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Covid-19 di rientro dall’estero, il Governo cerca di correre ai ripari: tamponi per chi torna dalle vacanze

mercoledì, 12 agosto 2020

Brescia – Come successo nelle primissime fasi della pandemia, a un comportamento iper-rigido (per la maggior parte eccessivo e contraddittorio, vedasi la sequenza di presunti-untori dai runner ai giovani della movida) nei confronti degli italiani nel territorio nazionale viene parallelamente applicato un diverso atteggiamento – molto più soft – nei confronti di chi (italiani o stranieri per vacanze o altro) entra dall’estero. Tanto che con la riapertura di maggio/giugno non si è pensato a provvedimenti efficaci per impedire i casi di rientro con Covid-19 in Italia, una volta che la curva post-lockdown si era appiattita nelle varie zone della penisola. Oggi, forse tardivamente, dopo il rialzo (per la maggior parte comunque  asintomatici, i numeri di vittime e ricoverati restano bassi nonostante l’allerta generale di questi giorni) della curva dei contagi proprio dovuta a persone giunte dall’estero, la preoccupazione scattata ha spinto il Governo ad obbligare chi rientra dalle zone europee più colpite a sottoporsi a tamponi e periodo di isolamento.

LOMBARDIA SODDISFATTA

“Una decisione importante: il Governo ha accolto con favore le sollecitazioni e le preoccupazioni della Lombardia e delle Regioni sui nuovi contagi da Covid19, concordando la formulazione di linee guida nazionali, con l’obbligo del tampone entro 48 ore, per chi rientra o arriva in Italia dai Paesi Europei con il maggior numero di contagi in questo momento”.

E’ questo il commento del presidente della Regione Lombardia in merito all’Ordinanza nazionale che stabilisce le regole per chi proviene da Grecia, Spagna, Croazia e Malta, con l’obbligo dell’auto segnalazione alle autorità sanitarie territoriali e la disposizione del tampone conseguente, a meno che non vi sia l’attestazione dell’esito negativo al test molecolare rilasciata nelle 72 ore precedenti l’arrivo in Italia.

Il provvedimento è stato concordato al termine di una riunione straordinaria fra i rappresentanti del Governo e delle Regioni.

“Per i cittadini lombardi che rientrano da questi Paesi – spiega l’assessore al Welfare della Regione Lombardia – mettiamo a disposizione il supporto operativo e informativo necessario attraverso il numero unico 116117, che fornirà i riferimenti delle ATS di competenza per domicilio”.

“Nel periodo precedente l’effettuazione del test ed in attesa del suo esito, ferma restando l’indicazione di informare immediatamente il proprio MMG o operatore sanitario pubblico in caso di insorgenza di sintomi sospetti – aggiunge – è fortemente consigliato ridurre la vita sociale (esempio partecipazione ad eventi collettivi) ed è indispensabile l’utilizzo della mascherina anche all’aperto ed in presenza di conviventi nella propria abitazione”.

La formulazione di un’ordinanza specifica per chi proviene o rientra da questi Paesi si è resa necessaria a fronte dell’evolversi della situazione epidemiologica locale e in considerazione del fatto che, trattandosi di Stati europei inseriti nell’Elenco ‘B’ del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto scorso, non erano previste azioni restrittive o di monitoraggio.

“Regione Lombardia – conclude l’assessore al Welfare – ha affrontato da subito il tema dei cittadini provenienti dall’estero attraverso un protocollo specifico per il settore agricolo che prevede il tampone per i lavoratori stagionali e con il monitoraggio e controllo costante da parte delle ATS per coloro che hanno contatti stretti (ad es. le badanti) con persone anziane e fragili”



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