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Ricerche e scoperte di nuovi siti rupestri al Valcamonica Symposium

domenica, 31 ottobre 2021

Capo di Ponte – Esperti a livello internazionale stanno partecipando al Valcamonica Symposium, giunto alla XXVIII edizione e organizzato dal Centro Camuno di Studi Preistorici a Capo di Ponte (Brescia). Le sessioni si svolgono sia in presenza che online ed ha visto interventi di studiosi e ricercatori di 24 Paesi.

LE PRESENZE – Durante il Symposium – che ha visto la presenza tra gli altri di Roberta Alberotanza, Federico Troletti e Sergio Bonomelli – è stato tracciato un quadro sui siti di arte rupestre a livello mondiale, le riflessioni sui metodi di ricerca, musei e divulgazione dell’arte rupestre anche alla luce delle nuove esigenze di fruizione che si sono prodotte. Studiosi, ricercatori, docenti e studenti, ma anche i cittadini hanno così potuto accedere a informazioni, documentari e video, interviste e seminari inerenti a tematiche legate all’arte rupestre e più in generale alle origini dell’espressività artistica, con possibilità di interfacciarsi con i ricercatori del CCSP (Centro Camuno di Studi Preistorici). Inoltre sono presentati alcuni siti rupestri egiziani, nuove ed importanti scoperte in Israele e nella penisola Arabica, siti rupestri brasiliani ed europei. L’obiettivo è avviare una nuova fase di confronto tra studiosi ed appassionati di arte rupestre.

Dopo gli anni straordinari della scoperta dell’arte rupestre della Valle Camonica, che hanno aperto la strada al riconoscimento, nel 1979, come primo sito Unesco italiano e primo di arte rupestre nel mondo, ora la Valle Camonica punta a un salto di qualità nella ricerca e nella conoscenza dell’arte rupestre.

Durante le sessioni del “XXVIII Valcamonica Symposium, Rock-Art, a Human Heritage” è stato riallacciato il dialogo tra i ricercatori, solo temporaneamente sospeso per la pandemia, alternando conferenze a tavoli di lavoro, seminari tematici, proiezioni di documentari inediti e presentazioni di siti rupestri. Dal 1968 i convegni sono stati un appuntamento fisso nel panorama scientifico internazionale, che hanno contribuito a fare della Vallecamonica un punto di riferimento. Il confronto è sui temi quali arte rupestre e museologia, arte rupestre e nuovi orizzonti della ricerca, arte preistorica e religioni, arte rupestre: vecchio e nuovo mondo, convergenze e divergenze, arte preistorica e tribale, arte preistorica e mito, sono state tramandate nel corso degli anni nell’ambito degli incontri internazionali che il Centro Camuno di Studi Preistorici propone.

