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Covid-19: in Trentino sarà sperimentata la cura con plasma di guariti

martedì, 5 maggio 2020

Trento – “Il Trentino è ripartito, ma non tutto è finito, occorre rispettare le norme e le prescrizioni per evitare una ripresa del contagio“. Così il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha illustrato la situazione Covid-19 in Trentino che registra nelle ultime 24 ore nove nuovi contagi e tre decessi, tra cui un 37enne. Nel frattempo Trento è pronta a esplorare la cura con plasma di persone guarite per curare i contagiati.

Bordon - Segnana - FugattiNell’incontro quotidiano sull’emergenza coronavirus, alla presenza del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, dell’assessore provinciale alla Salute, Stefania Segnana, il direttore generale di Apss, Paolo Bordon, a moderare il responsabile dell’ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti.

Il Governatore trentino ha posto l’accento sull’ordinanza e la possibilità di fare legna in due persone purché distanziati, mentre sulla trattativa tra Provincia di Trento e il Governo il presidente Fugatti ha rivendicato “l’autonomia del Trentino, con i 430 milioni che servono per far funzionare e garantire i servizi che vengono erogati ai cittadini“.

Invece l’assessore provinciale alla Salute Stefania Segnana ha anticipato un provvedimento con una misura economica che si aggiunge al voucher nazionale che sarà adottato domani dalla Giunta provinciale. Ha ricordato che il tema della gestione dei figli delle famiglie in cui i genitori riprendono a lavorare è fra i più sentiti. Domani è prevista una Giunta straordinaria per definire tutte le misure di supporto, a partire dai buoni di servizio, concordati anche con la Federazione trentina della cooperazione, a cui afferisce un serbatoio di 1000 persone specializzate nei servizi di cura. Il bonus nazionale è di 600 euro, ma la Provincia vuole intervenire con un sostegno aggiuntivo in particolare per quelle famiglie in cui nessun genitore può accedere al part time.

Nell’ultima giornata sono stati registrati in Trentino tre decessi, tra cui un 37enne, da inizio pandemia sono quindi saliti a 426 i trentini morti per Covid-19. I contagiati sono 1.024 in cura a domicilio, 501 in Rsa, 126 ricoverati, e 15  (8 a Trento e 7 a Rovereto)  in Terapia Intensiva. I guariti sono 2572. Tra i contagi si segnalano 9 nuovi casi, 3 secondo la nuova procedura introdotta dal Ministero alla Sanità e  6 secondo la vecchia procedura. I tamponi effettuati sono 823, di cui 602 da parte di Apss e 221 dal Cibio.

Il direttore generale di Apss, Paolo Bordon ha sottolineato nuovamente che fra le 3 persone decedute nelle ultime 24 ore ve ne era una molto giovane, di 37 anni, ma con patologie importanti alle spalle, a cui si era aggiunto il Covid-19.

Nell’ultima settimana è stata effettuata una media di 1304 tamponi al giorno. Un quarto di essi viene utilizzato per verificare le guarigioni (che devono essere certificate da due tamponi). Una quota significativa viene effettuata inoltre in focolai specifici, come le Rsa. Ma una parte consistente, oltre 2000 tamponi alla settimana, viene utilizzata per andare alla ricerca di nuovi casi, in particolare di asintomatici. Il laboratorio di Rovereto ha anche effettuato un migliaio di test sierologici e gli altri ospedali presto seguiranno. Riguardo ai 5 comuni interessati ai test, tra cui Vermiglio, il dottor Bordon ha sottolineato come il Trentino sia la prima realtà in Italia a realizzare un’indagine epidemiologica così importante.

Nelle conclusioni il Governatore trentino ha spiegato che – se il contagio continuerà ad essere nei parametri – dal 18 maggio ci saranno ulteriori aperture di attività e a quel punto sarà la vera ripartenza del Trentino.



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