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CGIL CISL UIL preoccupate per la sanità in provincia di Sondrio: “Ripristinare le attività extra-Covid per evitare danni irreparabili”

sabato, 11 luglio 2020

Sondrio – La sanità preoccupa anche i sindacati in provincia di Sondrio che denunciano l’accantonamento massiccio delle attività extra-Covid con conseguenti disagi per i pazienti e l’allungamento ulteriore delle liste d’attesa. Di seguito la lettera delle segreterie territoriali CGIL CISL UIL di Sondrio al Direttore Generale ASST Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito, e al Direttore Generale ATS Della Montagna, Lorella Cecconami: “Il lento ma costante miglioramento, nell’ambito del nostro territorio, dell’emergenza Covid19 ci impone di tornare a mettere all’ordine del giorno le problematiche – vecchie e nuove – che sebbene non direttamente dipendenti dall’emergenza rischiano di complicare ulteriormente la fruibilità delle prestazioni ospedaliere, ambulatoriali e sociali nella provincia di Sondrio.

Se da un lato partecipiamo attivamente al dibattito sul futuro della rete ospedaliera e territoriale, dall’altro le problematiche del presente rischiano di lasciare danni irreparabili.

A nostro avviso è pertanto necessario procedere celermente affinché in tutto il contesto provinciale ripartano le attività chirurgiche, le attività ambulatoriali e diagnostiche e si torni a presidiare il territorio per quanto attiene il contesto socio assistenziale.

Aver sospeso ogni tipo di attività extra Covid19 per così tanto tempo non ha cancellato liste di attesa e problematiche sociali, anzi le ha ulteriormente acuite al punto tale che oggi ASST Valtellina e Alto Lario fatica a erogare attività che non siano urgenti, programmando le non urgenze con tempi inaccettabili per una realtà come la nostra.

Occorre pertanto definire esplicitamente un cronoprogramma dettagliato che definisca le tempistiche necessarie per le singole riattivazioni dei reparti e delle prestazioni ambulatoriali andando, a nostro avviso, a prevedere un potenziamento degli orari di apertura affinché possano essere eseguite il maggior numero di prestazioni possibili.

Siamo consapevoli che le procedure Covid19 rallentano ogni tipo di attività ma la risposta a questo problema non può essere l’allungamento delle liste di attesa – con conseguente aumento dei tassi di fuga – ma deve attuarsi un piano straordinario di intervento. Su questo fronte può e deve giocare un ruolo fondamentale il Presidio di Sondalo, che con le sue professionalità è sempre stato capace di sforzi eccezionali e di grande flessibilità organizzativa.

Da sempre il sindacato confederale sostiene che la riorganizzazione della rete ospedaliera non può essere fatta senza una pianificazione chiara che guarda al futuro e quindi tantomeno le decisioni su questo tema possono essere condizionate dall’emergenza Covid19.

Occorre pertanto che venga quanto prima riattivata la situazione pre-covid19 per tutti i reparti e i servizi, così a Sondalo come in tutta l’ASST, onde ridare ossigeno alle domande di prestazioni che sono giacenti da troppo tempo.

Sondalo, unitamente a tutti gli altri presidi Ospedalieri e non del territorio, deve rappresentare un’opportunità concreta di qualità, che eviti ai nostri concittadini il massiccio ricorso al privato o a realtà fuori provincia che rischia di essere invece l’unica alternativa praticabile.

Come OO.SS. confederali territoriali Vi chiediamo quindi un incontro urgente perché su questi temi possano essere date le necessarie garanzie e ridata la giusta fiducia al sistema sanitario pubblico che si è dimostrato unico baluardo nel momento dell’emergenza e che oggi appare incapace di ripartire“.



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