IL MESSAGGIO – Ecco l’intervento di Emmanuel Anati, presidente fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici e presidente onorario del Valcamonica Symposium 2021: “È bello ritrovarci, anche se solo sullo schermo del computer! Un grazie di cuore e congratulazioni al team degli organizzatori. Da quando s’inaugurò il primo simposio, nel 1968, i tempi sono cambiati. I padri della ricerca preistorica che hanno frequentato i primi simposi, Paolo Graziosi, André Leroi Gourhan, Antonio Beltran ed altri, non sono più tra noi; la loro memoria, i loro insegnamenti, continuano ad ispirarci. Erano innovatori di metodi e di concetti, li ricordiamo con affetto.
Già i primi simposi hanno dato alla Valcamonica il ruolo di leader mondiale nel settore dell’arte rupestre e ci auguriamo che tale privilegio e tale responsabilità sia conservata e incentivata dalle nuove generazioni. Le finalità sono le stesse ma l’atmosfera è cambiata. Venivamo per riunirci, per pensare, parlare, vivere insieme le emozioni dell’incontro e della comunicazione, oltre che con le parole, anche guardandoci negli occhi, arricchendoci reciprocamente nel dialogo, nell’informale scambio d’idee. Oggi molti di noi sono ridotti ad immagini sullo schermo e alle parole che giungono via internet. Il virus Corona ha modificato i contatti umani e non sappiamo se, una volta superata la pandemia, questi potranno mai tornare come erano.
Resta vivo lo spirito, la passione per la ricerca, e quella di mantenere collaborazioni e amicizie: comunicare, si comunicare per ricevere e per dare. Il mondo è divenuto più piccolo se possiamo dialogare tra di noi a distanza di migliaia di kilometri. Ma nulla può sostituire il calore umano dell’incontro diretto. Restiamo tuttavia uniti nell’impegno per una ricerca favolosa, quella della riscoperta del passato, di una moltitudine di culture e di individui: tutti uguali ma ognuno diverso dall’altro.
Questo simposio è un ulteriore traguardo per il Centro Camuno. Ricordo che, quando fondammo il Centro nel 1964, amici e colleghi pensavano che fosse un’avventura senza futuro, che non potesse sopravvivere. Fu la Valcamonica a farlo nascere, contro il parere di enti ed autorità superiori. Ricordiamo l’impegno e il coraggio dell’allora sindaco di Capo di Ponte Giovanni Battista Belotti e dell’allora presidente della Comunità Montana, Giacomo Mazzoli. Il Centro Camuno di Studi Preistorici è nato con grandi timori ma con risolutezza. Con grande timore organizzammo poi il primo simposio, nel 1968: non pensavamo che ne sarebbero seguiti altri e oggi siamo al ventottesimo; e il Centro vive ormai da oltre mezzo secolo.
La Valcamonica ha promosso e ospitato questa avventura scientifica e culturale. Nel corso degli anni vi furono momenti di entusiasmo e momenti di reticenze e incertezze. Tuttavia la Valcamonica si è guadagnata il ruolo di capitale mondiale dell’arte rupestre, scoprendo la sua vera vocazione: quella di valorizzare ciò che la rende unica. Grazie all’arte rupestre, la Valcamonica sta ritrovando se stessa e sta facendosi svelare dal mondo intero. Qui è nata la disciplina dello studio scientifico dell’arte rupestre, è nato un centro di ricerca e di cultura e un’importante fonte di nuove dimensioni per la conoscenza dell’arte e della storia. Occorre mantenere questo ruolo, da parte del Centro Camuno e della Valcamonica, con fiducia, tenacia ed anche con la volontà e l’impegno di sempre garantire alte la qualità e l’immagine, senza le quali questa impresa non sarebbe sopravvissuta fino ad oggi.
L’arte rupestre è una scrittura prima della scrittura. È l’espressione dei pensieri, delle vicissitudini, delle preoccupazioni che l’hanno prodotta. Sulle rocce della Valcamonica sono scritti 10,000 anni della storia d’Europa: eccezionale documentazione ancora in gran parte da decifrare. Ben vengano simposi e ricercatori. Le rocce della Valcamonica contengono il maggiore archivio mondiale di storia della civiltà europea. Un fatto straordinario non sempre compreso. Una grande sorgente di educazione e di cultura. Ma la ricerca va oltre. La Valcamonica è anche sede di ricerche su arte rupestre di altre parti del mondo, che raccontano 50,000 anni di avventure dell’umanità. Non meno importante, è anche luogo d’incontro, come avviene con il presente simposio, per ricercatori di ogni continente.
La ricerca archeologica su l’arte rupestre sta cambiando. Rilevare, descrivere, datare l’arte rupestre ha portato a conoscerla. Grazie a questo impegnativo lavoro, oggi si entra in una nuova epoca della ricerca, per giungere, tramite l’arte rupestre, al pensiero, agli intenti, ai dilemmi, ai messaggi, alla mente e alle azioni di chi l’ha prodotta. L’arte rupestre diventa la materia prima per conoscere la storia di epoche finora ritenute preistoriche. Storie di individui e storie di culture. Occorre leggere, ovvero decifrare l’arte rupestre, questo è il target e la sfida della nuova archeologia. Dal conoscere occorre passare al capire, non solo la logica e le congetture del ricercatore odierno, ma anche la logica e le congetture di chi ha prodotto l’arte rupestre. L’arte rupestre è un grande libro di storia, è il medium che i suoi autori ci hanno lasciato e che dobbiamo imparare a decifrare.
Cari amici, care amiche, siamo uniti nella grande fortuna di questa comune passione per la ricerca su l’arte rupestre, un mondo meraviglioso da riscoprire: i pensieri, le vicende, le avventure di ieri che sono alle sorgenti dell’oggi. Capire il passato è la radice per capire noi stessi. Stiamo creando le basi di una nuova storia dell’umanità. E non sono liste dei nomi di re o di condottieri e delle loro vittorie, non sono brani di storia scritti dagli scrivani di corte o di regime, sono le espressioni dei diretti protagonisti. La nuova archeologia ha ancora molta strada da compiere e insieme abbiamo davanti a noi un lungo cammino. Rivolgiamo molti auguri ai compagni di viaggio.
E intanto, a tutti voi, anche l’augurio che questo simposio sia fonte d’ispirazione e di creatività, di collaborazione e di amicizia”.

