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Bolzano, la pluralità dei media in Alto Adige e la questione minoranze

sabato, 21 ottobre 2017

Bolzano – La fotografia dei media che operano in Alto Adige è stata tracciata  nel convegno “La pluralità dei media in Alto Adige”, organizzato dal Comitato provinciale per le Comunicazioni, presieduto da Roland Turk, presidente del Comitato. I temi affrontati: pluralismo, minoranze e promozione dei media. E’ stato fotografato  il settore dei media nella provincia di Bolzano e altre regioni.

Il convegno “La pluralità dei media in alto Adige”, organizzato dal Comitato provinciale per le Comunicazioni, è stato aperto dal presidente del Consiglio provinciale, Roberto Bizzo, con poi l’intervento del presidente del Comitato per le Comunicazioni, Roland Turk. Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, è intervenuto illustrando il sistema altoatesino di promozione dei media – RAI, RAS, Südtirol Heute ed emittenti private – senza escludere per il futuro un finanziamento provinciale alla RAI Alto Adige e annunciando una collaborazione con RAI Way, ai fini di una migliore ricezione del segnale.Media Turk Bolzano

Vittorio Longati, direttore della sede RAI di Bolzano, ha sottolineato che non esiste altrove una presenza dell’emittente pubblica forte come in Alto Adige: la disposizione giuridica in base alla quale dei programmi delle minoranze si possono occupare solo appartenenti alle stesse ha dato i suoi frutti. Anche gli spettatori di lingua italiana desiderano una televisione ben ancorata localmente. “Tanto più Sudtirolo nella programmazione, tanto meglio”, ha confermato Markus Perwanger, coordinatore di Rai Südtirol, sottolineando il forte legame dei sudtirolesi con la propria terra ed evidenziando che il budget solitamente destinato all’acquisto di trasmissioni tedesche è stato interamente speso, lo scorso anno, per produzioni locali. Infine, si è augurato una “autonomia dinamica” anche per il Sender Bozen. Georg Plattner, direttore della Radiotelevisione Azienda Speciale RAS, ha ripercorso storia e compiti di un’azienda che con i suoi 1.000 impianti in 120 sedi raggiunge il 99,5% del territorio provinciale, rappresentando inoltre una colonna portante del sistema di trasmissione di dati mobili e della fibra ottica. La RAS trasmette anche la digital radio DAB (dal 2017 sono disattivate le onde ultra corte) e testa i nuovi standard T2 per la TV digitale. Siegfried Giuliani, caporedattore di Südtirol Heute, ha definito il notiziario locale della ORF un completamento dei programmi in onda in provincia, ma anche un ponte tra Tirolo e Alto Adige. In futuro, ha detto, è in programma anche un’edizione sul Trentino. Michel Ebner, editore e presidente della Camera di Commercio di Bolzano, ha individuato nella provincia altoatesina, in rapporto alle altre regioni, un pluralismo mediatico molto sviluppato, che tuttavia è minacciato dal settore online: per questo, la concentrazione dei media non è una questione non più di potere, ma di sopravvivenza. Ebner ha quindi criticato il sistema di promozione dei media della Provincia, che avvantaggia per il 90% il settore pubblico.

La Bayerische Landeszentrale für neue Medien (Centrale bavarese per i nuovi media) sorveglia e promuove l’offerta radiotelevisiva in Baviera, come ha spiegato la referente del settore Europa nella BLM Johanna Fell. Punti centrali dell’attività di promozione sono la qualità e il settore locale. Vincent Augustin, presidente della svizzera Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR, ha riferito dell’attività di quest’ultima, cui si rivolgono persone o aziende che ritengono di non essere state correttamente rappresentate da una trasmissione.

In rappresentanza dell’AGCOM – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è intervenuta Ivana Nasti, che ha affrontato il tema della tutela delle minoranze nei media facendo riferimento al nuovo accordo quadro grazie al quale essa si trasforma da azione di difesa ad attività di promozione delle minoranze, anche con programmi nella loro lingua: un cambio di prospettiva particolarmente importante soprattutto per quelle minoranze che non sono così ben tutelate come quella sudtirolese. Enrica Ferri, Giovanni Marzini e Mario Cabasino, presidenti dei Comitati comunicazioni Aosta, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, hanno riferito della gestione del tema delle minoranze nelle rispettive regioni. Se Aosta, a causa della carenza di giornalisti di madrelingua francese, importa le trasmissioni dalla Francia, in Friuli Venezia Giulia vengono autoprodotte trasmissioni in sloveno – e a breve anche in furlan, mentre la Sardegna promuove trasmissioni in lingua sarda.

Filippo Lucci, coordinatore dei presidenti dei Comitati comunicazioni regionali, ha infine offerto un report dell’attività di quest’ultimi, anche in cifre: per esempio, sono stati 40 i milioni restituiti ai cittadini nell’ambito della conciliazione telefonica. Ha quindi ritenuto i sistemi di rete una via più idonea, rispetto alla concentrazione, a permettere ai media tradizionali di affrontare la concorrenza della rete, e segnalato infine i nuovi compiti che la rete pone ai Comitati: web mobbing, sexting e cybercrime.


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