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Chirurgia personalizzata dell’anca: a Sondalo il primo intervento in Lombardia

mercoledì, 17 giugno 2020

Sondalo – Per la prima volta in Lombardia l’équipe ortopedica diretta dal dottor Claudio Bonizzoni, direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia, ha eseguito un intervento di sostituzione protesica dell’anca, con accesso anteriore mini invasivo, utilizzando il Sistema di posizionamento ottimizzato, che consente di inserire un impianto basato sul profilo di movimento del paziente. È avvenuto all’Ospedale Morelli di Sondalo: l’intervento su un settantenne con problemi di coxartrosi e di motilità spino-pelvica ha avuto esito completamente positivo. sond“In sala operatoria – spiega il dottor Bonizzoni -, usando le apposite strumentazioni realizzate per il singolo paziente, siamo certi di costruire la nuova anca in modo ottimale per evitare sia lussazioni sia un consumo eccessivo dell’anca, perché ogni paziente si muove in modo diverso e la sostituzione totale dell’anca deve essere ottimizzata tenendo conto di questo dato di fatto. Grazie a questa tecnica, prima dell’intervento possiamo decidere la migliore posizione di impianto delle protesi senza usare un navigatore specifico di sala operatoria”.

Un primato che non rappresenta una novità assoluta per l’Ospedale Morelli dove da nove anni è in uso una tecnica mini invasiva per l’impianto di protesi d’anca, detta “Bikini”, che attrae pazienti da fuori provincia e anche da altre regioni italiane. Questa speciale tecnica, così nominata perché segue la piega inguinale, oltre a garantire un evidente migliore risultato estetico, consente di impiantare la protesi senza dover sezionare, nemmeno parzialmente, alcun muscolo, con il risultato di una veloce ripresa funzionale per la minore presenza di dolore dopo l’operazione. Il paziente può quindi affrontare anche interventi bilaterali, cioè sulle due anche contemporaneamente, riuscendo a camminare il giorno successivo all’operazione e usando le stampelle per sole due settimane. A questa tecnica avanzata oggi se n’è aggiunta un’altra molto vantaggiosa, la Ops, Optimized Positioning System, ovvero Sistema di posizionamento ottimizzato, concepito per identificare e fornire un orientamento personalizzato all’impianto basato sul profilo di deambulazione del paziente. Quest’ultimo viene studiato nella fase di preparazione dell’intervento attraverso una Tac eseguita nelle varie fasi di movimento dell’anca. Le immagini vengono quindi inviate in Inghilterra e analizzate da un software apposito che consente di costruire delle strumentazioni chirurgiche personalizzate, come è avvenuto per il paziente operato questa mattina.

“L’intervento eseguito oggi - conclude il dottor Bonizzoni – è l’ulteriore dimostrazione di come, anche nelle realtà sanitarie periferiche, i pazienti possono trovare soluzioni all’avanguardia per i loro problemi”. L’équipe guidata dal dottor Bonizzoni, milanese, in Valtellina dal 1987, era composta da Luca Briatico Vangosa, medico ortopedico, Jessica Zanovello, specializzanda in Ortopedia della Scuola di specializzazione dell’Università di Pavia, Grazia Oberti, medico anestesista, Valentina Zen, infermiera strumentista, e Valeria Robustelli, infermiera di anestesia.



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