-

Rosmini e Manzoni, una mostra nel bicentenario del loro primo incontro a Milano

Allestita negli spazio di Palazzo Rosmini al Frassem di Rovereto

ROVERETO (Trento) - Rosmini e Manzoni, una mostra nel bicentenario del loro primo incontro a Milano. Nemmeno in occasione della grande, solenne cerimonia di beatificazione, che si è svolta nel novembre del 2007, il volto di Antonio Rosmini immortalato da Francesco Hayez era approdato a Rovereto, la città che gli ha dato i natali.
Un ritratto, il più conosciuto dell'abate filosofo roveretano, che esiste grazie all'amicizia con Alessandro Manzoni: il celebre olio su tela del 1853 fu infatti commissionato dal conte Stefano Stampa, figliastro dell’autore dei Promessi sposi, che poi lo donò all'Accademia di Brera, dopo che qualche anno prima aveva commissionato ad Hayez anche il ritratto di Manzoni, del quale in mostra è presente la seconda versione che realizzò su richiesta di Brera nel 1874, a seguito del grande successo del primo ritratto al Gran Lombardo.

A duecento anni dal loro incontro a Milano, quindi, Rosmini e Manzoni si ritrovano nel cuore di quella che è diventata la Città della pace, a Palazzo Rosmini al Frassem.

La mostra «Dell'amicizia. Rosmini e Manzoni» è promossa dalla Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto per la cura di Roberta Bonazza con il supporto scientifico di Casa natale di Antonio Rosmini (Rovereto), Centro internazionale di studi rosminiani (Stresa), Casa del Manzoni (Milano) e Centro nazionale di studi manzoniani (Milano). La mostra è aperta alla visita fino al 10 gennaio 2027 dal giovedì alla domenica dalle 9 alle 20 con ingresso libero. Tutti i giovedì sono disponibili visite guidate per scuole, gruppi e associazioni, per le quali è richiesta la prenotazione (da effettuare sul sito della Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto).

Per un bicentenario così importante, dopo diverse iniziative di memoria e di studio ecco quindi una mostra in cui i due amici sono presenti, coi loro volti e con quelli delle tante persone che hanno dato fisionomia alla loro amicizia feconda. Attraverso una selezione di dipinti, di scultore e di opere letterarie, esposte nelle sei stanze nobili del settecentesco palazzo Rosmini al Frassem, si genera un sistema di implicite relazioni, un intreccio di evidenze e di sottotesti nel quale emergono figure e storie rimaste in ombra, e altre celebrate in massima luce.

L’abate filosofo Rosmini si stabilisce a Milano nel 1826, dopo un precedente soggiorno, ospite del cugino Carlo De Rosmini, autore dell’opera Dell'Istoria de Milano, scoprendo una città aperta al rinnovamento e viva nel dibattito culturale. Rosmini ha bisogno di un centro culturale e politico di primaria importanza dove affinare gli studi e i contatti. La biblioteca Ambrosiana sarà per lui luogo di letture e di ricerche. L'impressione che Rosmini ebbe della città di Milano fu ottima, come testimonia in una lettera: “I Milanesi hanno un carattere eccellente, nella serietà lombarda c’è una forza di tempera che dà solidità alla stessa cortesia ed alla affabilità […] La carità e liberalità de' Signori è immensa. Qui si fa tosto a edificare Chiese, Spedali, Luoghi pii, ed ogni ottima cosa, purché si voglia”. È grazie all'amicizia con Niccolò Tommaseo, conosciuto all'università di Padova, che Antonio Rosmini incontra Alessandro Manzoni, con il quale stabilisce un’amicizia profonda nutrita da un equilibrio tra fede e pensiero, annoverata fra i rapporti intellettuali più importanti del XIX secolo. Basti dire che Manzoni ebbe a definire Rosmini “una delle intelligenze che più onorano l’umanità”.

Niccolò Tommaseo, presente in mostra con un ritratto di Vincenzo Giacomelli restaurato per l'occasione e prestato dalla Biblioteca Centrale di Firenze, ebbe anche con Manzoni un rapporto di proficua e complessa amicizia attraverso le frequentazioni milanesi, tra 1824 e il 1827, poi mediate da un costante scambio epistolare. Verranno pubblicati postumi i Colloqui con Manzoni. La mostra è promossa dalla Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto che prosegue nell’impegno culturale che si è assunta, di valorizzare gli spazi di Palazzo Rosmini al Frassem, splendido edificio storico tornato a nuova vita e frammento rilevante della storia della città, fatto costruire dallo zio di Rosmini Nicolò Francesco proprio di fronte alla casa natale del filosofo. Il percorso espositivo accosta ai due celeberrimi ritratti di Manzoni e Rosmini altri due dipinti di Hayez, insieme a una serie di opere capaci di raccontare quel momento storico, partendo dalla loro storia d'amicizia e, sullo sfondo, quella d'Italia.
Un'epoca che ha conosciuto rivoluzioni di ogni genere, nel corso della quale Rosmini e Manzoni hanno saputo esprimere un alto ingegno e una partecipazione viva alle vicende risorgimentali dell'unità d'Italia.

