CAPO DI PONTE (Brescia) -
Cemmo racconta
Annunciata: spettacolo, mostra, visite e racconti per il 35° anniversario della
beatificazione. Da domenica 11 al 25 ottobre, tra
Breno e
Cemmo di Capo di Ponte, una rassegna dedicata ad Annunciata Cocchetti. Al centro la mostra "
Carte di fede, memorie di valle", con il patrimonio librario e documentale restaurato grazie al sostegno della Fondazione della Comunità Bresciana.

Libri di preghiera, manoscritti e registri che raccontano la spiritualità di
Annunciata Cocchetti, il suo impegno educativo e la vita quotidiana della Valle Camonica nell’Ottocento tornano a disposizione del pubblico dopo un accurato restauro. È questo il cuore di
"Cemmo racconta Annunciata", la rassegna promossa dall’Istituto Suore di Santa Dorotea di Cemmo in occasione del 35° anniversario della beatificazione della propria fondatrice.
Dall’11 al 25 ottobre 2026, il programma propone uno
spettacolo a
Breno, una
mostra e visite a
Casa Beata Annunciata, a
Cemmo di Capo di Ponte. Gli eventi sono patrocinati dal Comune di Capo di Ponte e dalla Comunità Montana di Valle Camonica. L’appuntamento centrale è la mostra "Ca
rte di fede, memorie di valle», aperta da domenica 18 a domenica 25 ottobre, tutti i giorni dalle 15 alle 17.30, a Casa Beata Annunciata.
L’esposizione presenta documenti cartacei e libri appartenuti alla Cocchetti e legati alla storia della sua opera: testimonianze che intrecciano fede, educazione e memoria delle comunità camune. Il restauro è stato realizzato dalle restauratrici
Licia Zorzella, per le parti cartacee, e
Francesca Toscani, per i beni librari, grazie al sostegno della Fondazione della Comunità Bresciana nell’ambito del Bando a raccolta Valle Camonica 2025.
Il patrimonio comprende libri di preghiera con annotazioni autografe, regole di vita comunitaria, registri delle educande e documenti della
Pia Opera di Santa Dorotea. Di particolare interesse anche gli «strazzetti», registri contabili che conservano traccia delle spese del convento, della gestione dei terreni e dei rapporti con le famiglie della valle. Non soltanto memorie religiose, dunque, ma fonti per conoscere la storia sociale ed educativa del territorio.