SALO' (Trento) - Domenica 4 ottobre il Golfo di Salò ha ospitato la 61ª edizione della
Trevelica Salodiana, storica veleggiata sociale della
Società Canottieri Garda che quest’anno ha registrato la partecipazione di 24 imbarcazioni da crociera e da regata, suddivise in quattro classi in base alle loro dimensioni.

Tre le prove realizzate grazie a una tipica Fasanella del golfo di Salò che ha soffiato con un'intensità costante di circa 6,5 nodi.
Nella classe da regata la vittoria è andata ad
Andrea Barzaghi su
Yerbacube, che si è aggiudicato anche il trofeo perpetuo
“Italo Rusinenti”, riservato al primo classificato della classe più numerosa.
Secondo posto per l’Ufo22 Ariel di Giovanni Faccin e terzo per C'est Moi di Rocco Fanello.
Nelle categorie riservate alle imbarcazioni da crociera, tra i modelli di lunghezza compresa tra i 7,50 e i 9,50 metri si è imposta Elisir dell'armatore Massimo Goffi, timonata da Andrea Goffi, che ha conquistato anche il trofeo perpetuo intitolato a Franco Berther, il consigliere della Canottieri che negli anni duemila aveva contribuito al rilancio della manifestazione.
Tra le barche di dimensioni inferiori ai 7,50 metri il primo posto è andato a Carmencita di Riccardo Coroneo, mentre nella categoria con lunghezza superiore ai 9,50 metri si è affermata Dimmidisi di Giorgio Raffagli.
“È stata una bellissima giornata di sport che valorizza al meglio l'attività della nostra sezione vela - il commenta Nicola Benedetti, Presidente della Canottieri Garda -. La Trevelica dimostra ancora una volta la capacità della nostra società di fare gruppo e di ritrovarsi condividendo la stessa passione per lo sport, andando oltre il semplice dato agonistico”.
La storia delle Trevelica
Ideata da Italo Rusinenti nel 1964, il consigliere che per primo portò la vela in Canottieri, la Trevelica è stata la prima regata in assoluto organizzata dalla società gardesana. Nelle sue prime edizioni accoglieva fino a un centinaio di imbarcazioni tra derive e scafi da crociera. A decretarne il successo era una formula particolarmente spettacolare che prevedeva anche una prova in notturna, con il golfo illuminato dai potenti fari fotoelettrici allestiti dall’esercito. Con gli anni la gara si è evoluta in una partecipata veleggiata per soci diportisti, conservando intatto il suo fascino e la sua tradizione.