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Il futuro delle Terme, la sfida della comunità di Angolo

In un'assemblea pubblica, il sindaco Cristian Zanelli ha illustrato le prospettive del comparto

ANGOLO TERME (Brescia) - Il futuro delle Terme di Angolo. In un'assemblea pubblica, promossa dall'Amministrazione comunale, è stato fatto il punto sul comparto termale nel paese camuno. Le Terme hanno contribuito a far crescere Angolo, ne hanno segnato la storia e la vocazione turistica, però nel corso degli anni si sono spente.

Il primo cittadino Cristian Zanelli: "Oggi cerchiamo di ridare vita a quel comparto che - per me - è un impegno politico, ma anche morale. Durante l’assemblea abbiamo voluto chiarire anche un punto preciso: nessuno vuole trasformare quell’area in una zona industriale".

Il Piano di Governo del Territorio indica una direzione legata all’acqua e all’imbottigliamento, ed è su questa possibilità che il Comune vuole continuare a lavorare, verificando se esistano le condizioni per renderla concreta. Il percorso - come anticipato nell'assemblea dal sindaco Cristian Zanelli - è complesso: le fonti sono ferme e servono quattro campionamenti nell’arco di dodici mesi, uno per stagione, per verificare se le acque conservino i requisiti richiesti. L’edificio dell’imbottigliamento è inagibile e l’area è interessata da vincoli importanti: la classe di fattibilità geologica 4, il rischio indicato dal PAI e la vicinanza al torrente Dezzo richiedono studi e interventi prima di poter programmare i lavori.
"Questi passaggi che coinvolgono enti e competenze diverse -
aggiunge il sindaco -. Il Comune non può decidere da solo l’esito delle analisi o superare autonomamente i vincoli, ma può tenere aperto il confronto, sollecitare gli enti e lavorare perché ogni passaggio necessario venga affrontato".

PUNTO DELLA SITUAZIONE DALLA NASCITA AD OGGI DELLE TERME DI ANGOLO
Le acque termali hanno contribuito a trasformare Angolo Terme e la sua vocazione turistica. La storia: nel 1916 Giacomo e Stefano Morosini studiano e documentano le proprietà delle acque; nel 1952 nasce la Società delle Acque Termali di Angolo e prende avvio la promozione delle fonti; nel 1953 viene captata la fonte San Silvestro; nel 1962-1973 si sviluppa il Parco delle Terme.
Nel 1963 il Comune assume il nome di Angolo Terme, nel 1973 entra in funzione il nuovo Centro di Cure Termali; nel 1978 viene captata la Fonte Nuova; nel 2000 cessa l'attività di imbottigliamento e nel 2021-2022 chiudono il Centro Cure e l'Hotel Terme.

ASTE GIUDIZIARIE
Il complesso immobiliare termale è proposto all'asta come un unico lotto. Un solo lotto, in procedura del tribunale di Brescia, comprendente hotel, complesso termale e aree pertinenziali: in totale sei corpi di fabbrica. L'asta è stata fissata al 31 dicembre 2026 con prezzo base di 787.894 euro.
La vendita di arredi e attrezzature del centro termale era invece un'asta separata: quella del 25 settembre 2026, base 5.600 euro, si è chiusa senza aggiudicazione.
L'area ex imbottigliamento resta distinta: è stata aggiudicata separatamente a un soggetto privato. Il cuore ricettivo e termale è in vendita come un unico complesso; l'ex imbottigliamento e i beni mobili seguono procedure distinte.

IL PARCHEGGIO DELLE TERME
Un'area strategica dell'accesso al comparto è stata acquisita dal Comune di Angolo a 25mila euro: 8 marzo 2025 il Consiglio comunale ha autorizzato la partecipazione all'asta giudiziaria e l'11 giugno 2025 l'acquisto del parcheggio è stato perfezionato dopo l'asta al tribunale di Brescia.
L'acquisizione riguarda il parcheggio e resta distinta dalle altre proprietà del complesso termale.

AREA DELL'IMBOTTIGLIAMENTO
L'area ha seguito un iter giudiziario diverso e negli scorsi mesi è stata acquisita mediante asta telematica da una società privata. Il Comune mantiene un'interlocuzione con il soggetto aggiudicatario per valutare possibili sinergie. L'aggiudicazione dell'immobile non comporta automaticamente la concessione delle fonti né l'autorizzazione all'imbottigliamento. Prezzo di acquisto: 165mila euro.

I VINCOLI
Il Pgt lega uno specifico ambito produttivo alla funzione di imbottigliamento dell'acqua minerale, prevede il divieto di insediare attività diverse dall'imbottigliamento
In quell'ambito non è prevista una generica destinazione produttiva.
Una modifica della disciplina urbanistica richiede una variante al PGT
La linea dell'Amministrazione - emersa dall'assemblea - è mantenere la destinazione legata all'acqua e tutelare questa possibilità finché sarà concretamente praticabile. Nessuna possibilità ad ora di creare zone industriali o altro.

