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Vogliamo mandare un messaggio molto chiaro - ha commentato l’assessore
Giovan Battista Bernardi (nella foto), con deleghe al
Parco dell’Adamello e all’Ambiente -.
La tutela del territorio non può restare solo un principio, deve tradursi in azioni concrete e in un sostegno reale a chi quel territorio lo vive e lo mantiene ogni giorno. Riconosciamo il valore di attività fondamentali ma spesso poco visibili, come la gestione dei prati, che non sono solo produzione agricola ma presidio ambientale, cura del paesaggio e contributo diretto alla biodiversità. L’obiettivo è costruire una responsabilità condivisa, in cui chi opera qui si senta parte attiva non solo nella gestione, ma anche nella valorizzazione del Parco. Crediamo che il futuro di questi territori passi da un equilibrio tra attività umane e ambiente, tra economia e tutela. Per questo sosteniamo chi lavora in questa direzione, promuovendo iniziative coerenti con i valori del Parco e capaci di generare ricadute positive per tutta la comunità".
Premio
Prati da sfalcio 2026, giunto all’undicesima edizione, è un appuntamento ormai consolidato che negli anni ha registrato una partecipazione crescente e un interesse diffuso sul territorio. L’iniziativa mette a disposizione un importo complessivo di
12.000 euro e rappresenta un riconoscimento concreto del lavoro svolto da chi, quotidianamente, cura e mantiene i prati da foraggio. Il premio nasce dalla consapevolezza del valore di queste attività.
La
gestione dei prati, infatti, non è solo funzionale alla produzione di foraggio, ma contribuisce in modo determinante alla tutela del paesaggio, al mantenimento degli spazi aperti e alla salvaguardia della biodiversità, con un impegno spesso poco visibile, ma essenziale, che il
Parco intende sostenere e valorizzare. Pur nella consapevolezza che si tratti di un contributo limitato rispetto all’impegno richiesto, il bando vuole essere un segnale di attenzione e vicinanza a chi opera sul territorio, un riconoscimento – anche simbolico – del ruolo svolto da agricoltori, allevatori e proprietari nella cura attiva dell’ambiente montano. Possono partecipare aziende agricole, allevatori – anche amatoriali – e altri proprietari di superfici a prato, con una particolare attenzione alle realtà legate all’allevamento, in quanto espressione diretta della funzione originaria dei prati da foraggio e del legame tra gestione del territorio e attività zootecnica.
La
selezione avverrà attraverso valutazioni tecniche in campo che considerano sia gli aspetti agronomici sia quelli naturalistici, con un’attenzione crescente alla qualità ecologica e alla composizione floristica dei prati. In questo contesto la gestione corretta dei prati contribuisce anche alla conservazione di habitat preziosi per numerose specie, tra cui il Re di quaglie, uccello di interesse conservazionistico che trova proprio nei prati stabili montani uno degli ambienti indispensabili per la propria sopravvivenza. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il
22 maggio 2026