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Conte visita prefetto e sindaco di Brescia, la Provincia si rammarica. Poi il chiarimento

martedì, 28 aprile 2020

Brescia – “Trovo sia un fatto molto grave che la presenza della Provincia di Brescia nella rappresentanza del Presidente non sia stata ritenuta opportuna in occasione della visita del Premier Conte a Brescia“. Queste le parole di Samuele Alghisi, presidente della Provincia, all’indomani dell’incontro avvenuto in tarda serata a Palazzo Broletto, in presenza del prefetto e del sindaco di Brescia.

alghisi gdvNon solo è mancata la parte istituzionale che rappresenta tutto il territorio bresciano, e non occorre ogni volta ricordare quanto sia vasto e popolato, ma è mancata la possibilità di dare voce ai 205 comuni che la Provincia rappresenta e ai territori che nella periferia hanno pagato il prezzo più alto in termini di vittime e contagi, come ad esempio la bassa bresciana. I Sindaci stanno gestendo da mesi l’emergenza Covid-19 tra mille difficoltà, spesso in autonomia e coordinandosi tra loro. L’Ente che rappresento ha costituito sempre un punto di riferimento per i territori e le istituzioni periferiche, cercando di garantire al meglio i servizi essenziali grazie alla professionalità e disponibilità del proprio personale, assicurando con la Protezione Civile la distribuzione dei DPI, aiutando la costituzione e gestione dei Centri Operativi Comunali, proseguendo nell’operatività a distanza delle gare e degli atti urgenti, nella gestione delle forniture medico sanitarie delle iniziative territoriali, grazie alla gestione delle pratiche di acquisto e doganali della nostra CUC. È un fatto di assoluta gravità, quello che si è registrato ieri a Brescia, che denota una mancanza di rispetto per il territorio bresciano, ma soprattutto indica quale sia la considerazione dell’istituzione Provincia in una fase così delicata della sua vita e in un momento in cui, grazie al Presidente UPI De Pascale, si tenta di ridarle un ruolo e una dignità“.

Il presidente sostiene che sarebbe certamente stato utile poter spiegare a Conte come i territori stanno gestendo l’emergenza e quali sono le criticità relative alla fase due. “La Provincia, avendo un ruolo di coordinamento, partecipando ai vari tavoli istituzionali, avrebbe certamente portato un grande contributo durante il confronto di ieri, ma evidentemente non si è capita l’importanza del nostro lavoro e soprattutto quella dei sindaci, delle cui istanze saremmo stati attenti relatori. E proprio a loro mi rivolgo, dopo aver letto la rassegna stampa odierna: “Cari sindaci, mi spiace di non avervi potuto rappresentare adeguatamente. Siamo però gente abituata a rimboccarsi le maniche e lavorare senza lamentii, lo faremo ancora per le nostre comunità. Il territorio bresciano, sono certo, saprà fare sintesi e ricomporsi anche in autonomia, se necessario. Dopo aver gestito l’emergenza, gestiremo anche la ripresa. La Provincia continuerà comunque a lavorare con voi e per voi“.

IN SERATA IL CHIARIMENTO

In serata ho ricevuto l’apprezzata telefonata dalla Presidenza del Consiglio per un chiarimento rispetto alla mancata presenza della Provincia di Brescia all’incontro di ieri, in Prefettura a Brescia. Il Presidente Conte, tramite il suo Capo di Gabinetto, mi ha fatto sapere di essere dispiaciuto per l’equivoco, creatosi esclusivamente a causa dell’estemporaneità della visita, che non ha avuto il tempo necessario per seguire  i protocolli cerimoniali. Ho chiarito che il mio disappunto non era politico, ma a difesa del ruolo dei sindaci e del nostro territorio, gravemente colpito dall’epidemia. Ho avuto inoltre  la conferma, già testimoniata dal proficuo dialogo in corso tra Governo e UPI, che il premier Conte ha a cuore il futuro delle Province, le quali, come ribadito anche nel corso della telefonata, saranno oggetto di un’importante azione di rilancio“, ha aggiunto il presidente della Provincia di Brescia.



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