Per utilizzare un giacimento di acqua minerale serve una concessione, richiede requisiti tecnici ed economici e un programma di utilizzo. Il concessionario delle fonti può essere diverso dal proprietario dell'imbottigliamento o del Centro Cure. Nel confronto con gli enti è stato indicato il percorso di una procedura provinciale
Il Comune non può utilizzare automaticamente le fonti in quanto proprietario o ente pubblico e non può chiederne l'utilizzo in quanto non nei compiti di un ente pubblico. Prima occorre sapere se le acque sono utilizzabili; poi si potrà definire chi potrà ottenerne la concessione.
L'eventuale bando sarà quindi predisposto dalla Provincia, aperto ai soggetti interessati, ma riservato a chi dimostri di poter utilizzare concretamente le acque.

LE SCADENZE
Le concessioni scadono nel 2027: l'utilizzo delle fonti risulta sospeso dalla Provincia per mancato utilizzo e mancato pagamento dei canoni. Le pompe sono ferme e le verifiche sulle acque non vengono svolte dal 2018. Per riavviare il percorso occorre riattivare le pompe e raccogliere quattro campioni nell'arco di 12 mesi.
È previsto un campionamento per ogni stagione: primavera, estate, autunno e inverno In questa fase le operazioni possono essere svolte dal custode delle fonti, individuato nella Provincia di Brescia
I campioni e le analisi saranno trasmessi al Ministero della Salute per verificare se le acque mantengono i requisiti richiesti Solo con esito favorevole si potrà valutare il successivo percorso per la concessione

Una parte dell'area degli impianti di imbottigliamento e del Parco ricade in classe di fattibilità geologica 4, quindi con gravi limitazioni. La componente geologica comunale collega la classificazione alle condizioni di rischio presso il torrente Dezzo. Per gli edifici esistenti sono ammessi interventi quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
La nuova edificazione è esclusa, salvo opere di consolidamento o di sicurezza idrogeologica. Gli interventi devono rispettare anche le eventuali prescrizioni PAI più restrittive. Il vincolo condiziona gli interventi strutturali e rende necessario chiarire quali opere possano ridurre il rischio.
Il vincolo PAI 4 è quindi il principale ostacolo tecnico alla trasformazione dell'area industriale. L'edificio è stato dichiarato inagibile; per renderlo agibile servono interventi strutturali. Secondo quanto riferito da UTR, con la classificazione attuale non risultano praticabili gli interventi richiesti per demolire e ricostruire e nemmeno per rendere agibile.
È necessario valutare con un tecnico qualificato gli interventi a monte e la possibile riduzione del rischio da PAI 4 a PAI 3. L'immobile è a meno di 10 metri dal fiume: un'eventuale nuova costruzione dovrebbe confrontarsi anche con la fascia di rispetto. Il livello 3 del PAI permetterebbe demolizione e ricostruzione senza interrati.

LE COMPETENZE
Le decisioni tecniche e autorizzative non spettano al Comune; l'Amministrazione di Angolo Terme sta lavorando per accelerare il percorso e tenere attivi i confronti. Provincia: custodia delle fonti e organizzazione del percorso per pompe e campionamenti; enti competenti: Valutazione delle analisi, del rischio idrogeologico e degli interventi necessari; Comune: non può decidere l'esito delle analisi, modificare autonomamente i vincoli o autorizzare da solo la riattivazione.
L'impegno dell'Amministrazione: sollecitare gli enti, coordinare le interlocuzioni e promuovere i passaggi necessari per ridurre i tempi.
Le decisioni spettano agli enti competenti; il Comune sta lavorando perché le verifiche e i confronti necessari procedano il più rapidamente possibile.

"Il comparto termale è composto da aree e strutture diverse, con proprietà, vincoli e percorsi distinti - conclude il sindaco Cristian Zanelli - Nell'assemblea abbiamo ricostruito lo stato delle aste e delle principali aree del comparto. Sappiamo che fonti, imbottigliamento e strutture termali richiedono verifiche e percorsi differenti, il Comune sta lavorando con gli enti, le proprietà e gli operatori interessati per valutare possibili prospettive, però restano da definire la fattibilità dei diversi interventi, i costi, le risorse a disposizione, i tempi e i soggetti attuatori. Se alcune ipotesi non saranno praticabili, occorrerà valutare con gli enti e le proprietà quali alternative siano possibili. Sono una sfida che riguarda tutta la comunità".
Ultimo aggiornamento: 12/10/2026 00:04

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