ULTIMA GIORNATA – Oggi – domenica 31 ottobre – ultimo giorno del Congresso il programma prevede il ritrovo alle 9 alla cittadella della Cultura di Capo di Ponte e il programma è così articolato:

Arte rupestrice e statue stele in Valcamonica e nelle Alpi (Coordinatori: Angelo Fossati, Silvia Sandrone)
Ore 9:10 Cristina Longhi, Serena Solano : Con i piedi per terra e le mani sulle rocce. Un contesto archeologico per l’arte rupestre della Valcamonica
9:30 Raffaella Poggiani Keller, Paolo Rondini : I culti delle pietre: un aggiornamento sui santuari megalitici della Valle Camonica
9:50 Stefania Casini, Angelo E. Fossati : Novità e rivisitazioni nelle statue-stele della Valtellina
10:10 Annaluisa Pedrotti, Chistè P. : Le statue stele del Trentino Alto Adige: lo stato degli studi
10:30 Discussione
10:40 Rottura
10:50 Gianfranco Zidda : Lavori in corso: il completamento dell’area megalitica di Aosta e la presentazione delle stele antropomorfe nella grande sala loro dedicata
11:10 Manuel Mottet : Nouvelles découvertes de dolmens et de stèles gravées à Sion (Vallese-Suisse)
11:30 Angelo Ghiretti, Marta Colombo : Il Museo delle Statue Stele Lunigianesi: il nuovo allestimento e gli ultimi rinvenimenti
11:50 Jane Begin : Choix et contraintes géologiques et morphologiques dans la costruzione di un sito a gravures. Exemple de l’ensemble rupestre du mon Bégo
12:10 Discussione
12:30 Andrea Arcà, Angelo Eugenio Fossati, Francesco Rubat Borel : Pitture rupestri nelle valli dell’Ossola: novità e confronti alla luce degli ultimi studi
12:50 Silvana Gavaldo, Cristina Gastaldi, Paolo Medici : Dare ordine al caos: il caso di studio della roccia 26-27
13:10 Angelo E. Fossati: Le figure di elmi e scudi nell’arte rupestre di Paspardo
13:30 Discussione
13:40 Pausa pranzo

La ricerca estetica e semiotica dell’arte rupestrice (Coordinatore: Federico Troletti)
15:20 Federico Troletti : Ideazione ed esecuzione del segno: riflessioni su processo creativo e componente estetico-figurativa tra Preistoria ed età Moderna
15:40 James Dodd : Arte e linguaggio rupestre (in poche parole)
16:00 Maria Susana Barrau, Daniel Seuart Castillo Benítez : I dipinti di arte rupestre di El Idulo da una prospettiva estetica e semiotica
16:20 Discussione
16:30 Rottura
16:50 Federico Mailland : L’immagine dello stambecco attraverso 4000 anni di arte dal Vicino Oriente all’Asia Centrale: origine ed evoluzione di un mito
17:10 Uzi Avner : Vita e morte nell’arte rupestre della “Valle Uvda, Israele meridionale”
17:30 Marisa Giorgi : Comunità o rappresentazione di sé: mani e piedi nell’arte rupestre
17:50 Andrzej Rozwadowski : Usare l’arte rupestre nell’arte moderna: una prospettiva siberiana
18:10 Discussione e conclusioni del Valcamonica Symposium.



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