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Artva, pala e sonda per tutti nelle escursioni: Uncem contraria

martedì, 21 dicembre 2021

Passo Tonale – Artva, Pala e Sonda per tutti nelle escursioni. Uncem: rinviare obbligo milleproroghe. L’obbligo di attrezzarsi con pala, artva e sonda, per tutti coloro che effettuano, non solo scialpinismo, ma anche escursioni di ogni genere in montagna, non è sostenibile e condivisibile da parte di Uncem. Dal 1° gennaio 2022 si dovranno infatti applicare le nuove norme sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali, previste dal decreto legislativo 28 febbraio 2021, numero 40. Il decreto è entrato in vigore il 3 aprile 2021, ma l’articolo 43-bis, introdotto dal decreto legge 40 del 22 marzo 2021 ne aveva fissata l’applicazione a partire dal 31 dicembre 2023, termine poi ridotto al 1° gennaio 2022 dal decreto legge 25 maggio 2021, numero 73.

L’articolo non è chiaro. Chi pratica attività fuori pista dovrebbe infatti attenersi alla disposizione contenuta al secondo comma dell’articolo 26 sul pericolo di valanghe nelle attività al di fuori delle aree sciabili attrezzate, che precisa: “i soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe, devono munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve, per garantire un idoneo intervento di soccorso”.

“C’è molta confusione tra i sindaci, tra gli operatori, gli accompagnatori, le guide alpine – evidenzia Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte – Servono chiarimenti che al momento non ci sono. Una proroga è necessaria”.

Uncem, d’intesa con gli operatori, evidenzia serie di criticità nell’attuale formulazione normativa:
Problematica 1: non basta indossare l’attrezzatura per essere al sicuro
Indossare un apparecchio elettronico di ricerca in valanga senza un’adeguata formazione è perfettamente inutile, l’unico vantaggio può essere che il soccorso organizzato può rinvenire la salma più facilmente in caso di incidente.
Un travolto da valanga, per statistica, ha qualche speranza di salvarsi se ritrovato entro i 15 minuti dal seppellimento, quindi gli unici che possono fare qualcosa sono i compagni di gita (in termini tecnici si definisce autosoccorso). Questi possono intervenire in modo adeguato solo se formati e continuamente in allenamento: se proviamo a pensarci in termini pratici, stiamo facendo una gita sulla neve, un nostro compagno viene travolto e a noi tocca trovarlo e disseppellirlo in meno di 15 minuti cercando di lasciare da parte tutte le implicazioni psicologiche che potrebbero inficiare sull’operazione… o si è allenati a farlo o è impossibile stare nei tempi.
Problematica 2: gli accompagnamenti su percorsi facili pensati per i gruppi
Quando si propone un’iniziativa per gruppi si scelgono accuratamente percorsi facili e privi di pericoli, per evitare qualsivoglia problema. Ovviamente il rischio zero non esiste, ma ci avviciniamo molto.
Quante notturne con breve passeggiate sulle racchette e cena vengono organizzate nella stagione invernale? Circa l’80% dei partecipanti normalmente noleggia le racchette perché non le possiede e le utilizza una volta l’anno per l’occasione o è la prima volta che le indossa. A questi dobbiamo noleggiare tutta l’attrezzatura da autosoccorso?
Da diversi anni (pandemia a parte) il trend nelle scuole è di proporre la giornata bianca sulle racchette, in modo da coinvolgere tutti (non è necessario saper sciare e non si fanno differenze tra chi sa sciare e chi no) e per limitare i costi decisamente alti degli impianti di risalita. Tutti i bambini e gli insegnanti dovrebbero essere obbligati ad avere l’attrezzatura da autosoccorso?
Problematica 3: i noleggi
Chi al momento noleggia racchette da neve dovrebbe munirsi anche dell’attrezzatura da autosoccorso da noleggiare? Quali i costi?
Inoltre il cliente che attualmente noleggia le racchette spende dai 6 ai 10 euro al giorno, è disposto a pagare di più?
Problematica 4: l’indotto
Le nostre valli sono frequentate da tanti escursionisti occasionali che salgono con le racchette da neve su percorsi facili e segnalati per raggiungere i rifugi e consumare il pranzo. Di questi quanti sono disposti ad attrezzarsi e continuare a frequentare le nostre montagne? A livello economico questa è sicuramente la problematica più grande per molte strutture economiche delle valli, le stesse strutture che devono già fare i conti con due inverni particolarmente difficili a causa della situazione sanitaria. Per molte di queste strutture, site nelle valli prive di impianti, si viene così a ledere una fetta importante di clientela.
Problematica 5: i controlli
Di chi sarà competenza il controllo? In che modo sarà eseguito? Quali le sanzioni? Controllerà anche che l’attrezzatura da autosoccorso sia funzionante (batterie cariche e artva acceso)?
Problematica 6: la disponibilità dell’attrezzatura
Al momento le aziende che fabbricano l’attrezzatura da autosoccorso hanno una certa produzione, stimata sulla richiesta di mercato. Sicuramente non ci sarà una produzione ed una disponibilità sufficiente a soddisfare la richiesta che crescerà notevolmente. Inoltre siamo già in un periodo in cui è difficile reperire il materiale per tutte le problematiche note a livello globale. Come possiamo pensare di affrontare la stagione in questi termini?

Uncem sottopone a Regione e Parlamentari i seguenti quesiti al fine di predisporre – anche d’intesa con CAI, Soccorso Alpino e Speleologico, Enti locali, una serie di indicazioni operative.



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