembre 2013).

CASA
In Trentino, in riferimento al 2012, sono state ammesse 99 domande di alloggio pubblico presentate da comunitari su circa 2.500; tra i non comunitari – che hanno presentato un analogo numero di domande – ne sono state accettate 8.
Per quanto riguarda invece i contributi integrativi del canone d’affitto, le domande ammesse a beneficio corrispondono all’85,2% di quelle espresse da cittadini comunitari e a una quota sensibilmente più bassa – il 70,2% – di quelle provenienti da cittadini non comunitari.

IL QUADRO

I cittadini stranieri e i servizi socio-sanitari in Trentino
A giugno 2013 risultano iscritte al Servizio sanitario provinciale 51.873 persone straniere. La maggior parte proviene da Romania, Albania e Marocco. Sono riconducibili a cittadini stranieri 15 accessi su 100 ai servizi di pronto soccorso, mentre l’incidenza dei ricoveri di pazienti stranieri è nell’ordine dell’8,1%. In Trentino, come nel resto d’Italia, permane una forte sovra-rappresentazione dell’abortività volontaria fra le donne straniere.

La presenza straniera nel sistema scolastico
Sono 9.455 gli studenti stranieri presenti nelle scuole del Trentino nell’anno scolastico 2012/2013, con un’incidenza sul totale pari all’11,5%. L’aumento percentuale rispetto all’anno precedente è stato prossimo allo zero. In più della metà dei casi gli alunni stranieri risultano nati in Italia: l’85% di coloro che frequentano le scuole dell’infanzia, il 65% degli iscritti alla primaria, il 35% degli studenti stranieri della scuole secondaria di primo grado e quasi il 15% di coloro che frequentano un istituto superiore.


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