Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Bolzano, Giorno della Memoria sui luoghi delle deportazioni naziste: presente anche Fugatti

lunedì, 27 gennaio 2020

Bolzano – Dal lager nazista di via Resia, a Bolzano – un campo di smistamento, o durchgangslager – transitarono molti prigionieri poi inviati nei campi di sterminio Oltrebrennero. Ma anche il campo di Bolzano, come noto, fu teatro di violenze e di uccisioni. Per questo, ogni anno, quel luogo è diventato un punto di riferimento imprescindibile per le manifestazioni del Giorno della memoria che si tengono in regione.

fugIl presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, stamani, ha partecipato assieme al presidente altoatesino Arno Kompatscher, al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, e alle rappresentanze delle autorità e associazioni civili e militari, Anpi in testa, alle cerimonie nel capoluogo altoatesino, che oltre al lager di via Resia hanno toccato il monumento di Manlio Longon presso il cimitero maggiore, il cimitero ebraico e quel che resta dei binari di via Pacinotti da dove partirono le tradotte verso i campi di sterminio di Auschwitz, Mauthausen e altri.

“Questi luoghi che conservano la memoria dell’Olocausto sono carichi di significati. – spiega il presidente Fugatti – Hanno certamente un valore generale, perché testimoniano di una violenza che ha colpito milioni di persone, fra cui tanti italiani, ma ne hanno uno particolare anche per noi trentini perché di qui sono passati nostri concittadini, per essere poi deportati nei lager nazisti. Dobbiamo conservare la memoria di tutto questo e trasmetterla alle nuove generazioni. Per questo lo scorso anno ho partecipato al Viaggio della memoria ad Auschwitz, assieme ad un gruppo di studenti trentini. E per questo a febbraio abbiamo invitato a Trento uno degli ultimi testimoni diretti dell’Olocausto, Oleg Mandic, conosciuto anche come ‘l’ultimo bambino di Auschwitz’, che racconterà la sia vicenda alla cittadinanza e agli studenti”.

Il Giorno della memoria è una celebrazione internazionale istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data simbolica per questa celebrazione, scelta dall’Onu, è quella della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Il Trentino ha sempre aderito alla manifestazione e quest’anno, oltre a partecipare alle cerimonie di Bolzano, dove sorgeva un importante campo di smistamento per il quale sono transitati molti prigionieri politici, ebrei, rom e altre vittime dell’Olocausto nazista, ha invitato uno degli ultimi testimoni diretti di Auschwitz. Infatti, su iniziativa delle Associazioni Treno della Memoria e Terra del Fuoco Trentino e con il patrocinio e il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Museo storico del Trentino, giovedì 13 e venerdì 14 febbraio sarà ospite a Trento Oleg Mandic, sopravvissuto ai lager nazisti e conosciuto come “l’ultimo bambino di Auschwitz”. Racconterà la sua straordinaria storia in un momento pubblico nella serata di giovedì 13 nella mattinata del 14 quando incontrerà gli studenti e le studentesse delle scuole trentine.

La cerimonia di oggi a Bolzano, oltre ai discorsi delle autorità, ha visto anche la toccante presenza di alcuni studenti delle scuole di Bolzano, che hanno ricordato sia vicende legate al Durchgangslager di via Resia e più in generale all’Olocausto nazista, sia anche i campi di concentramento dei giorni, nostri, dove le minoranze “sgradite” (etniche, religiose, politiche) vengono rinchiuse e perseguitate.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136