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Borno, i tecnici fanno il punto sulla frana del Lovareno

Programmati interventi per quasi 3 milioni di euro

BORNO (Brescia) - Frana del Lovareno, illustrati i dati e le prospettive per la stagione estiva. L'Amministrazione comunale di Borno, alla presenza del geologo Luca Albertelli, ingegnere Umberto Belfiore Mondoni e geometra Fabio Rivadossi, ha illustrato lo studio geologico dell’area, sulla base del quale sarà importante capire le vie di intervento più sicure e durature sulla strada per il lago di Lova.

Il sindaco Matteo Rivadossi ha indicato tempi e soluzioni: il dissesto sul versante è storico e per questo già oggetto in passato di vari interventi. Tuttavia, complice anche lo schianto massivo del bosco soprastante avvenuto nel 2023, il dissesto ha avuto un aggravio.

Gli esperti definiscono la frana del Lovareno una “frana lenta”, con un versante costituito da materiale inconsistente a strati argillosi che scivola verso valle in maniera fluida.
Questa dinamica è determinata soprattutto dalla presenza di acqua, che si era in passato tentato di drenare ma che gli stessi sistemi di allontanamento, danneggiati, finivano per recapitare proprio in coincidenza della strada.

I fondi recuperati dal Comune di Borno, grazie ad un intenso lavoro con UTR di Brescia e Comunità Montana di Valle Camonica, per un totale di due milioni e 900mila euro, consentono di intervenire in maniera completa, a partire, appunto, dall’analisi geologica approfondita, che proseguirà con il monitoraggio tramite strumentazione sul posto. Inoltre si prevede una modellazione computerizzata ad opera del Politecnico di Milano per avere la piena conoscenza del versante e sapere come intervenire definitivamente. Nel frattempo è stato predisposto un ampio sistema di drenaggio che porta le acque direttamente negli alvei dei torrenti, ma soprattutto è stato allestito un sistema d’allerta che, nel caso i movimenti del terreno superino determinati parametri, fa scattare lampeggianti e sirena e manda comunicazioni per organizzare il pronto intervento.

E circa la possibilità di riaprire la strada? Gli esperti hanno spiegato che è stata individuata la possibilità di realizzare dei consolidamenti “flessibili” su cui ripristinare temporaneamente un piano stradale provvisorio non rigido, col duplice scopo di aprire da un lato una via d’accesso alla montagna, complementare a quelle esistenti, e dall’altro di monitorare la risposta reale del versante a movimentazioni elastiche. È dunque verosimile, ha anticipato l’amministrazione, che il tratto possa essere riaperto in tempo per la stagione estiva.
Ultimo aggiornamento: 31/03/2026 00:26:22

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