Un viaggio visivo attraverso i volti dei protagonisti e di altre figure fondamentali, anche se meno note, nell’affermazione del valore dell’amicizia. «Quella che si propone al visitatore è un’immagine dell’amicizia basata sulle differenze -spiega la curatrice Roberta Bonazza- un punto d’arrivo dal quale è possibile ripartire, consapevoli di favorire una riflessione che affiora dal dialogo, mai esaurito, con i temi dell’umano. In una società avanzata in quanto a tecnica, tornare sui passi della straordinaria relazione tra Rosmini e Manzoni significa tornare ad attraversare le porte aperte sull’altro che i due amici hanno varcato e rinverdire il senso dell’esperienza dell’amicizia. Quando si incontrano lo scrittore milanese ha quarantun anni e Rosmini ventinove, e le loro vite, fino a quel momento, hanno seguito traiettorie diverse. Quello che li accomuna è il desiderio di crescere in virtù.» Nel corso della lunga amicizia non sono mancati i momenti difficili, condivisi a distanza e spesso attraverso una silenziosa comprensione. Un sodalizio mai autoreferenziale, nutrito da affinità elettive e dal conforto dei reciproci amici, sempre presenti.

I volti degli amici si incontrano in mostra, immortalati nei ritratti dell'epoca. A proposito di amicizia non manca l'intenso ritratto della contessa Clara Maffei dipinta da Francesco Hayez nel 1845. Grande amica di Manzoni la nobildonna dall'animo gentile è inserita in mostra nella stanza dedicata al contesto storico che fa da sfondo al sodalizio tra Rosmini e Manzoni: il Risorgimento. Durante le Cinque giornate di Milano, dal 18 al 22 marzo del 1848, il famoso salotto da letterario si trasforma in politico. I ventagli rimangono appoggiati al tavolino insieme agli spartiti musicali e alle rime poetiche. Promotrice delle idee patriottiche, la contessa Clara Maffei apre il salotto ai feriti, cuce le bende e dà assistenza. Con lei altre donne di tutti i ceti sociali sono protagoniste della rivolta. La mostra è aperta alla visita fino a gennaio del 2027, duecentesimo anniversario della pubblicazione de «I promessi sposi»: ecco allora esposte anche le due prime edizioni del famosissimo romanzo, forse il più celebre della letteratura italiana: quella del 1827, la Ventisettana, dell'editore Vincenzo Ferrario, e quella definitiva del 1840, la Quarantana, pubblicata a dispense dalla tipografia di Vincenzo Guglielmini e Giuseppe Redaelli. Una copia dell'edizione del 1840 sarà donata dal Manzoni all'amico Antonio Rosmini con la dedica «Non perché Rosmini mi rilegga, né mi legga, ma perché, vedendomi tra i suoi libri, si rammenti qualche volta dell'autore».

La prima stanza è dedicata alla particolare relazione tra le città di Rovereto e di Milano agli inizi dell’Ottocento. Insieme ad alcune vedute di paesaggio (Giovanni Migliara) sono esposti i ritratti di Antonio Rosmini (1853) e di Alessandro Manzoni (copia del 1874) di Francesco Hayez con un autoritratto giovanile dello stesso pittore prestito del museo Civico di Lodi. Una stanza di profonda indagine psicologica dei protagonisti. La seconda e la terza stanza portano a Milano: sono esposti i ritratti degli amici che frequentavano la casa del Manzoni, con un innesto relativo al salotto di Clara Maffei a Milano, dove a partire dal 1834 si incontrano scrittori, poeti, pittori e musicisti.

Tra questi, Francesco Hayez, Giuseppe Verdi, e lo stesso Alessandro Manzoni, tutti animati da un fervente patriottismo. La scelta dei ritratti ha privilegiato gli amici che hanno saputo farsi ponte affinché il pensiero di Rosmini e di Manzoni continuasse a scorrere. Ci sono Giacomo Mellerio, Niccolò Tommaseo, Tommaso Grossi e gli stessi Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni. Nella quarta stanza un allestimento immersivo restituisce il senso più ampio della storia di un’amicizia attraverso i luoghi significativi, una sorta di cartografia capace di far intuire le loro personalità. Lo studio a Casa Manzoni a Milano luogo del primo incontro, le frequenti passeggiate sul Lago Maggiore, le conversazioni nel giardino di Villa Bolongaro a Stresa sono la dimostrazione della solidità e continuità del loro rapporto di amicizia. Nella quinta stanza il contesto storico di fondo: con Giuseppe Garibaldi a cavallo di Eugenio Prati, due sculture dell’incontro di Teano di Andrea Malfatti; e Clara Maffei nel ritratto realizzato da Francesco Hayez per ricordare il suo ruolo attivo delle nelle Cinque giornate di Milano, quando il salotto ospitò i feriti delle barricate. Nella sesta stanza, a chiudere il percorso, l’epilogo della vita di Rosmini, la sua scomparsa e la vicinanza, fino alla fine, dell’amico Manzoni. Sono esposti per la prima volta la riproduzione della maschera funebre di Rosmini (in marmo) concessa in prestito dalla biblioteca Tartarotti di Rovereto e un busto in gesso di Manzoni (Centro Internazionale di Studi Rosminiani, Stresa) vicino al capolavoro letterario che Manzoni ci lascia in eredità: «I promessi sposi»

FIno al 10 gennaio 2027 Rovereto, Palazzo Rosmini al Frassem Mostra promossa da Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto A cura di Roberta Bonazza Con il supporto scientifico di Casa natale di Antonio Rosmini, Rovereto; Centro internazionale di studi rosminiani, Stresa; Casa del Manzoni, Milano; Centro nazionale di studi manzoniani, Milano. Con il patrocinio di Comune di Rovereto, Accademia roveretana degli Agiati, Rovereto, Sala manzoniana, Lesa
Ultimo aggiornamento: 12/10/2026 00:08

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE