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Brescia: Enel ridurrà del 70% le emissioni di gas a effetto serra

giovedì, 19 settembre 2019

Brescia – L’Enel ridurrà del 70% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Enel rafforza la sua posizione di leader nella transizione energetica accelerando il suo percorso verso la decarbonizzazione, tagliando drasticamente le sue emissioni rispetto ai livelli del 2017, come certificato dall’SBTi, un’iniziativa globale che valida le strategie di decarbonizzazione aziendali.

Il nuovo impegno, che segue quello delle Nazioni Unite per limitare l’aumento massimo delle temperature di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, segna un significativo passo avanti verso il conseguimento dell’obiettivo di emissioni zero nel 2050.  Nel percorso verso le emissioni zero, entro il 2021 il Gruppo Enel accrescerà la propria capacità rinnovabile di oltre il 25%, riducendo nel contempo la capacità termoelettrica di oltre il 15% dai livelli attuali.

Enel si impegna a ridurre del 70% le proprie emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, rispetto ai valori del 2017, confermandosi quale early adopter dell’obiettivo di riduzione delle emissioni in linea con l’aggiornamento dell’aprile 2019, certificato dalla Science Based Targets initiative (SBTi). Enel si è inoltre impegnata a ridurre del 16% le proprie emissioni indirette associate alla vendita di gas naturale sul mercato retail entro il 2030, rispetto ai dati dell’anno 2017.

SBTi è la più autorevole iniziativa a livello mondiale per sostenere la definizione di obiettivi scientifici che stimolino le imprese a supportare la transizione verso un’economia a emissioni zero.
L’aggiornamento dell’aprile 2019 fa seguito alla pubblicazione a ottobre 2018 del Rapporto Speciale sul Riscaldamento globale di 1,5°C realizzato dal Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (IPCC).

L’impegno di Enel nell’iniziativa SBTi, che rientra nella roadmap del Gruppo verso le emissioni zero entro il 2050, è coerente con le riduzioni di gas serra necessarie a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C.

“Con la riduzione delle nostre emissioni dirette del 70% tramite l’implementazione di questo nuovo target certificato, già venti anni prima rispetto alla scadenza del 2050 ci poniamo sulla giusta strada verso il conseguimento dell’obiettivo di completa decarbonizzazione”, ha commentato Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore Generale di Enel. “Il cambiamento climatico, che è uno dei temi più critici della nostra epoca, rappresenta una grande sfida ma anche un’incredibile opportunità, dato che le rinnovabili contribuiscono in modo significativo alla crescita di Gruppo e la sostenibilità è uno dei motori principali della creazione di valore. La nostra strategia è finalizzata a rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite producendo valore finanziario e contribuendo nel contempo alla creazione di una società a emissioni zero. Quale strumento globale, SBTi prevede un percorso chiaro per le imprese che desiderano creare valore da sostenibilità e decarbonizzazione. L’obiettivo generale dell’iniziativa è far sì che i target su base scientifica diventino una diffusa pratica aziendale e noi di Enel siamo più che pronti ad adottare questo approccio perseguendo i nostri ambiziosi obiettivi”

Il nuovo target certificato di Enel segue l’impegno sottoscritto dall’Amministratore delegato e Direttore generale del Gruppo, Francesco Starace nel luglio 2019, per perseguire l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale a un massimo di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e portare le emissioni a zero entro il 2050, in linea con l’implementazione dell’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) n. 13. L’iniziativa mira a rispondere all’invito lanciato dalle Nazioni Unite in vista del vertice sul clima previsto per il 23 settembre a New York.

Enel è stata una delle prime aziende al mondo ad aderire alla SBTi nel 2015, quando è stato certificato l’obiettivo scientifico di ridurre le emissioni di gas serra per kWh del 25% nel 2020 rispetto al 2007. L’azienda sta facendo notevoli progressi verso il raggiungimento di questo obiettivo e nel 2018 ha ridotto le emissioni di gas serra per kWh del 21% rispetto al 2007 e continuerà su questa strada compiendo importanti investimenti in energie rinnovabili pari a un capex lordo di 11,6 miliardi di euro entro il 2021. Il gruppo, attraverso Enel Green Power, che è ora il più grande player mondiale privato nelle rinnovabili, vanta attualmente oltre 43 GW di capacità rinnovabile gestita a cui ne aggiungerà circa 11,6 GW entro il 2021 (pari a un aumento di oltre il 25%), riducendo nel contempo la capacità termoelettrica di circa 7 GW dagli oltre 46 GW attuali (con una diminuzione di oltre il 15%). L’attuazione di questa strategia aiuterà l’azienda a portare al 62% la quota di energia generata senza emissioni entro il 2021.

Enel contribuisce alla transizione energetica promuovendo un modello di business sostenibile in tutta la sua catena di valore. Attualmente, gestisce la più grande rete privata di distribuzione di energia a livello globale con oltre 2,2 milioni di chilometri e circa 73 milioni di utenti finali, di cui il 60% già digitalizzato. Inoltre, attraverso Enel X, la sua business line globale dedicata alle soluzioni energetiche avanzate, Enel contribuisce in modo proattivo a decarbonizzare settori quali i trasporti, con un importante piano di mobilità elettrica in base al quale prevede di avere 455mila punti di ricarica pubblici e privati per veicoli elettrici installati in tutto il mondo entro il 2021.

La SBTi è il risultato di una partnership fra il Carbon Disclosure Project (CDP), il Global Compact delle Nazioni Unite, il World Resources Institute (WRI) e il World Wide Fund for Nature (WWF) e indica alle aziende un percorso per identificare in che misura e con quanta velocità devono ridurre le proprie emissioni di gas serra con l’obiettivo di ridurre l’aumento delle temperature.

Con l’aggiornamento dell’aprile 2019, la SBTi ora consente alle aziende di fissare obiettivi di riduzione delle emissioni coerenti con l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi del 2018 sui cambiamenti climatici e proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.



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